Visualizzazione post con etichetta paragliding. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paragliding. Mostra tutti i post

giovedì 14 agosto 2025

Paragliding World Cup 2025. Krushevo, North Macedonia. Task 5.

La giornata sembra promettere della stabilità in basso e viene assegnato un tema di gara di circa 84km.
Il grande cilindro dello start pilon taglia da NE a SO il pendio del decollo, la prima boa è dalla parte opposta della valle verso SE. Poi bisogna spingersi a sud per circa 30km per poi tornare verso ovest con cilindro in uscita, nuovamente a est per poi andare in goal in direzione ovest.
Il tema di gara realizzato con cilindri molto grandi permette di scegliere le traiettorie in relazione alla meteo, considerando cumuli e direzione del vento.
Appena in volo si percepisce che la giornata è più stabile del previsto e si fatica a salire. Una mina consente ad un nutrito gruppo di superare il tappo di inversione e salire velocemente oltre i 3000m, tenendo sempre a mente il limite di quota fissato poco più in alto.
Altri non riescono a sfruttare il ciclo buono e restano più bassi.
Alle 1315 si parte verso la prima boa ma prima si iniziare la lunga traversata della piana in molti si spostano verso sud lungo la cresta sfruttando la brezza che ha iniziato a soffiare da ovest, nel gruppo ci sono quasi tutti i nostri. Altri puntano direttamente verso est ma finiscono subito bassi in piana tra questi Alberto.
Il gruppo che ha scelto di rimanere sulle creste sembra avere vantaggio, infatti raggiunge i fuggitivi in prossimità del ferro di cavallo con molta piu quota. Hamard prova subito a scappare davanti andando più volte ben al di sotto dei 1000m di quota. Sembra essere la sua giornata perché trova sempre ascendenza per rifare quota nonostante sia, in pratica, solo lungo una traiettoria ottimizzata molto più a sud di tutto il resto del primo gruppo dove ci sono Joachim, Gianni e Tommaso. Marco e Matteo hanno scelto una rotta piu a nord e si trovano indietro con Federico alle loro spalle.
Fatta la boa, prima di iniziare la lunga discesa verso sud in piana si fa quota cercando di sfruttare al massimo la termica che è molto scarrocciata dal vento da sud particolarmente sostenuto.
Joachim parte con poco meno di 1800m insieme a Tommaso e Gianni, mentre Hamard si ferma ancora e riesce a fare 100m in più che si riveleranno decisivi.
Alberto arriva basso sotto la termica e quando il gruppo parte si trova a circa 1100m. Matteo avendo tenuto una traiettoria molto a nord rimontando il vento verso la zona di ascendenza atterra.
Mentre il primo gruppo fatica ad avanzare verso la boa, chi era rimasto dietro ne approfitta per fare quota e cercare di trasformare lo svantaggio in un vantaggio.
Tra i primissimi ad arrivare alla boa a sud ci somo Joachim, Tommaso e Gianni ma pagano cara l'intraprendenza con tutto il primo gruppo, tranne Honorin, in quanto in basso il vento è decisamente forte ed è impossibile girare le ascendenze. Atterrano pressoché tutti i boa.
Fatta la boa chi è riuscito a restare in volo si fa scarrocciata verso nord dal vento mentre gira termica e di tanto in tanto cerca di spostarsi verso ovest per smarcare la boa successiva.
Diventa una lotta alla sopravvivenza.
Davanti a tutti c'è Honorin, ormai da solo essendosi liberato del primo gruppo. Dietro Alberto, Marco e Federico che però atterra prima della boa. 
Marco di fa scarrocciata ma in direzione NE allontanandosi dalla boa mentre Alberto riesce ad andare dietro ad Honorin.
Fatta la boa in uscita verso ovest si torna verso la città di Prilep in direzione NE per poi percorrere l'ultimo tratto verso il goal in direzione NO.
Vince con vantaggio Honorin che grazie al risultato riesce a ribaltare la classifica balzando al secondo posto della classifica generale.
Ottimo Alberto, secondo al tempo ma terzo in classifica task, unico degli italiani a completare il percorso in una giornata molto difficile. 
Purtroppo entrambe del giornate seguenti non hanno permesso di volare per il forte vento da Ovest e così si chiude la competizione con due task e mezza volate in uno dei posti che sulla carta offre la massima affidabilità in termini di giornate volabilità durante l'estate.



Paragliding World Cup 2025. Krushevo, North Macedonia. Task 4.

La giornata si presenta come tutte le mattine con un bel sole che già dalla 5:30 del mattino inizia a illuminare la vallata.
Nessuna formazione nuvolosa all'orizzonte solo della fischia a Nord causata da un imponente incendio che da giorni sta devastando una impervia zona montuosa e che sta richiedendo l'aiuto dei paesi vicini non disponendo la Macedonia di assetti aerei antincendio.
Viene assegnato un tema di gara di 103km che prevede la partenza alle 13:15 con un primo tratto verso NO per raggiungere una collina isolata nella piana prima di raggiungere l'abitato di Prilep, e poi un zigzag verso sud per arrivare al goal che si trova a sud della cittadina di Prilep.
Le previsioni danno la possibilità di ingresso di vento da Ovest in decollo, pertanto, appena finito il breafing iniziano i decolli. 
Purtroppo il vento inizia a soffiare da ovest già alle 12:15 rendendo impossibili i decolli.
I piloti iniziano quindi, sotto il sole cocente, la risalita del pendio per portarsi al decollo esposto a Ovest. È una gara nella gara essendo il decollo piccolo e non adatto più di tre piloti. Gianni arriva per terzo e si prepara per decollare. Le condizioni sono critiche perché ci sono raffiche intorno ai 30km/h e per di più la direzione del vento è da NO non particolarmente favorevole per quel decollo.
Un pilota parte e dopo diversi sgrulloni riesce a salire oltre la quota del decollo. Nel frattempo i pochi piloti che erano riusciti a decollare dal decollo ufficiale a est hanno raggiunto i 2400 e faticano ad avanzare in direzione ovest. 
A questo punto il Meet Director chiede ai piloti in volo di riportare feedback sulle condizioni e appare chiaro che sopra i 2600 ci sono già 40km/h divento. Pertanto la task viene annullata.

Stay tuned.


lunedì 28 luglio 2025

Paragliding World Cup 2025. Krushevo, North Macedonia. Task 3.

Siamo giunti a giovedì e ci si aspetta una giornata migliore rispetto alla precedente.
Il percorso di gara assegnata dal task committee prevede 94 km con uno start pilon in uscita per dirigersi verso sud per circa 32 km, in prossimità dell'abitato di Budakovo, attraversando tutta la piana da NO a SE.
Poi si và all'estremità nord della piana oltre Prilep, percorrendo ulteriori 32 km, poi nuovamente a SO per 17km verso il costone e infine ultimo tratto verso la End of Speed Section (ESS) che si trova a Nord a 7 km, tra il costone del decollo e la linea di colline appena a est della base della montagna su cui è arroccato il paese di Krushevo.


La partenza è fissata alle 12:45. Le condizioni di termica sul decollo e sul paese di Krushevo sono buone e ci consentono di attendere l'apertura dello start pilon tra i 3000 ed i 3200 m a base cumulo, tenendo ben in conto che c'è un limite di quota fissato 3350m. 
Durante l'attesa si formano cumuli isolati che seguono la cresta verso sud e rappresentano una buona scelta per andare alla prima boa anche se non sono sulla traiettoria ottimizzata.


Si parte e tutti seguono la cresta cercando di sfruttare i cumuli che ci sono ma che si formano dal versante ovest pertanto per raggiungere l'ascendenza bisogna allontanarsi leggermente dalla traiettoria ideale. Alberto a questo punto decide di ritornare sull'ottimizzata e puntare al "ferro di cavallo". Pagherà cara questa scelta solitaria perché arrivando basso atterrerà senza neanche raggiungere le collinette.
Il gruppo prosegue lungo il crinale per poi fare una leggera deviazione verso SE in direzione della boa. Tutti i nostri sono messi in buona posizione e raggiungendo la boa tra i 2000 e i 2100m di quota.
Adesso inizia un lungo tratto di 32km in pianura per tornare a Nord. La rotta ottimizzata passa a est del ferro di cavallo ma il gruppo punta verso di esso per fare pieno di quota in un posto sicuro e avventurarsi nella piana.
Pinot parte per primo mentre il gruppo si ferma a fare quota appena dopo la boa ancor prima di raggiungere il "porto sicuro" del ferro di cavallo. Il francese raggiunge quindi per primo le collinette al centro della piana e riesce così a prendere un vantaggio di quota di circa 400m sul gruppo. 
Nel primo gruppo ci sono Joachim e a seguire Paolo, Marco, Gianni, Tommaso, Matteo, un po' più attardato Federico.
Maxime Pinot capitalizza il vantaggio di quota e riesce sempre ad arrivare prima sulla termica successive salite prima dell'arrivo del gruppo mantenendo sempre circa 400m vantaggio di quota.
Joachim prova a forzare e va avanti basso verso la boa che smarca, appena dietro a Pinot che è a 2050m, a 1300m, seguono Tommaso e Paolo e Matteo a 1500m, mentre Gianni e Marco si fermano a girare un buon valore prima della boa che gli consente di smarcare il turno point con più di 2000m e arrivare sopra al primo gruppo che si dirige verso SO. Davanti a tutti c'è ancora Pinot seguito a 1,5km da Andy Tallia e Giulien Garcia, poi il gruppo a circa 2,5km.
A circa 23km dal goal il primo gruppo si ricompatta su una termica su cui Gianni riesce ad arrivare sopra alla quota di Pinot che l'ha trovata per primo. Nello sciame di vele che salgono ci sono tutti i nostri, solo Marco resta dietro di 1,5km.
A 1850m Pinot parte per primo verso l'ultima boa, lo seguono in ordine Gianni, Tommaso, Joachim, Matteo e Paolo. 
Il gruppo segue Pinot che tiene una traiettoria che si allontana dal percorso ottimizzato e punta verso i piedi del costone sulla cui verticale ci sono dei cumuli indicatori di ascendenze.
Trovata una debole termica si fa qualche giro mentre il gruppo degli inseguitori va dritto sul percorso ottimizzato e trova una buona ascendenza. Nel frattempo ha ripreso il gruppo anche Marco mentre Federico resta attardato di circa 7km. Pertanto ci si ricompatta nuovamente in questa nuova ascendenza dove raggiunte quote tra i 1600m ed i 1750m i alcuni piloti partono alla ricerca forse dell'ultima termica che consentirà di arrivare in goal, tra questi Joachim, mentre Gianni e gli altri seguono dopo aver superato i 2000m e con efficienza richiesta per il goal di circa 9,5 ma a 2,5 km dai primi.
A circa 3km dalla boa si trova una nuova ascendenza dove tutti i primi si ricompattano nuovamente eccetto che Hamard che prova il colpaccio e va direttamente a smarcare la boa con circa 270m sul terreno ma pagherà caro l'azzardo perché perderà diversi minuti prima di fare la quota necessaria per il goal.
Tra i primi a raggiungere la boa per poi iniziare la planata verso nord a favore di vento ci sono  A. Tallia e R. Berg.
I primi dei nostri a smarcare l'ultima boa sono Joachim, Matteo Tommaso e Gianni con un distacco di circa 1,5km dal primo. Seguono più staccati Paolo, Marco e Federico.
Taglia la ESS per primo e arriva in goal il francese Andy Tallia in 02:22:15, con una media di quasi 36km/h.
Joachim, ancora primo degli italiani chiude nuovamente al quinto posto a 31".
Seguono Matteo a 1'35", Tommaso a 1'51", Gianni a 2'01", poi Paolo a 3'51", Marco a 4'53" e Federico a 14'37".

Con la prestazione di oggi Joachim sale in seconda posizione in classifica generale.

Stay tuned.




venerdì 25 luglio 2025

Paragliding World Cup 2025. Krushevo, North Macedonia. Task 2.

Dopo l'annullamento del primo giorno di gara per le condizioni proibitive in decollo ed in atterraggio e del secondo giorno (martedì) per il vento ancora forte da ovest, mercoledì finalmente si aprono le danze.
Viene assegnato una prova di 94km, che ci farà realizzare un triangolo nella parte nord della piana con un primo vertice a nord, in prossimità dei rilievi che chiudono nella parte settentrionale l'altopiano, poi si scende a verso sudest oltre l'abitato di Prilep, per più tornare a ovest verso il costone a sud della città di Bitola ed infine si torna a nord per il fine tempo ed il goal.
La partenza è fissata alle 13:15 e si decolla già dalle 11:45 appena dopo il briefing perché c'è sempre il rischio che la brezza da est, che risale il pendio del decollo al mattino, con il passare delle ore e la rotazione del sole, possa essere sopraffatta dalla brezza termodinamica da ovest rendendo impossibile il decollo.
Tutti gli italiani riescono a decollare in tempo e le condizioni di termica sono leggermente turbolente ma buone e permettono di fare subito quota in attesa dell'apertura dello start pilon.
Alle 13:15 si parte a circa 2900m di quota in direzione NNE, lasciando la creste e affacciandosi sulla pianura. Arrivati in prossimità della prima boa a tutta velocità c'è una potente termica ad aspettarci. Si fa quota, si prosegue verso il cilindro smarcando il turnpoint poco più a ovest rispetto al punto ottimizzato e da circa 2400m si inizia una lunghissima planata di 36km in direzione SE verso.
Arriviamo alla boa tutti in buona posizione e alti, in particolare Alberto che da dietro controlla. Marco, Tommaso, Matteo, Alberto e Federico fatta la boa partono tra i primi verso SO con un gruppetto seguendo la rotta ottimizzata, mentre Joachim e Gianni decidono di puntare a ovest, in direzione del famigerato "ferro di cavallo", una formazione collinare che è un punto di innesco particolarmente efficace di termiche. Paolo per uno start fatto male resta attardato.
La scelta del ferro di cavallo paga perché mentre chi si trova sul percorso ottimizzato arranca a 1400-1600 m le colline regalano termica forte fino a oltre 3000m.
In prossimità della boa il gruppo che ha scelto l'ottimizzazione di deve fermare a girare a 1100m mentre il gruppo con Joachim e Gianni ha vantaggio di quota, fatta la boa si cerca di fare il pieno per andare in direzione dell'End of Speed Section (ESS) che dista 18km. Joachim trova una buona ascendenza e si porta a 2900m con la quota per andare in goal, mentre gli altri partono con circa 2300m.
Si procede in trenino verso nord e dei nostri ci sono in ordine Joachim, Gianni, Matteo, Tommaso, Marco, Alberto e un po attardato Federico.
Verso la ESS il primo gruppo che è riuscito a salire fino ai 2900, tra cui Joachim, non si gira più praticamente nulla. Gli altri devono invece fermarsi a girare prima della ESS e accumuleranno del ritardo.
Taglia la ESS per primo e arriva in goal Marcos Sancho Fernández, giovane pilota spagnolo, in 02:23:25, con una media superiore ai 35km/h.
Joachim, primo degli italiani chiude al quinto posto a 31" avendo potuto trasformare il vantaggio di quota in velocità.
Seguono Gianni a 7'42", Marco a 7'51" (31°), Alberto a 9'29" (74°), Tommaso a 9'59" (64°), Federico a 15' (95°). Purtroppo Matteo dopo aver tagliato la ESS non riesce ad arrivare in goal.
Come prima giornata Joachim si conferma in grande forma, mentre gli altri hanno capitalizzato poco la buona gara fino all'ultima boa.

Stay tuned.


martedì 22 luglio 2025

Paragliding World Cup 2025. Krushevo, North Macedonia.

Siamo giunti oltre il giro di boa di una stagione gare funestata da condizioni meteo non favorevoli che, almeno per le gare italiane, hanno visto l'annullamento, per il secondo anno consecutivo, del Montegrappa Trophy, probabilmente la gara più importante dell'anno per il livello dei piloti iscritti, di molti meeting della lega piloti italiana che rappresentano delle opportunità uniche di allenamento e confronto tra i piloti italiani per arrivare pronti alle gare più importanti, e come ciliegina sulla torta, ai campionati italiani disputati a Courgnè le condizioni meteorologiche non hanno permesso di disputare un numero sufficiente di prove per attribuire i titoli di campione italiano 2025 per le varie categorie.

Con tutte queste premesse l'aspettativa per questa quarta tappa di coppa del mondo in uno dei siti di volo con la più alta volabilità è molto alta.
I piloti italiani presenti sono otto, Alberto Vitale, Joachim Oberhauser, Marco Littamé, Matteo Giuliani, Tommaso Carlini, Paolo Veratti, Federico Nevastro e Gianbasilio Profiti, purtroppo nessuna rappresentanza femminile.
Il sito di volo è ormai ben noto a quasi tutti, assurto alle destinazioni di volo più gettonate da più di un decennio, grazie a un'orografia particolarmente favorevole alle competizioni, con un immenso altopiano su cui si affaccia, da circa 1400m, il piccolo ma accogliente abitato di Krushevo, unitamente ad una meteorologia che in estate regala un clima secco, senza precipitazioni e con venti mediamente deboli.
Krushevo ha già ospitato competizioni importanti quali coppe del mondo, un mondiale e nel 2026 ospiterà i campionati europei.
La gara di Coppa del Mondo di quest'anno si preannuncia come la gara più importante dell'anno per livello dei piloti partecipanti, ci sono tutti i più forti al mondo, dopo i mondiali che si disputeranno a settembre in Brasile.

Con tutte queste premesse ci si aspettava un inizio di gara scoppiettante, invece, dopo due giornate di allenamento in cui si è volato il primo giorno di gara, lunedì 21 luglio, si va in decollo e viene assegnato un percorso di 72km che, stante le previsioni di vento sostenuto da ovest, prevede di scendere a sud per circa 30km fino a Bitola rimanendo sul versante ovest del crinale che delimita ad occidente la piana, per poi tornare verso nord per altri 30km.
Il decollo scelto per la giornata è quello esposto a ovest che non è preparato per consentire la partenza veloce di 130 piloti quindi viene data una ampia finestra di decollo con start della gara alle 14:00.
Purtroppo, dopo il decollo di circa 50 piloti, il vento in decollo è aumentato e, prima ha determinato la chiusura temporanea del decollo e poi l'annullamento della prova.

Le previsioni meteo per il giorno seguente non sono delle migliori e prevedono una intensificazione del flusso occidentale e ciò viene confermato infatti già la mattina alle 9:00 mentre si fa colazione si percepisce già una brezza piacevole ma inusuale per l'ora. Infatti alle 9:45 la prova viene cancellata e l'inizio delle danze rimandato a mercoledì.
Pertanto, tempo libero per relax, controllare l'attrezzatura e misurare i fasci o fare un po' di turismo al lago di Ohrid.
Stay tuned.

lunedì 19 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 10.

Siamo giunti all'ultimo giorno di gara.
Oggi sarà la decima task, a mia memoria mai la meteo aveva concesso di disputare tutte le dieci prove previste per una super finale. Valle de Bravo si conferma uno dei siti di volo con la più alta volabità al mondo.
Tuttavia, questa gara sarà ricordata sia per le 10 task valide che per i numerosi incidenti che non si vedevano da tempo.
Per oggi il task comettee, più volte criticato per alcune scelte discutibili dei percorsi di gara e del cilindro della End of Speed Section, assegna una task di 74km. 
Il cilindro dello start è molto ampio e lascia la possibilità di scegliere se posizionarsi sul classico G-spot, su Los Tres Reyes oppure avventurarsi sulle colline a SE. Poi di procede in direzione SO verso la linea di colline che delimita a Nord della caldera di Luvianos, smarcata la boa si vira verso est dove a 18km in prossimità dei rilievi più alti si trova la seconda boa.
Da questo punto ci sono due possibilità per andare verso la terza boa che è un grande cilindro di 47km posizionato a Nord: si può andare lungo la traiettoria ottimizzata in direzione Nord percorrendo 22km ovvero rientrare a NO verso il decollo agganciare la zona di confluenza e poi andare in boa.
La prima scelta è più corta ma prevede l'attraversamento di zone poco atterrabili, mentre la seconda, più lunga, ha il vantaggio di essere più sicura sia per l'abbondanza di termiche che per gli eventuali atterraggi.
Arrivati alla terza boa è quasi fatta perché si è nella zona di convergenza e andare a segnare il fine tempo a 11km si prospetta senza particolari problemi. Per convalidare il tempo è poi necessario rifare quota per planare per circa 7km sino al goal che è posizionato sul decollo di Valle de Bravo con vista lago.
Dopo il decollo si va come di consueto sul G-spot a fare il pieno di quota. Qualcuno ci arriva facendo tappa al Peñon, altri fanno il giro della conca dietro il Peñon passando sulla sella, in sottovento, che lo congiunge con il G-spot. Alla fine ci troviamo a 3100m benché in decollo avessero detto di quote intorno ai 3500m.
Con queste quote, se si parte dal G-spot per andare verso lo Start Pilon, si rischia di finire nel sottovento delle colline se non si trova qualcosa per salire prima. Andare a Los Tres Reyes non migliorerebbe la situazione quindi l'unica soluzione che resta è quella di spostarsi sulla parte Est del cilindro dello start. Ci sono tanti chilometri da percorrere quindi, quando ancora manca un'ora all'apertura dello start, la gara per riuscire ad arrivare a posizionarsi al meglio per la partenza è già iniziata.
Nel procedere verso est non si trovano ascendenze e quindi puntiamo al sopravvento di una linea di colline che porta sul bordo del cilindro. Ci arriviamo bassi e per uscire dal cilindro bisogna superare una sella che da su una ampia vallata che sembra già attiva come evidenziano i cumuletti che si formano.
Il pendio delle colline sembra portare e la maggior parte riesce a saltare la sella e trovare subito una generosa termica che permette di poter respirare nuovamente. Qualcun'altro, non riuscendo a scavalcare, resta nel sottovento.
Giusto a pochi minuti dall'apertura dello start ci troviamo a base cumulo sul bordo del cilindro. Non siamo in moltissimi quindi qualcuno sarà rimasto indietro o sul G-spot.
Alle 12:45 si parte a full speed verso la prima boa. Una lunga planata di più di 8km verso Ovest. Lungo il percorso troviamo una buona ascendenza, il gruppo si ferma a girare mentre Marco L. ed io proseguiamo confidando nelle colline e nella piana di Luvianos.
Alla boa Marco ed io ci troviamo più bassi del gruppo che ha trovato una linea migliore. 
Fatta la boa si torna indietro pressoché sullo stesso percorso per andare ad agganciare nuovamente le colline e poi saltare verso la seconda boa. Qui il gruppo si apre e si fanno linee molto diverse su un'area boscosa molto isolata. Dal live vedo che Marco B. e Giuliano, con un gruppetto, sono partiti ma più bassi sulla zona collinare vedendo davanti a loro Tim Bollinger impennarsi con la vela.
Purtroppo per loro molti finiranno per atterrare, quello che sembrava un termicone erasolo una bolla. Tra i malcapitati, Marco B. mentre Giuliano riesce a salvarsi. Io con Marco L. ci ritroviamo su una linea migliore che ci permette di riagganciare il gruppo di testa che sta facendo quota.
Il gruppo si è ricompattato, c'è anche Joachim, Denis, Aaron e Christian. Fatta quota partiamo per la boa che smarchiamo alti.
Dopodiché si vira verso Nord verso la zona del campo di gara che risale di quota verso il passo che poi porta alla zona di convergenza.
Pinot e Quintanilha sono i primi a partire, io li seguo a ruota. Dopo qualche chilometro in una buca troviamo una termica, non generosissima che ci permette di guadagnare della quota. Adesso c'è da scegliere se andare lungo la traiettoria ottimizzata o puntare verso il decollo a 90° rispetto alla boa.
Marco L. ed io scegliamo la "direttissima" con Pinot ed Hamard confortati dalla presenza di una striscia di cumuli lungo il percorso. Joachim,  Denis e Lambert scelgono la strada più lunga ma sicura.
Procedendo verso il passo nonostante i cumuli non troviamo mai buone ascendenze.
Pinot pur di riuscire a trovare una buona termica si porta su una valletta alberata senza atterraggi se non sulle chiome degli alberi. Noi più alti cerchiamo più a est e Quintanilha tenta a più a Ovest. Nessuno però riesce a trovare una termica buona se non proprio quando raggiungiamo il passo.
Qui mente facciamo quota riusciamo a vedere l'altro gruppo che ha già agganciato la convergenza e sta andando in direzione della boa. Nonostante il loro percorso fosse più lungo hanno trovato migliori ascendenze e sono stati più veloci, noi siamo stati invece illusi dai cumuli che non hanno aspirato come speravamo.
Fatta base cumulo partiamo anche noi verso l'ultima boa. Da qui in poi si va a tutta senza più girare ma surfando sulle ascendenze cercando di tenere la vela aperta sopra la testa. Qualcuno parte senza aver raggiunto la quota dove si beneficia maggiormente dell'aria portante della convergenza e sarà costretto ad atterrare, tra questi Martin Jovanosky che poi racconterà di aver dovuto comminare per due ore prima di raggiungere una strada e Aaron. Quando incrociamo il primo gruppo abbiamo ancora 1,2 km dalla boa quindi abbiamo un ritardo di circa 5 minuti. Fatta anche noi la boa siamo ancora alti e spingiamo tutto per poter cercare di recuperare qualcosa nella speranza che i primi si piantino su San Augustin per fare la quota necessaria ad andare a tagliare il fine tempo tra il Cerro Gordo e El Capulin.
Il primo a tagliare il cilindro del fine tempo è Baptiste Lambert seguito da Joachim che chiude la gara con la sua migliore prestazione di task, poi al quinto posto Denis. Nel secondo gruppo, che arriva con circa 5 minuti di ritardo, ci sono Marco L. 32° ed io 36°. Più staccati Giuliano e Federico. Non chiudono il percorso Aaron, Christian e Marco B..

Si chiude così questa finale di coppa del mondo, con la vittoria di Honorin Hamard. Con lui sul podio Philippe Haag e Baptiste Lambert che con l'ultima task scalza dal podio Maxime Pinot che ha comunque impressionato per intraprendenza e doti tecniche.
Per noi, questa è stata una gara avara di risultati, unici nei primi 15,  Joachim che chiude 9° e Denis 11°. In compenso, tutti tornano a casa interi visti i numerosi incidenti e con un bagaglio di esperienze impagabile che porterà sicuramente i suoi frutti nella prossima stagione.
Il nostro team leader dovrà lavorare duro per tirar fuori il meglio dai quattro che tra pochi mesi parteciperanno al Campionato Mondiale.

Ai seguenti link potete trovare:
- replay 3D della task.

sabato 17 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 9.

Nono e penultimo giorno di gara.
Oggi le previsioni danno più alta pressione con una maggior stabilità e possibilità di qualche cirro di passaggio da Nord nel pomeriggio.
Il task comettee assegna un percorso di gara di 101km con start davanti a Los Tres Reyes per evitare di far stazionare I piloti tra Peñon e G-spot, zona che tante vittime ha mietuto nel corso della gara, una prima parte a SO del decollo verso la città si Villa Luvianos, su un altopiano a forma di caldera delimitato a Nord da due linee di colline molto generose, per poi spostarsi verso Nord dove il terreno sale molto e il fondovalle è tra i 2800m e i 3000m, per andare a toccare il cilindro della boa più a Nord data sino ad oggi. Poi si rientra verso il decollo per il fine tempo con un grande cilindro il cui punto più vicino è in un sottovento e planata finale al lago.

Nonostante il tentativo di tenere lontani i piloti dalla bottega del fabbro che dimora tra Peñon e G-spot, quello è un passaggio pressoché obbligato per fare quota. Oggi la prima vittima del maniscalco che picchia duro è stato Brett Halzet per fortuna senza conseguenze fisiche che non sarà, come ormai consueto, l'unico della giornata.
Alle 12:26 si parte tutti a circa 2700m verso il cilindro dello start che dista qualche chilometro verso sud.
Entrati nel cilindro dello start si prosegue verso La Pila, un rilievo piramidale con alle pendici un laghetto artificiale dove vengono riversati i residui dell'attività mineraria. Ci è stato consigliato vivamente di stare lontano dal quel laghetto dai colori vivaci.
In prossimità di La Pila troviamo la sua poderosa ascendenza e fatto quasi il pieno di quota si parte verso Villa Luvianos. Smarcata la boa si vira si 180 per tornare su La Pila e fare la quota necessaria per riattaccare in sicurezza le falesie de Los Tres Reyes. 
Con un buon aggancio su La Pila riesco a raggiungere la cima della termica con pochi altri piloti (se il mio E3 a full speed ha qualche chilometro orario in meno di velocità rispetto ad altri E3 e X-One, con l'attuale assetto in termica sale come i migliori).
Riuscire a salire meglio di molti è un vantaggio per togliersi dai guai quando si è in 100 a girare la stessa termica con più centri e tutti fanno a sportellate per stare nella massima ascendenza.
Partiamo quindi per l'aggancio delle falesie per poi passare sull'altopiano retrostante dove parte la zona di convergenza. Purtroppo la stabilità non consente la formazione di cumuli quindi non è facile trovarla.
Mentre facciamo quota e ci lasciamo scarrocciare verso Nord vediamo un gruppetto più basso che è andato ad agganciare un "bombolone" sullo spigolo più a Ovest. Il tempo di arrivarci sono già sopra di noi.
Facciamo quota fino a circa 3100m e partiamo per la zona si convergenza che è meno generosa del solito.
Procedendo verso il passo a Nord ci apriamo molto per saggiare meglio l'aria e cercare le migliori ascendenze ma non riusciamo a fare molta quota.
Procedendo verso Nord è Maxime Pinot che prende sempre l'iniziativa e va a cercare termica. In questa gara ha dimostrato in piu occasioni di avere una marcia in più rispetto a tutti. Purtroppo la stabilità non permette di salire a sufficienza e si passa di rilievo in rilievo sfiorando i pini alti 30m. In queste condizioni è facile trovarsi in sottovento a qualche cresta.
Arrivati a circa 3km dalla boa finalmente troviamo una buona ascendenza che ci permette di fare 3600m e buttarci letteralmente dietro alla cresta per andare ad agganciare un riccione dove qualcuno sta già girando termica basso.
Arrivati sulle falesie la termica è ciclica e bisogna pazientare prima che riparta mente i primi sono appena partiti per la boa. 
Partito finalmente il ciclo saliamo a 3700m quando Pinot rientra dalla boa che dista 1,6km. Quindi abbiamo circa 3km di svantaggio. Partiamo per la boa, qualcuno prova ad avventurarsi nel sottovento ma senza grosso successo, pertanto facciamo dietro front per andare a ritrovare la termica che avevamo appena lasciato. Purtroppo siamo di nuovo fuori ciclo e non si sale ancora. Un gruppetto parte a 3400m in direzione SO verso i rilievi del Santuario della Mariposa Monarca, qualcuno altro punta a Sud per cercare di scollinare una cresta che poi scende giù verso il fondovalle.
Avrà la meglio il secondo, infatti coloro che riescono a scollinare trovano termica per poter fare quota ed andare verso l'ultima boa.
Il mio gruppo riesce a rimontare il sopravvento dei rilievi ma si riesce a fatica a fare dinamica sugli alberi e scaglionati finiamo tutti per terra.
Purtroppo, nei vari sottovento che bisogna rimontare a full speed per procedere, Yael Margelisch ha una chiusura e non avendo quota per recuperare la vela o lanciare l'emergenza finisce per terra fratturandosi una vertebra.
Fatta l'ultima boa i superstiti procedono verso il versante sottovento del decollo per tagliare il fine tempo. Primo con 15 min di vantaggio sul gruppo degli inseguitori, tra cui fanno bene Marco B., Aaron, Federico, Denis e Christian, è Maxime Pinot.
Stante la necessità di fare intervenire i soccorsi con elicottero la task è stata stoppata.
Dopo 9 task hanno dovuto lasciare la competizione circa 15 piloti a causa di incidenti con conseguenze fisiche o con danneggiamento dell'attrezzatura.

Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta. 


venerdì 16 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 8.

Ottavo giorno di gara. Sono ad oggi dal nostro arrivo in Messico è stato buono per volare tutti i giorni, compreso il settimo giorno di gara che da regolamento, dopo sei task consecutive, è stato un un giorno di riposo in cui l'organizzazione ha proposto tre alternative per passare la giornata, visita al santuario della Mariposa Monarca, alla cima del vulcano Nevado de Toluca o piscina in un esclusivo golf club.
I venti per fortuna dovrebbero essere più deboli di ieri e viene assegnata una task di circa 93km.

Dopo le numerose lamentele sulla scelta dello start pilon che nella maggior parte dei giorni non lasciava scelta se non parcheggiarsi sul G-spot con numerosi numeri da acro e qualche collisione, all'ottava task sembra che il task comettee abbia realizzato l'esigenza di dover trovare qualche altra soluzione.
Così lo start viene posizionato a 10km a ovest del decollo con la possibilità di attendere l'apertura sia su Los Tres Reyes dove le termiche sono cicliche e non costanti sia più a nord sempre sul costone in una zona generosa di termiche.
Il gruppo di divide in due e alle 12:30 si parte da circa 2800m per andare a tagliare il cilindro dello start per poi proseguire dritti per la prima boa con raggio 1km. Il gruppo che ha scelto di fare lo start più a nord sembra non aver fatto la scelta migliore e arriva in boa con meno quota del primo gruppo.
Si procede quindi verso NO per andare a toccare il cilindro della seconda boa con raggio di 36km che lascia più opzioni ai piloti sulla rotta.
Smarcata la seconda boa di ritorna verso SE con un lungo tratto di ben 28km per andare alla terza boa che si trova in prossimità di un grande montagna isolata di circa 2000m. La boa si può raggiungere sia passando sopravvento alle pareti del monte sia in sottovento dove ci sono tra l'altro più termiche.
Nell'avanzare verso la boa troviamo circa 20km/h di vento contro così la maggior parte dei piloti sceglie cautelativamente il versante SO. Qualche temerario prova l'ebrezza del sottovento e la scelta paga perché riesce a salire molto velocemente, guadagnare la cima della montagna smarcare la boa e, ancora alto, iniziare un'altra lunga planata di 18km verso la linea di rilievi che si estendono a NE del campo di gara.
La zona che attraversiamo è molto impervia con vallette alberate strettissime quindi meglio restare alti.
In prossimità della boa si trova una buona termica che permette di riprendere fiato e guardare nuovamente il paesaggio da una posizione piu rilassata.
Fatta la boa ci attende un tratto di 16km per raggiungere l'ultimo waypoint, un rilievo appena all'ingresso della conca che porta al Peñon dove si trova l'atterraggio ed il goal con la End of Speed Section che e un cilindro di 3,5km intorno all'atterraggio.
Sulla traiettoria per l'ultima boa troviamo una buona termica che ci permette di raggiungere i 2900m. Nel gruppo ci sono una quarantina di piloti, tra cui Denis, Joachim, Marco L., Federico N., Christian, Aaron ed io, purtroppo mancano solo i due rappresentanti della Trinacria, Marco B. e Giuliano. 
Partiti per la planata ci apriamo a ventaglio e il gruppetto che si tiene sulla destra ha una efficienza al suolo decisamente migliore che gli consente di smarcare l'ultima boa e ancora alti fare solo qualche giro in termica ed andare verso il fine tempo. 
In questi lunghi traversi la migliore efficienza di chi ha il Submarine è abbastanza evidente, su 5km guadagnano (o perdono meno) circa 150m.
Per gli altri non resta che cercare di salire.
Prima di partire abbiamo fatto due conti per determinare a che quota di può partire per andare a tagliare la EES avendo ancora la quota sufficiente per poter trovare qualche ascendenza e percorrere i 3,5km per arrivare a tagliare la linea del goal. Serve fare almeno 2200m.
Raggiunta la quota si parte per il fine tempo, poi ci si ferma a girare qualcosa per strada e arriviamo in goal.
Chiude per primo Honorin Hamard per la terza volta nella competizione, ipotecando il titolo.
Dei nostri Denis superlativo chiude col quinto tempo, poi Aaron, Joachim, Federico, Christian, io e Marco L. Completano il percorso circa 70 piloti.
Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta. 




sabato 10 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 3.

Terzo giorno di gara e qualcuno vorrebbe già un rest day per recuperare un po' dalla giornata di ieri che ha messo molti a dura prova.
Invece viene assegnato un tema di gara di 82km.
Anche oggi si tenta di tenere i piloti lontani dal G-spot all'inizio della gara quando si è in 130 a girare termica turbolenta ma il risultato non cambia molto, tutti suo G-spot a ad aspettare di partire verso lo start e poi dritti verso la prima boa a sudovest dopo una linea si colline (in teoria sarebbero tutte montagne avendo le come ben oltre i 2000m ma hanno una prominenza di qualche centinaio di metri).
Proprio davanti alle colline in sopravvento si trova un buon valore che consente di andare in boa facilmente e rientrare verso le colline che adesso si seguono in cresta verso est in direzione della seconda boa.
In vento da sud si sente parecchio ma per il momento è di taglio. In prossimità della boa il primo gruppo fa un po fatica a salire e ci si ricompatta ma i primi hanno un buon vantaggio di quota. Quando i primi partono verso nord per andare alla terza boa io con il mio gruppetto non siamo ancora riusciti a salire bene, bisogna scegliere provare a seguire da sotto o restare e aspettare che riparta il ciclo. Scegliamo di partire e con poca quota sulla cresta ci fiondiamo bel sottovento dove a qualche chilometro c'è un grande campo assolato. Entrati nella zona di discendenza scendiamo a -4 fino ad arrivare nella zona dove si staccava una termica turbolentissima. Il primo gruppo passando più alto non ha avuto la stessa sorte ed è ormai lontano e altissimo verso la zona della confluenza.
In basso è molto stabile e si fatica a salire bene, niente cumuli e tanto vento, scenta pessima.
Per me la giornata è compromessa ma almeno per soddisfazione provo comunque a chiudere la task cercando di fare un giro più lungo costeggiando le montagne a est della boa.
Con fatica riesco a fare la boa ma molto, troppo a est e non riesco a raggiungere la confluenza, così per andare a fare la End of Speed Section sono costretto a tornare da dove sono venuto ma controvento. Quando mi mancano 7km al fine tempo controllo se qualcuno ha già chiuso e ci sono già 30 piloti in goal. Così decido di planare verso il cilindro che smarco con un'ora di ritardo dai primi. Adesso mi mancano 20km per andare in goal, impresa difficile perché il sole si sta abbassando e qui all'equatore cala velocemente. Girando qualche debole termica mi faccio scarrocciare di nuovo verso le montagne a est nella speranza di portarmi sopra la fascia di stabilità e ritrovare  finalmente la confluenza. Dopo mezz'ora a girare termiche debolissime deciso di trovarmi un atterraggio non troppo complicato visto che la zona è poco atterrabile.
Chiude per primo Felix Rodrigues seguito dal pilota locale Manuel Quintanilha.
Primo degli italiani Giuliano Minutella 11°.

Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta.

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 2.

Oggi 8 dicembre seconda task. Il tema di gara odierno prevede una race to goal di 85km.
Lo start è fissato alle 12:30 (quando in italia sono le 19:30) ed è un cilindo da fare in uscira a circa 2km a sudest del G-spot. La scelta è stata fatta per cercare di evitare che i piloti si ammassino su quel punto dove ci sono sempre condizioni forti e a tratti molto turbolente, in attesa dell'apertura della finestra. L'idea era buona ma non ha sortito l'effetto desiderato, infatti, tutti sono rimasti sul G-spot a fare quota massima, per poi andare dentro il cilindo e tornare a fare quota sul costone.
Fatta di nuovo quota massima ci si dirige a ovest verso i famigerati Los Tres Reyes, tre falesie di granito che si stagliano su un costone boscoso,
Poi si procede seguendo il costone a cucchiaio che porta al villaggio di Zacazonapan dove c'è la seconda boa da cui si parte per un lungo traverso veso sudest passando sopra sopra una zona mineraria molto generosa di termiche per arrivare alla boa su una ampia zona pianeggiante nei pressi della cittadina di Luvianos.
Ieri ho sostituito il cordino dell'acceleratore in spectra da 8mm con uno di sezione più piccola per alleggerire il carico mentre spingo. Purtroppo lo ho settato troppo lungo e tirando giù tutto riesco ad accelerare solo al 60%.
Considerato che qui ci sono solo due velocità: trim in termica e full Speed in tutte le transizioni che siano in aria libera o a costone, inizio a perdere contatto col gruppo. Decido quindi di provare a spostare più in basso il nodo del cordino per accorciare di qualche centimetro e riuscire ad andare almeno al 90% della velocità massima. Devo così lasciare i comandi e fare un'operazione difficile in aria calma 
Toccato il cilindro si torna indietro appoggiandosi ad una cresta per fare quota massima e saltrare verso nord dove il le quote del terreno salgono di parecchio ed arrivare, passando nuovamente sulla zona estrattiva sul picco di La Pila, verso Los Tres Reyes. Qui la termica alla base della falesia è turbolentissima ma si riesce a salire sin sulla cresta per poi continuare verso nord in direzione del Cerro Gordo per agganciare la zona di converngenza. Oggi però non si sono cumuli ed è difficiele capire dove si trovi. Man mano che si procede verso nord si inzia a sentire l'effetto della convergenza la c'è molto vento da nordest ed è particolarmente turbolento e nonostante ormai tutti siano sopra i 3400m ben sopra l'effetto dei rotori generati dall'orografia, si continuano a vedere numeri di vele che vengono portate in giro dalle folate di vento. Anche a me capita una chiusura asimmetrica con successiva partenza violenta della vela che riesco a fermare dopo 180° stallando la semiala aperta. 
Anche Aaron Durogati ha una brutta esperienza e per poco non fa collisione con Hernesto Hinestrosa che gli stava alla destra.
Il guppo si è ricompattata e ci sono circa 100 piloti tra i 4000m e i 3500m che procedono a fatica verso nordest in direzione del vulcano Nevado de Toluca che si staglia a 4645m di quota.
Raggiunta la prima linea di cresta a nord del passo un gruppo di circa 70 piloti, tra cui Aaron Durogati, Marco Busetts, Denis Soverini, Joachim Oberhauser e Christian Biasi, ci passa sopra tranquillamente e si dirige verso la seconda linea di cresta che porta alla boa, io ed altri 30 piloti tra cui Giuliano Minutella e Piero Gavinelli siamo più bassi avendo fatto una linea peggiore e ci troviamo costretti a fermarci per fare quota per evitare di avventurarci bassi. Alla nostra quota c'è vento sostenuto da sudest parallelo al cotone e dobbiamo andare in modalità sopravvivenza per circa 20 minuti girando tra +0,5 e -0,5. 
Vediamo il primo gruppo molto basso ai piedi delle creste e li diamo per spacciati avendo vento contro per andare in boa.
Ma come spesso succede quasi tutto il gruppo si salva sempre e mentre io e pochi altri riusciamo ad agganciare meglio una termica che ci permette di fare quota ed avvisarci verso la boa, il gruppo ha fatto la boa e sta andando verso nord est in direzione della End of Speed Section.
Smarcato la boa e fatta la quota per arrivare in goal con efficienza 7 parto anche io per la planata finale ma ormai con molto ritardo rispetto al primo gruppo. Magra consolazione essere stati il primo del mio gruppo ad arrivare in goal.
Chiude primo Maxime Pinot che con il suo E3 M (lui pesa 65kg) abbinato al nuovo imbrago Submarine ha davvero una marcia in più, confermando la superiorità che hanno raggiunto i francesi.
Primo degli italiani un super Denis Soverini quinto, Aaron Durogati 21° e poi a seguire gli altri. X
Le condizioni di oggi sono state veramente al limite e lo testimoniano le 4 emergenze lanciate, la prima sul G-spot dove un B12 in termica ha avuto una chiusura totale, con twist e vela incaramellata.
Due piloti hanno avuto una collisione in termica dove spesso c'è gente molto aggressiva e si fa a sportellate ed un altro è venuto giù nella zona di confluenza dove dia io che Aaron abbiamo avuto il nostro da fare per tenere la vela aperta sopra la testa.
Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta.

giovedì 8 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 1.

Oggi, mercoledì 7 dicembre si inizia di buon ora visto che le navette per il decollo del Penon partono tra le 7:00 e le 8:00 di mattina. A me tocca anche una riunione di lavoro quando in Italia sono le 14:30 quindi la giornata parte in salita.

Viene assegnato un tema di gara di 85km che spazia su buona parte del campo di gara, passando dalla linea di rilievi a sud nella parte iniziale per poi andare a intercettare la zona di convergenza a nord per la seconda parte di gara che si rivelerà velocissima.


Il goal è sul lago ma in quota a circa 2040m per evitare che i piloti si avventurino bassi sulle numerose case e ville che si trovano in prossimità del lago come successo ieri.


L'apertura della finestra dello start è fissata alle 13:00 in prossimità del G-spot dove si riesce a salire fino a 3350m. Già dalla partenza tutti spingono a tavoletta, senza mezze misure, spostandosi verso sudovest per andare a smarcare la prima boa.
Poco prima della boa c'è una miniera dove sui cumuli di materiale di terra scura si sviluppa una ascendenza. Chi vi arriva per primo riesce a trovare un buon ciclo e prende un buon vantaggio di quota, tra questi il francese M. Pinot. 




Smarcata la boa si va in direzione SE lungo un crinale che a detta dei locali è sempre molto generoso, ma non oggi. Infatti tutta l'area risulta molto stabile e le termiche sono deboli e molto diradate. Chi è riuscito a salire meglio sulla cava adesso piò seguire il crinale dall'alto sfruttando le ascendenze che si staccano dalle cime più altre, mentre chi si trova più basso deve faticare molto per avanzare e qualcuno è costretto anche ad atterrare alla base del crinale. Tra questi purtroppo Marco Busetta che rientrerà a Valle solo in serata.

In prossimità della seconda boa il primo gruppo si divide, uno si tiene in sopravvento verso la boa, il secondo si porta in sottovento al crinale principale dove trova una poderosa termica che sarà decisiva per tutto il resto della gara. Infatti con il vantaggio di quota guadagnato, un gruppo di circa 20 piloti potrà dirigersi velocemente verso le falesie in prossimità del G-spot dove riusciranno subito a fare quota ed imboccare l'autostrada che crea la convergenza  che li porterà in goal con più di 20 minuti di anticipo sul secondo gruppo.

Taglia per primo il cilindro della End of Speed Section Honorin Hamard in 2h12' con una media di circa 40km/h, seguito da Maxime Pinot e Julien Wirtz. Se qualcuno avesse avuto dubbi, lo squadrone francese è ancora una volta quello da battere.
Per gli italiani, Aaron Durogati chiude con un distacco di 5', poi Denis Soverini, 37°, Joachim Oberhauser 40° e a seguire gli altri. In pratica per noi si comincia con uno scarto, adesso bisogna mettere dentro 3 buone task.


Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Training day.

La 12° finale della coppa del mondo di parapendio è approdata, per la terza volta, in Messico a Valle de Bravo.

Parteciperanno alla competizione i migliori 130 piloti al mondo prevenienti da 30 nazioni. Il Team Italia quest'anno è costituito da Christian Biasi, Marco Busetta, Aaron Durogati, Marco Littamè, Giuliano Minutella, Federico Nevastro, Joachim Oberhauser, Denis Soverini, Alberto Vitale, ed io. Abbiamo anche assoldato una spia italo-messicana, il nostro grande amico Piero Gavinelli.

\

L'ultima volta che siamo stati qui era nel gennaio del 2016 e tutti ricordano il posto per le condizioni molto forti. Tuttavia, sarà forse per gli effetti del COVID ma la sensazione è che il fabbro che dimora tra il Peñon ed il famigerato G-spot meni ancor più forte che nel 2016. Entrambi sono dei passaggi obbligati che permettono di passare dalla quota del decollo (2450m AGL) ai 2900-3300m AGL che sono lo standard per partire in questo periodo dell'anno.

Dopo qualche giorno di ambientamento per cercare di adattarci alle condizioni di volo del Peñon e recuperare dal jet lag, ieri martedì 6 dicembre c'è stato il training day ufficiale e la cerimonia di apertura della competizione.

Personalmente nei primi due giorni mi sono dovuto violentare psicologicamente per restare nelle violente termiche del G-spot dicendomi: "se resistono gli altri io non posso andar via". 
Ieri le cose sono andate molto meglio, sia perché pian piano ci si abitua alle condizioni del posto, sia per aver riportato in un assetto più neutro la vela che era abbastanza picchiata.

Per il training day viene assegnata una task di 55 km con start sul G-spot, poi una boa a SO su un crinale che ha dato qualche problema a chi ci è arrivato basso essendo in pieno sottovento, poi una boa a est su un altopiano in una zona non generosa di ascendenze.
Poi si rotta verso nord per andare ad intercettare la classica zona di convergenza che si crea a nord del Peñon in direzione NE creata dallo scontro dell'aria caldo-umida proveniente dal pacifico con quella fredda proveniente da nord.
La boa con un raggio di 10km si trova in prossimità dei rilievi dove la famosa Mariposa Monarca va a posarsi per la riproduzione, uno spettacolo della natura unico al mondo.
Fatta la boa si va verso il goal sul lago con una boa si passaggio verso ovest.


La task è stata un buon allenamento per prendere le misure per l'arrivo al goal che spesso sarà proprio a bordo lago. La planata verso il goal è in discesa, passando dai 2200-2400m del passo dove c'era l'ultima boa sono ai 1800m del lago, ma bisogna fare particolare attenzione a partire con la quota necessaria per non doversi trovare a fare i numeri per trovare un prato tra le case dove atterrare se si arriva corti come in questo caso.

Alle 20.00 è stata la volta della cerimonia di apertura della competizione con la tradizionale passeggiata verso il centro culturale di Valle de Bravo dove i piloti sono stati intrattenuti con delle canzoni e dei balli tradizionali messicani.

Domani si inizia a fare sul serio.

venerdì 1 luglio 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 4.

Cominciamo dalla fine.
Nella planata finale verso l'ultima boa e la End of Speed Section abbiamo volato tra due temporali, con pioggia e fulmini che ogni tanto illuminavano il cielo di un colore viola cupo.
Le previsioni della giornata recitavano:
Weather forecast, Thursday - 30.06
It will be a sunny day with some clouds, especially on the mountains. The  flight ceiling (thermal top) it is expected around 2500-2900. 
The wind will be light, from N, the local breezes will predominate. Wind gusts can be twice stronger or even more.
On the macro scale, the wind direction will be light S-SE, 5 km/h and this can produce some turbulence at thermal top.
The temperatures will reach 35 degrees in the afternoon, while the UV index rise 9.
The pressure is decreasing during the day form 1016hPa.
Nessuna indicazione su potenziali sovrasviluppi. L'assenza di stazioni meteo nelle vicinanze e di radiosondaggi hanno come conseguenza quella di avere previsioni inaffidabili e per questo sport può fare la differenza tra arrivare in goal col sorriso o farsi male.
Considerate le previsioni meteo promettenti, viene quindi predisposto un percorso di gara di oltre 110km tra alto crinale e pianura. Tuttavia già alle 1200 ci sono dei congesti lungo il percorso assegnato pertanto il tema di gara viene modificato per due volte fino a decidere per una task di 88km che ci porterà a Nord oltre la piana che si estende tra Clopotiva ed Hateg, superare Hunendoara ed il suo bellissimo castello gotico dei Corvino eretto nel XIV ed i suoi castelli in stile kitsch contemporaneo eretti dagli zingari possidenti di Romania.
Lo start pilon è un cilindro di 42km che cade appena a sud del decollo lungo il suo crinale principale. Poi si va verso la prima boa che si trova in prossimità della città si Deva. Poi si torna a Sud verso Clopotiva con una boa di disimpegno poco a SE del decollo e  poi si punta il costone del decollo per uscire dal medesimo cilindro dello start di 42km. Infine si va verso il goal a 7km.
Appena in decollo grazie all'aiuto di Tiziano, Luca e Federico N. riesco a fare un confronto tra il mio Enzo3 e quello di Valerio per cercare di capire il motivo dell'impossibilità di spingere tutto se non avendo continue chiusure delle orecchie e appare evidente che la mia è picchiata su A3 di circa 10mm. Cerco quindi di sfilare con un ago il rincalzo che è stato fatto su A3 e con non poca fatica riesco a sfilare il cordino che è stato infilato nell'anima della linea AR3. Non ho tempo per fare una prova in volo prima dell'inizio della task, quindi scoprirò se lemcose sono migliorate solo in gara.
In attesa dell'apertura dello start ci posizioniamo tutti nell'ormai classica termica di sottovento dietro il decollo che ci porta 2800m.
Alle 1345 si parte per verso N per percorrere i 39km che ci separano dalla città di Deva, prima boa. Io riesco a fare un ottimo start ma Joachim è anche questa volta il migliore e plananso il connubbio tra la sua vela, il nuovo imbrago "submarine" nelle sue mani fanno in modo evidente la differenza.
Superate la prima linea si colline si inizia a sentire aria un po' turbolenta e a scendere, segno che a breve incontreremo un'ascendenza. Così è ma il valore non è un granché quindi si continua verso un bellissimo cumulo che si è formato sulla rotta per la boa e dove si sale intorno ai 4m/s.
La modifica fatta in decollo sembra funzionare bene e assaporato finalmente il piacere di andare "a stecca" senza il timore che da un momento all'altro l'estremità alare si chiuderà.
È un piacere andare a full bar!
Man ano che si va verso la boa le condizioni sono sempre più generose e la maggior parte dei piloti riesce a smarcare la boa sopra i 2000m e iniziare in rientro verso Sud con un buon margine di quota per cercare termica.
Sulla via del rientro è ben evidente che i contesti presenti sulle cime più a Sud stanno degenerando e infatti quando ripassiamo sulla città di Hunendoara il cappello del nembo che si è formato manda in ombra il percorso lungo la rotta ottimizzata. Ciò nonostante il primo gruppo decide di continuare nell'ombra confidente che i cumuli che sono ancora presenti sotto l'ombra del nembo siano ancora attivi.
Io ho bisogno di un buon risultato e arrivare 40° non mi aiuterebbe in classifica pertanto insieme a Paolino e Valerio faccio una scelta diversa. Andiamo al sole deviando verso Ovest, allungando il percorso ma con maggiori possibilità di trovare termica forte. Ci dirigiamo verso il lago di Cincis dalle cui rive sabbiose parte una zona collinare boscosa e senza atterraggi. In alcune situazioni non bisogna guardare per terra ma solo avanti e crederci! Se si è intimamente convinti di trovare termica e salire le possibilità che succeda aumentano.
È così infatti, troviamo un buon valore che con la quota diventa ottimo fino a 4-5m/s. Vediamo in lontananza il promo gruppo basso che fatica a salire nell'ombra e lentam cerca di rimontare le colline a ovest di Hateg.
Tra me e me inizio a pensare che questa è la volta buona per fare podio di task.
Quasi a base cumulo partiamo in direzione sud e appena mettiamo il muso davanti alle colline di Hateg con il gruppo in difficoltà troviamo una zona di ascendenza immensa. Andando a speed dritti saliamo a 3-4m/s. Davanti a noi e alla nostra sinistra sta iniziando a scaricare e la pioggia e l'aria fredda di caduta sta facendo sollevare la massa d'aria calda a contatto con il terreno.
Per il momento la gara è ancora in corso quindi continuiamo. Siamo a efficienza 12 dal goal e mancano circa 14km. Trovato il core faccio qualche giro e a 2900m parto. Continuo a salire pericolosamente verso il limite di quota fissato a 3050m, pertanto affondo sull'acceleratore cercando di limitare la salita. Per fortuna quasi a 3000m esco dalla zona d'ascendenza e proseguo verso la boa.
Pochi metri prima della boa quasi contemporaneamente di vedono due fulmini. Il primo davanti oltre la boa ma vicino dove sta gia piovendo, il secondo verso le creste più a alte a Sud. Nonostante ciò ancora nessun segnale da parte del Direttore di gara. La gara prosegue 
Smarcata la boa mi dirigo verso il costone principale per fare l'intima boa ed andare in goal. L'efficienza richiesta e circa 6,5 quindi è fatta.
Quando manca meno di un chilometro allultoma boa viene comunicato " the task is stopped".
Peccato per me perché avrei fatto un ottimo risultato, ma considerate le condizioni la scelta di fermare la gara è stata corretta.
Seppur abbiamo volato per più di tre ore percorrendo oltre 70km il sistema di punteggio devaluta la prova assegnando al primo solo 802 punti e appiattendo i distacchi tra i piloti.
Risultato? Con il cervellotico sistema di scarti FTV quasi tutti terranno in classifica questa task ancorché il punteggio non sia il peggiore tra le task disputate.
Vince la task G. Carter, io sono il primo degli italiani a 20 punti, subito seguito in 17° posizione da Paolino Veratti, poi 24° Valerio Marchetti, poi nella 27° posizione a parimerito Joachim Oberhauser, Marco Littamé e Federico Nevastro, poi Tommaso Carlini, Luca Mammucari e Tiziano Trambaioli.
Siamo alla quarta task quindi nella classifica generale viene scartata una task intera. Nella competizione Joachim Oberhauser resta prima confermando di essere il migliore ed in uno stato di forma strepitoso.