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lunedì 4 luglio 2022

Paragliding World Cup Romania.Task 6

Task 6.
La notte o la birra di ieri sera sembra aver spento le polemiche sulla decisione di fermare la gara di ieri di fatto prima che iniziasse, a cui sono seguiti messaggi poco edificanti da parte di alcuni giovani piloti francesi sul gruppo WhatsApp della gara.
Di buon ora la mattina viene data comunicazione che oggi si salirà in decollo un'ora prima visto che le previsioni danno ancora maggiore instabilità di ieri con rischio di temporali.
Alle 9.00 tutti pronti sulle navette per partire per il decollo, ma si attende un ultimo consulto del task commettee. Dopo alcuni minuti arriva la decisione finale, si va su per provare a fare una task corta presto, prima dei previsti sovrasviluppi.
Durante il briefing in decollo Julien Garcia, team leader della nazionale francese, prende la parola per scusarsi pubblicamente a nome della squadra francese per i messaggi postati da alcuni componenti della squadra, chapeau! Veramente una persona a modo.
Tornando alla gara, viene dato un tema di gara di 51km, appena la Nominal Distance fissata a 50km, con start pilon che apre alle 12.15 ed è un grande cilindro di 15km di raggio sulla città di Hateg che cade appena davanti al decollo e offrirebbe anche la possibilità di posizionarsi in punti diversi ma considerato l'orario di apertura non si ha molta fiducia che le condizioni siano tali da consentire di portarsi in tempo in posti che non siano in prossimità del decollo.
Dopo lo start si prosegue in pianura verso nord per arrivare dopo 14km sulla cittadina di Hateg, poi si vira a ovest per dirigersi a 4km verso la linea di colline che costeggia la pianura sul suo versante nordoccidentale, poi si torna indietro per 11km verso il decollo con una boa che cade sulla linea si colline che delimitano il fianco sudorientale della piana, poi nuovamente la città di Hateg a 10km e planata finale di 9km verso la End of Speed Section ed il goal.
La finestra di decollo apre alle 11.15 ma nessuno parte considerato che siamo esposti a Nord ed in pianura ancora non ci sono segni di grande attività termica benché sulle cime dietro il decollo ci sono già i primi congesti.
Quando mancano 40min all'apertura della finestra il grosso dei piloti decolla ma le condizioni sono deboli e per giunta a fatica si riesce a fare quota decollo, tant'è che alcuni piloti decidono di attendere in decollo e fare uno start da terra.
A fatica di riesce a salire a 1200m e anche chi prova ad andare a trovare termica sottovento al decollo dove nei giorni scorsi c'erano sempre i migliori valori di termica, deve mestamente rientrare davanti al decollo non essendoci nulla di sfruttabile per un parapendio.
All'apertura dello start Pilon si parte con quote tra i 1000m ed i 1200m con la quasi certezza che, vista l'instabilità indicata dalle previsioni meteo, la giornata parta e si inizino a formare i tanto attesi cumuli in pianura a segnare il percorso da seguire per raggiungere Hateg.
Purtroppo nulla di tutto ciò si verifica. Procediamo lentamente verso nord girando tutte le ascendenze si trovano per strada. Siamo ancora molto compatti e stare in termiche deboli e strette tutti insieme non è facile. Ogni tanto si sentono imprecazioni in differenti idiomi.
A metà strada ci dividiamo in due gruppi, uno si sposta leggermente a est seguendo la linea che passa sugli invasi artificiali che nei giorni scorsi è stata molto generosa, l'altro si tiene più a ovest.
Tutti gli italiani siamo nel primo gruppetto a est con Luca MAMMUCARI che, non avendo nulla da perdere, tenta il tutto per tutto per la qualificazione alla Superfinale, provando a vincere la task di oggi.
Intanto l'ombra causata dall'incudine del nembo che si è sviluppato sulle cime a sud, avanza inseguendoci.
A circa 4km dalla boa troviamo termica mentre l'altro gruppo sta annaspando a circa 300m da terra. La maggior parte saranno costretti ad atterrare.
In nostro gruppo prosegue verso Hateg dove smarchiamo la boa e troviamo una debole ascendenza che ci permette respirare. La prossima boa é ai piedi delle collinette che nei giorni scorsi sono state molto generose così si parte incrociando le dita. Lasciamo tutti una debole termica tranne Marco LITTAMÉ e Darko STANKOVSKI che si fermano a girare. Attivati in prossimità del piede delle colline a circa 800m troviamo qualcosa in su una fattoria ma dopo qualche metro guadagnato, riusciamo a fare un quarto di giro salendo e tre quarti scendendo. 
Decido quindi di non perdere altra quota e spostarmi. Vedo in lontananza Marco L. e qualche altro pilota che salgono ma dovrei tornare indietro controvento perdendo chissà quanti dei 350-400m di quota sopra il terreno che mi sono rimasti. Così, seppure ormai a meno di 1km dalla boa, mi metto con il vento in poppa allontanandomi dal turn point per cercare di percorrere più strada alla caccia di una termica. Mentre gli altri si fermano nell'attesa di un ciclo buono, qualcuno viene dietro a farmi compagnia. Percorro circa 2 km senza sentire neanche un bip e atterro su una strada per evitare i campi coltivati a mais.
Il gruppetto che avevo lasciato sulla fattoria alla fine è riuscito a guadagnare qualche metro per andare a smarcare la boa e venire ad atterrare nei campi vicino alla mia posizione.
Sono tutti per terra tranne Marco L. e Darko STANKOVSKI che stoicamente resistono salendo in termiche debolissime.
Finalmente qualcosa cambia, si alza una leggera brezza da sud che probabilmente riesce a far staccare lo strato d'aria rovente a contatto col terreno. Infatti guardando sul live tracking vediamo i due superstiti riuscire a salire oltre i 1400m, smarcare la boa e dirigersi verso sud. Lungo la strada riescono a trovare altre ascendenze e restare sempre sopra i 1300m. Fatta la boa a sud tornano verso la città di Hateg beneficiando del vento da sud che lo spinge. Fatta la boa restano solo 9km km per il goal. Darko S. riesce a fare un centinaio di metri in più di Marco L. che è già partito per la planata finale.
Marco L. finirà per atterrare prima della ESS mente Darko xxx. taglierà la ESS ma mancherà il goal per poche centinaia di metri ma vincendo comunque la task.
Tutti i piloti una volta messi i piedi per terra si sono chiesti dove fosse l'instabilità atmosferica prevista dalle previsioni rumene.
La task ha assegnato 422 punti al primo e considerato che solo in due anni volato per circa 50km ed il resto dei piloti ha messo i piedi per terra molto presto, la prova di oggi sarà uno scarto in classifica per tutti, facendo perdere molte posizioni a chi aveva già uno scarto, io, non avendo mai bucato potrò recuperare qualche posizione in classifica generale.
Vince la competizione meritatamente Joachim OBERHAUSER seguito dal francese Justine PUTHOD, giovanissimo francese alla sua prima coppa del mondo, e dal macedone Darko STANKOVSKI.
Chiudo la gara in 19° posizione, portando a casa oltre ad un enorme bagaglio di esperienze e nuovi amici, la qualificazione per la Superfinale che si disputerà a dicembre a Valle de Bravo in Messico.
Gli altri componenti del team Italia tornano purtroppo a bocca asciutta, con Marco L. in 29° posizione con ancora qualche chance di essere ripescato per la Superfinale, Tommaso Carlini 46° e Federico B.M. 49° penalizzati da un buco clamoroso alla seconda task, Tiziano T. 50°, Paolino V. 54°, Valerio M. 59° alla sua prima coppa del mondo, Federico N. 88° e Luca M. 102°.
Restano ancora due eventi di coppa del mondo in Macedonia e Korea e qualche Pre-PWC per guadagnarsi la qualificazione per la Superfinale. In bocca al lupo a tutti coloro che cercheranno di staccare il biglietto per il Messico.




sabato 2 luglio 2022

Paragliding World Cup Romania.Task 5.

Task 5.
Le previsioni per oggi danno instabilità moderata.
It is forecasted to be more unstable than yesterday, with higher risk of thunderstorm, in the afternoon.
The wind are predicted be light, from N and the local breezes will predominate.
The temperatures are predicted to reach 35 degrees in the afternoon, UV index 10. The pressure same as yesterday, 1016hPa.
Viene assegnato un tema di gara che, dopo lo start in prossimità del decollo, ci porta fuori verso la pianura passando prima sulle colline a Ovest poi una andata e ritorno a zig-zag nella piana prima della End of Speed Section e del Goal nell'ormai collaudato atterraggio in mezzi alla pianura, per complessivi 59km.
Vista la situazione meteo l'apertura dello start viene anticipato alla 1300. 
Appena decollato le condizioni sono subito generose e si sale subito fino a 2600m.
Dietro il decollo si è già sviluppato un contesto che in poco tempo degenera. In piana è ancora tutto aperto e la maggior parte dei piloti si spostano li dove le ascendenze sono comunque buone. 
Per radio il direttore di gara chiese ai piloti di riportare le condizioni e la maggior parte dei piloti comunicano Level 2 ma con qualche preoccupazione per Lola situazione che si sta generando sulle creste più alte a Sud.
Quando mancano 20 minuti all'aperto dello Start la gara viene stoppata e quindi la task cancellata.
Io ho continuato a volare perché le consizioni mi sembravano ancora sicure soprattutto in pianura, facendo parte del percorso di gara e provando nuovamente l'acceleratore a tutta. Benché l'orecchia sinistra non si chiudeva più la sentivo leggermente scarica rispetto alla destra così sono tornato verso il decollo per fare top landing e togliere qualche altro cm di rincalzo sulla A3. Fatta loperazi sono decollato nuovamente e verificato che adesso la vela sembra finalmente funzionare bene.
Intorno alle 14.30 sono atterrato e dopo circa un'ora e mezza si è alzato il vento ed ha inzi a piovere.
Al centro operativo ci sono state molte polemiche sulla prematura decisione della direzione di gara di fermare la task quando le condizioni erano ancora sicure per il volo. Probabilmente volevano recuperare il grossolano errore del giorno precedente in cui avevano fermato la gara troppo tardi quando c'erano già dei fulmini. Di fatto sono passati da un eccesso all'altro.
Per domani le previsioni danno ancora maggiore instabilità pertanto è verosimile che questa Coppa del Mondo su chiude con solo 4 task valide, Joachim Oberhauser meritatamente vincitore e gli altri componenti del Team Italia con l'amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.

venerdì 1 luglio 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 4.

Cominciamo dalla fine.
Nella planata finale verso l'ultima boa e la End of Speed Section abbiamo volato tra due temporali, con pioggia e fulmini che ogni tanto illuminavano il cielo di un colore viola cupo.
Le previsioni della giornata recitavano:
Weather forecast, Thursday - 30.06
It will be a sunny day with some clouds, especially on the mountains. The  flight ceiling (thermal top) it is expected around 2500-2900. 
The wind will be light, from N, the local breezes will predominate. Wind gusts can be twice stronger or even more.
On the macro scale, the wind direction will be light S-SE, 5 km/h and this can produce some turbulence at thermal top.
The temperatures will reach 35 degrees in the afternoon, while the UV index rise 9.
The pressure is decreasing during the day form 1016hPa.
Nessuna indicazione su potenziali sovrasviluppi. L'assenza di stazioni meteo nelle vicinanze e di radiosondaggi hanno come conseguenza quella di avere previsioni inaffidabili e per questo sport può fare la differenza tra arrivare in goal col sorriso o farsi male.
Considerate le previsioni meteo promettenti, viene quindi predisposto un percorso di gara di oltre 110km tra alto crinale e pianura. Tuttavia già alle 1200 ci sono dei congesti lungo il percorso assegnato pertanto il tema di gara viene modificato per due volte fino a decidere per una task di 88km che ci porterà a Nord oltre la piana che si estende tra Clopotiva ed Hateg, superare Hunendoara ed il suo bellissimo castello gotico dei Corvino eretto nel XIV ed i suoi castelli in stile kitsch contemporaneo eretti dagli zingari possidenti di Romania.
Lo start pilon è un cilindro di 42km che cade appena a sud del decollo lungo il suo crinale principale. Poi si va verso la prima boa che si trova in prossimità della città si Deva. Poi si torna a Sud verso Clopotiva con una boa di disimpegno poco a SE del decollo e  poi si punta il costone del decollo per uscire dal medesimo cilindro dello start di 42km. Infine si va verso il goal a 7km.
Appena in decollo grazie all'aiuto di Tiziano, Luca e Federico N. riesco a fare un confronto tra il mio Enzo3 e quello di Valerio per cercare di capire il motivo dell'impossibilità di spingere tutto se non avendo continue chiusure delle orecchie e appare evidente che la mia è picchiata su A3 di circa 10mm. Cerco quindi di sfilare con un ago il rincalzo che è stato fatto su A3 e con non poca fatica riesco a sfilare il cordino che è stato infilato nell'anima della linea AR3. Non ho tempo per fare una prova in volo prima dell'inizio della task, quindi scoprirò se lemcose sono migliorate solo in gara.
In attesa dell'apertura dello start ci posizioniamo tutti nell'ormai classica termica di sottovento dietro il decollo che ci porta 2800m.
Alle 1345 si parte per verso N per percorrere i 39km che ci separano dalla città di Deva, prima boa. Io riesco a fare un ottimo start ma Joachim è anche questa volta il migliore e plananso il connubbio tra la sua vela, il nuovo imbrago "submarine" nelle sue mani fanno in modo evidente la differenza.
Superate la prima linea si colline si inizia a sentire aria un po' turbolenta e a scendere, segno che a breve incontreremo un'ascendenza. Così è ma il valore non è un granché quindi si continua verso un bellissimo cumulo che si è formato sulla rotta per la boa e dove si sale intorno ai 4m/s.
La modifica fatta in decollo sembra funzionare bene e assaporato finalmente il piacere di andare "a stecca" senza il timore che da un momento all'altro l'estremità alare si chiuderà.
È un piacere andare a full bar!
Man ano che si va verso la boa le condizioni sono sempre più generose e la maggior parte dei piloti riesce a smarcare la boa sopra i 2000m e iniziare in rientro verso Sud con un buon margine di quota per cercare termica.
Sulla via del rientro è ben evidente che i contesti presenti sulle cime più a Sud stanno degenerando e infatti quando ripassiamo sulla città di Hunendoara il cappello del nembo che si è formato manda in ombra il percorso lungo la rotta ottimizzata. Ciò nonostante il primo gruppo decide di continuare nell'ombra confidente che i cumuli che sono ancora presenti sotto l'ombra del nembo siano ancora attivi.
Io ho bisogno di un buon risultato e arrivare 40° non mi aiuterebbe in classifica pertanto insieme a Paolino e Valerio faccio una scelta diversa. Andiamo al sole deviando verso Ovest, allungando il percorso ma con maggiori possibilità di trovare termica forte. Ci dirigiamo verso il lago di Cincis dalle cui rive sabbiose parte una zona collinare boscosa e senza atterraggi. In alcune situazioni non bisogna guardare per terra ma solo avanti e crederci! Se si è intimamente convinti di trovare termica e salire le possibilità che succeda aumentano.
È così infatti, troviamo un buon valore che con la quota diventa ottimo fino a 4-5m/s. Vediamo in lontananza il promo gruppo basso che fatica a salire nell'ombra e lentam cerca di rimontare le colline a ovest di Hateg.
Tra me e me inizio a pensare che questa è la volta buona per fare podio di task.
Quasi a base cumulo partiamo in direzione sud e appena mettiamo il muso davanti alle colline di Hateg con il gruppo in difficoltà troviamo una zona di ascendenza immensa. Andando a speed dritti saliamo a 3-4m/s. Davanti a noi e alla nostra sinistra sta iniziando a scaricare e la pioggia e l'aria fredda di caduta sta facendo sollevare la massa d'aria calda a contatto con il terreno.
Per il momento la gara è ancora in corso quindi continuiamo. Siamo a efficienza 12 dal goal e mancano circa 14km. Trovato il core faccio qualche giro e a 2900m parto. Continuo a salire pericolosamente verso il limite di quota fissato a 3050m, pertanto affondo sull'acceleratore cercando di limitare la salita. Per fortuna quasi a 3000m esco dalla zona d'ascendenza e proseguo verso la boa.
Pochi metri prima della boa quasi contemporaneamente di vedono due fulmini. Il primo davanti oltre la boa ma vicino dove sta gia piovendo, il secondo verso le creste più a alte a Sud. Nonostante ciò ancora nessun segnale da parte del Direttore di gara. La gara prosegue 
Smarcata la boa mi dirigo verso il costone principale per fare l'intima boa ed andare in goal. L'efficienza richiesta e circa 6,5 quindi è fatta.
Quando manca meno di un chilometro allultoma boa viene comunicato " the task is stopped".
Peccato per me perché avrei fatto un ottimo risultato, ma considerate le condizioni la scelta di fermare la gara è stata corretta.
Seppur abbiamo volato per più di tre ore percorrendo oltre 70km il sistema di punteggio devaluta la prova assegnando al primo solo 802 punti e appiattendo i distacchi tra i piloti.
Risultato? Con il cervellotico sistema di scarti FTV quasi tutti terranno in classifica questa task ancorché il punteggio non sia il peggiore tra le task disputate.
Vince la task G. Carter, io sono il primo degli italiani a 20 punti, subito seguito in 17° posizione da Paolino Veratti, poi 24° Valerio Marchetti, poi nella 27° posizione a parimerito Joachim Oberhauser, Marco Littamé e Federico Nevastro, poi Tommaso Carlini, Luca Mammucari e Tiziano Trambaioli.
Siamo alla quarta task quindi nella classifica generale viene scartata una task intera. Nella competizione Joachim Oberhauser resta prima confermando di essere il migliore ed in uno stato di forma strepitoso.



mercoledì 29 giugno 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 1.

Paragliding World Cup Romania 2022.
Task 1.
Dopo la pausa forzata di ieri a causa della possibilità di temporali che poi non ci sono stati, oggi si comincia.
Le previsioni danno basi tra i 2000 e i 2500 m AMSL con venti deboli da NNE.
Viene assegnata una task di circa 73km con start sul costone, poi si va verso est lungo il costone, poi si attraversa trasversalmente la pianura per andare a toccare il cilindro della boa in direzione NO, rientro verso la boa dello start in prossimità del costone e poi ultimo tratto in piana contro vento per raggiungere la End of Speed Section ed il goal.
Lo start è fissato alle 1345 e l'apertura della finestra di decollo alle 1230. Tutti decollano presto perché l'esperienza del training day dice che all'inizio si faticherà a salire.
I cumuli sono sulle creste più alte mentre in prossimità dello start solo qualche barbula e si riesce a salire solo fino a 1800m nulla di più, si preannuncia una giornata molto dura soprattutto considerato i tanti chilometri che ci aspettano in pianura.
Alle 1345 si parte in direzione est. La linea migliore sembra essere quella appena fuori lungo il piede del costone. Arrivati in prossimità del decollo dovremmo fare rifornimento di quota per prepararci al traverso e arrivare a quota di sicurezza dall'altra parte, invece dopo pochi giri a soli 1400m il gruppo parte. Siamo ancora pressoché tutti insieme quindi non dovrebbe essere difficile trovare termica pertanto decido di seguirlo.
Dall'altra parte si fatica non poco a salire e Luca Mammucari atterra nel greto di un fiume.
Tornati a quota di sicurezza si continua in direzione est verso la boa ma non lungo i costoni che non portano, ma appena fuori. Arrivati alla boa qualcuno prova a continuare lungo il percorso ottimizzato che punta direttamente in pianura in direzione NO, mentre altri, compreso io, tornano indietro qualche chilometro paralleli al costone allontanandoci dalla rotta ottimizzata. 
All'inizio il gruppetto che ha scelto la piana sembra aver trovato una buona linea e li vediamo alti in direzione della boa. Superato l'abitato di Cârnești però ci ricongiungiamo con loro e proseguiamo verso la boa che si trova in quota su una gruppo di montagne. Smarcata la boa troviamo finalmente un buon valore che ci riporta a 1800m, quota che ci consente di dirigerci in direzione Sud e scavallare una serie di montagne che ci separano dall'ultima boa in prossimità del costone. Arrivati in boa c'è termica e si fa la quota necessaria per l'ultima planata verso il goal. Quando lo strumento fa efficienza richiesta 7 parto dietro i primi, ma la planata è davvero pessima e dopo qualche chilometro ci dobbiamo fermare a rifare quota. Tra i primi ad agganciarla c'è il fenomenale Joachim Oberhauser. Fatto qualche giro si parte a tutta Speed verso la End of Speed Section.
Purtroppo la mia vela continua a chiedere l'orecchia sinistra a full speed e sono costretto a tenere un dito su B3 per prevenire la chiusura ma ogni tanto ciò non è sufficiente e sono costretto a mollare l'acceleratore riaprire l'estremità chiusa e affondare di nuovo l'acceleratore, ma così facendo perdo qualche posizione.
Come nel training day la zona in prossimità del canale che porta acqua a dei bacini artificiali nella piana è molto generosa e quasi tutta a salire, così arriviamo tranquillamente a meta.
Chiude primo Nicolas DINH, seguito a un secondo da Joachim Oberhauser, io a 55 secondi dal primo mi classifico 18, poi a seguire Tommaso Carlini 19°, Tiziano Trambaioli 22°, Federico Brown Manzone e Paolino Veratti 29°, Valerio Marchetti e Marco Littamé, che ha volato lungamente davanti ma è stato sfortunato sul finale, 47°, Federico Nevastro 93°. Purtroppo non riescono a completare il percorso di gara Silvia Buzzi Ferraris e Luca Mammucari.
Personalmente considerato che dopo la Pre-PWC a Brasov non avevo più volato, sono soddisfatto del risultato.

https://live.pwca.org/scores/

Sarà una gara lunga e il posto ha già fatto vedere di non essere per nulla facile e scontato.
Ai prossimi aggiornamenti.

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 2.

Paragliding World Cup Romania.
Task 2.
Alle 10.00 si parte per il decollo su una strada sterrata polverosa ma bel tenuta (come la quasi totalità delle strade qui in Romania, loro si che hanno imparato dai romani, noi italiani invece lo abbiamo dimenticato) che sale dolcemente sulla montagna sino ad un grandissimo pratone erboso, il decollo.
Le previsioni per oggi danno la possibilità di sovrasviluppi ma non nella nostra zona, venti da NNE ma più sostenuti di ieri, in modo particolare nella valle che sale a ovest del decollo.
Viene assegnato un percorso di gara di 86km che dopo una primo tratto in direzione Ovest quasi alla fine della valle, poi si rientra lungo il costone fino a Clopotiva per smarcare un grande cilindro di 7km di raggio, per poi andare  dentro le creste più alte verso sud, uscire nuovamente sulla boa in piana di raggio di 7km e rientrare un'ultima volta sulle creste più alte del massiccio del parco nazionale del Retezart.
Fatta la boa il cui cilindro resta in sottovento ad una linea di cresta, si va dritti verso la piana per  con il goal a circa 17km.
Lo start è fissato alle 13.30 e si inizia a decollare alle 12.30 per cercare di salire, cosa non scontata ad inizio giornata su un costone esposto a Nord come abbiamo imparato nei giorni scorsi, e posizionarsi in prossimità del cilindro in una zona attiva per riuscire a stare sempre alti.
Ci sono diversi gruppetti e quasi allora di apertura dello start pilon coloro che sono andati a girare termica di sottovento dietro il decollo riescono a salire meglio fino a 2000m AMSL e partono, seppur più distanti, con vantaggio di quota rispetto agli altri che arrancano tra i 1700-1800m.
Andando in direzione Ovest verso la boa si viaggia bel oltre i 60km/h segno che c'è un bel vento in cosa con cui bisognerà fare i conti al rientro.
Chi è più alto riesce a tenere la linea del crinale più alto, mentre chi è in basso deve fare i conti con una serie di crinali che scendono ortogonalmente alla valle e che sono avari di termica.
Smarcata la boa si fa dietro front in direzione del decollo e tornando ci si ferma diverse volte a salire perché nei traversi si scende parecchio dovendo lottare con il vento. Chi è più basso si trova spesso nel sottovento dei crinali e qualcuno è costretto ad atterrare, tra questi Luca Mammucari, Tommaso Carlini e Federico Brown Manzone, mente riesce a salvarsi Marco Littamé che trova termina in piana e fa contenti altri che stavano per mettere le gambe dall'imbrago per atterrare.
Il resto della ciurma, me compreso, riesce a rientrare nella zona dove la valle si allarga e finisce l'effetto Venturi che accelera la brezza.
A circa 1000m (350m AGL) su delle basse colline agganciamo un termica che ci porta sopra i 1800m permettendoci di proseguire verso la boa in prossimità dell'abitato di Clopotiva. Il gruppetto che ci eravamo lasciati dietro aveva invece trovato un buon valore di termica e ce lo troviamo altissimo sopra di noi.
La gara è ancora lunga e con qualche buona linea sarà possibile recuperare lo svantaggio di quota.
Smarcata la boa il gruppo di testa con Joachim Oberhauser, Valerio Marchetti, Tiziano Trambaioli e io qualche centinaio di metri indietro, fa rotta verso il costone per cercare di fare i 2000-2200m che servono per provare ad avventurarsi lungo le valli strette e ricoperte di un fitto bosco di faggi e betulle, e raggiungere la boa.
Fatta la quota minima necessaria si parte seguendo la cresta che porta dritta verso la boa sul massiccio montuoso del Retezart a circa 2200m, confidando nella generosità dei pendii e si qualche cumuletto sulla via.
Verso Est a circa 15km sulle cime si è formato un contesto che sta scaricando. Molti di noi pensano che a breve riceveranno via radio la richiesta del direttore di gara di andare ad atterrare perché la task è stata stoppata. Invece nulla, si continua. Fortunatamente il vento da NNE tiene il contesto fermo e non avanza verso di noi.
Fatta la boa in quota si torna fuori verso Nord a full speed fino ai piedi dei primi crinali e nuovamente dentro in direzione SE verso l'ultima boa in quota, ma questa davvero tanto in quota, il cilindro infatti cade a circa 2400m e su una cresta in sottovento rispetto ad una più a valle in prossimità della quale c'è termica forte. Il primo gruppo riesce a sfruttala fino a base cumulo intono ai 2750m e parte per la boa che dista meno di 1km. 
Io mi trovo con Tiziano Trambaioli e Valerio Marchetti 200m più in basso del gruppo e quando questi partono, la termica diventa più debole perché io cumulo di sta dissolvendo e in pochissimo tempo ci troviamo a girare nel blu una termica molto scarrocciata dal vento che ci allontana dal punto migliore per smarcare il turn point.
Il primo gruppo intanto sta smarcando la boa e si avvia a torna indietro sul percorso dell'andata. Una volta raggiunto il sopravvento, trova una linea portante che gli consente di planare per circa 16km senza doversi fermare a girare null'altro. Joachim in super forma chiude per primo in 2h 49' 32''.
Io ed i miei compagni di sventura, lasciano la termica a 2700m e facciamo gli 800m che ci separano dalla boa con una planata discreta, ma non appena ci giriamo per tornare indietro in sopravvento, iniziamo a sprofondare nel vento, provo a forzare ma niente, abbiamo efficienza 3 tanto da non riuscire più a scavallare la cresta che si trova a N rispetto a noi e siamo costretti a girare verso est imboccando una valletta che scende verso NE, allontanandoci dalla rotta per il goal. Proviamo a sfruttare la dinamica di pendio ma non funziona perché il vento è pressoché parallelo alla cresta.
Scendendo la valle fa una piega verso NO, in quel punto il pendio ben esposto al sole pomeridiano ed è anche protetto dal vento, ci sono quindi tutti gli ingredienti per una termica di sottovento. Ci provo e mi va bene, così riesco a rimontare in sopravvento e trovare termica che mi consente di fare la quota necessaria per andare verso il goal con una efficenza richiesta di 6,5 col senno di poi troppo consentiva considerato che sono arrivato in goal con 600m da smaltire chiudendo in 20° posizione ma con un netto ritardo di 25 min dal primo.
Valerio continua lungo la valle trovata termica appena davanti al costone, fa la quota necessaria per arrivare in goal in 26° posizione.
Tiziano invece non riuscendo a superare una cresta è costretto a deviare ancora di più a NE  allontanandosi ulteriormente dal percorso ottimizzato e chiudendo 48°.
 Paolino Verratti e Marco Littamé, che si erano attardati al rientro dalla prima boa, chiudono rispettivamente 35° e 38°.
La classifica generale dopo due task vede Joachim Oberhauser primo seguito dal brasiliano Rafael Barros e dal coreano Jungman Choi.
Per l'Italia seguo io 15°, Paolo Veratti 22°, Valerio Marchetti 28°, Tiziano Trambaioli 35°, Tommaso Carlini 66°, Federico Brown Manzone 75°, Federico Nevastro 108° Luca Mammucari 120°.
Purtroppo ha dovuto lasciare la competizione e rientrare a casa Silvia Buzzi Ferraris per uno strappo alla schiena che non le consentiva di volare, in bocca al lupo!
Il task setting di oggi e stato giudicato da molti non appropriato alle condizioni con una grossa difficoltà all'inizio che ha messo per terra il 30% dei piloti dopo pochi chilometri e una boa in sottovento in montagna.
Sicuramente l'organizzazione farà tesoro dei commenti dei piloti.