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lunedì 25 marzo 2019

Task 4. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

A differenza degli altri giorni, oggi il decollo del Monjiolo ci attende con una pioggerellina che dopo mezz'ora lascia spazio ad una nebbia fitta che non permette di ammirare il tipico paesaggio del jurassico che si può ammirare dalla cima del monte guardando in direzione N verso Pancas.
Finalmente la nebbia inizia a distrarsi e lascia spazio per vedere uno strato spesso di cumuli che fanno filtrare pochissima luce.
Il decollo è pieno di visi sorridenti ed incuriositi di gente locale che è venuta ad assistere ai decolli dell'evento sportivo dell'anno. Non mancano ovviamente brasiliani di origini italiane che quando ci sentono parlare, si avvicinano a raccontarci le loro storie e a testimoniare l'amore per il nostro paese dove molti di loro hanno vissuto per qualche anno.
Sembra peggio di ieri in cui si è deciso di anticipare il rest day per non buttar via un'altra giornata.
Gli organizzatori sono fiduciosi e assegnano una task di 64 km con start gate con raggio di 18 km su P28 che da la possibilità di scelte diverse, poi di nuovo P28 con raggio 5km che è praticamente sul letto del fiume Rio Doce, per poi fare un dritto verso la End of Speed Section in direzione Ne a con vento in coda.
In attesa dell'apertura dello start ci si divide in due gruppi, che rimontano in direzione SO il cilindro dello start. Un gruppo si ferma sui rilievi più alti dove le basi sono intorno ai 1450m, l'altro va più vicino al cilindro ma su una zona collinare dove le basi sono più basse di almeno 200m.
Io (Gianni) mi trovo con Denis e Marco L. e altri 30 piloti sulle montagne, gli altri si trovano invece con il secondo gruppo.
La scelta delle montagne sembra aver pagato infatti nel traverso in direzione del fiume per la boa siamo sempre alti e a parte un po di pioggia rinfrescante caduta lungo il percorso, riusciamo ad arrivare all'ultimo rilievo prima del letto del fiume prima e più alti. Fatta massima quota partiamo per attraversare il fiume e dirigersi verso la zona dell'ormai famigerato cratere, sempre avaro di ascendenza.
A guidare il mio gruppo c'è Michael Sigel, sempre più alto di tutti. Sembra che il suo nuovo B11 abbia qualcosa in più sia degli altri B11 che degli E3.
La zona che si estende tra il letto del fiume ed le pendici meridionali del cratere si conferma essere la più generosa di termiche con valori decenti considerando i valori medi che si registrano di 1,5m/s, quindi cerchiamo di sfruttare al massimo le ascendenza zigzagando sotto le basi.
Il cielo si mantiene costantemente coperto con solo qualche timido raggio di sole che riesce a fare capolino fra i cumuli.
In direzione del cratere ci si apre a ventaglio per aumentare le potenzialità di trovare linee migliori ma così favoriamo gli inseguitori che così hanno tutto "apparecchiato" e possono seguire le traiettorie più efficienti.
La linea ottimizzata passa a E ma il mio gruppo si tiene al centro per passare sotto un cumulo che si trova quasi al centro.
Arrivati al bordo S del cratere facciamo massima quota e partiamo in apnea cercando di massimizzare l'efficienza a scapito della velocità per arrivare al bordo N con maggior quota. Qui troviamo una termica ma molto debole che lasciamo per avventurarci in una zona collinare che costeggia la riva est del Rio Doce.
Andando avanti ci sono solo valori debolissimi per via della copertura che non fa innescare termiche neanche nei punti più favorevoli.
Un gruppetto di 4-5 piloti comunque partono in direzione della ESS che dista ancora circa  20km ma non trovano niente e si abbassano sotto i 200AGL. Vedendo questa situazione io decido di passare un modalità XCountry -sopravvivenza e viro di 90° a O verso il letto del fiume dove inizia ad essere più illuminato e si vede una striscia di cumuli probabilmente generata dalla confluenza di brezza da O e E.
Prima di arrivarci trovo termica e mi fermo a girare per non allontanarmi troppo dalla rotta ottimizzata.
Mi giro e vedo il primo gruppo che si è fermato un po più indietro di me a girare un valore debole. Per un momento mi viene in mente di tornare indietro per raggiungere il gruppo ma poi vedo un paesino di poche case in mezzo a delle alture con un antenna sul rilievo più alto, ci sono tutti gli elementi per un buon thermal spot. Mente mi dirigo verso il "paese della salvezza" trovo termica e mi fermo. Intanto vengono verso di me lo svizzero Sigel ed il francese Poulain. Girano sotto di me che gli segnalo la termica. Poi .i sposto sul paese che avevo battezzato come termica certa ed effettivamente trovo un buon valore di 2m/s che ci permette di arrivare a quota sufficientemente per andare in goal con efficienza 10. La brezza è intanto girata da ONO e non sono confidente di arrivare pertanto cerco di avvicinarmi alla ESS senza spingere. I miei compagni di volo sono più fiduciosi e partono. Nonostante tutto sembra portare. Il francese si tiene a sinistra, Sigel al centro ed io a destra. Quasi arrivati sulla ESS c'è un valore che senza girare ci mette in sicurezza per l'arrivo in goal.
Alla fine sarà primo Sigel, io secondo e Poulain terzo.
Chiudiamo con un distacco di 8' sul quarto e 18' sul primo gruppo tra cui ci sono anche Nicola ed Aaron 11° pari merito, ed Alberto 26°. Gli altri italiani non riescono a completare il percorso che nella parte finale è stato molto selettivo.
Come squadra siamo risaliti al secondo posto ma la gara è ancora lunga e secondo le previsioni da domani dovremmo iniziare a vedere finalmente il sole.
Risultati completi qui.
Ai prossimi aggiornamenti.




domenica 24 marzo 2019

Task 3. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Come ogni mattina saliamo in decollo presto, alle 9.30 siamo già sul Monjolo, nome del maestoso rilievo di granito attorniato da dita anch'esse di granito che si stagliano verticali verso il cielo che, ormai come tutti i giorni dall'inizio della gara eccetto il primo, è completamente coperto da uno strato di cumuli.
Dopo aver assegnato una mini task verso la città, la giornata viene cancellata perché in decollo la brezza è da dietro e genera numerosi dust devil che gironzolano sul tappeto erboso della "rampa".
Ai prossimi aggiornamenti.

venerdì 22 marzo 2019

Task 2. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Oggi è tutto coperto ma sembra che qualcosina ci sia di attività termica appena fuori dal decollo.
Viene decisa una task di 56km e lo start viene posticipato per due volte perché le condizioni in decollo non sono ottimali e la brezza è spesso da dietro ed in alcuni momenti si riusciva a decollare.
Fuori ė debole ma pian piano si sale.

Appena fatto lo start si va verso nord e si distinguono già due traiettorie una verso la città e una più a sinistra sulle colline ovest della città. Alla fine chi va sopra la città non sale o per lo meno riesce a fare poco. Mentre solo alcuni dell altro gruppo riescono a salire pian piano tra cui Denis e io (Christian Biasi, ndr). Riusciamo a fare la prima boa e la seconda... poi andando alla terza sembra spegnersi tutto. Riusciamo in qualche modo ad attraversare il lago e man mano rimaniamo sempre meno. Siamo Honorin, Francisco, Chars,Felix, Denis e io e qualche altro pilota. Arriviamo sopra il fiume ma non termica e ci rendiamo conto che ormai ce la si giova a chi plana più lontano. Atterriamo lungo il letto del fiume prosciugato.
Dopo 20 minuti che abbiamo i piedi a terra sbuca il sole e ritardatari trovano termica sopra le nostre teste. Alcuni atterreranno vicino alla 3 boa in mezzo alle colline e solo 5 piloti riescono a chiudere tutto il percorso.
Vince la task la grande Petra che con grande determinazione e costanza è stata ripagata dei suoi sforzi.

Risultati qui
Ai prossimi aggiornamenti.

giovedì 21 marzo 2019

Task 1. PWCA Superfinal - Baixo Gandu .

Oggi in decollo la brezza appena arrivati è finalmente frontale, ma per stemperare l'ottimismo dopo il briefing in cui viene assegnata una prova di 57 km viene a piovere.


Passata la pioggia la brezza è ovviamente da dietro e quindi i decolli iniziano con difficoltà e lo start viene spostato in avanti di mezz'ora alle 1230.
Il percorso di gara prevede start in ingresso con boa con cilindro di 6km a N del decollo, poi si va a SO su boa con raggio 6km, poi si tira dritti verso S oltrepassando il Rio Doce e dirigendosi verso il famoso cratere dove si trova l'ultima boa prima della End of Speed Section sul paese di Baixo Gandu con Goal line all'aeroporto di Aimorės.
Prima task a due velocità con meteo in evoluzione verso condizioni stabili nell'area a nord di Baixo. Una volta in volo troviamo condizioni deboli da suolo bagnato e discendenza.
Mezz'ora prima dello start migliora con la formazione di un discreto cumulo, con ascendenze capaci di spingere dentro. Nella prima metà del percorso mi (Marco Busetta ndr) trovo a fianco di Marco Littamé e siamo noi due a tirare le fila. Un altro rovescio lambisce la traiettoria ottimizzata verso la terza boa. Ci troviamo a girare qualche termica innescata dal fronte. Affacciandosi verso il letto del fiume finalmente le.condizioni migliorano, c'è più sole e si sale con termiche anche forti.
Dopo il terzo turnpoint Marco Littamé molla il gruppo e prosegue per un percorso diretto verso la boa del temutissimo pianoro del "cratere", a nord di Baixo. Il gruppo invece si sposta verso il più alto rilievo della caldera dove si sale bene quasi fino in base. Da li si va dritti verso la boa e si cerca di rientrare verso la End of Speed Section.
Tuttavia la pianura al suo interno risulta avara di ascendenze, deboli e rare, per cui alcuni provano, anche bassi, a raggiungere una collina sul bordo in attesa di un ciclo buono. Dopo 15 minuti di volo in "termodinamica", innesca una termica discreta ad ovest dello stessa e chi si trovava dal lato giusto ha preso un vantaggio irrecuperabile. Chi era rimasto in piana a tirarsi su pian piano, è arrivato tardi alla collina, perdendo così il ciclo. Tanti gli italiani. Dopo il cilindro di fine tempo, piazzato in maniera discutibile sulla città, ci aspettava una planata controvento verso la linea posta sulla pista di un aeroporto. Molti gli arrivi corti dovuti anche a cicli discendenti, con atterraggi non sempre semplici. Il terreno di gara risulta quindi complicato, con condizioni molto variabili, che possono mettere in difficoltà anche i piloti più forti.

mercoledì 20 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 19 marzo.

Il programma per oggi prevede: salita in decollo di buon ora, breve task intorno alla citta con tutti a terra entro le 1330 per poi completare le registrazioni, safety briefing obbligatorio e cerimonia di apertura ufficiale della gara.
Arrivati in decollo già dalla mattina dei dust devil spazzano il tappeto d'erbetta della "rampa do Monjolo" perché il vento meteo dominante è da NO mentre il decollo è esposto a SE.
Viene assegnata una task con atterraggio sulla pista d'asfalto di un piccolo aeroporto che si trova tra le città di Baixo Gandu e Aimorės.
A causa della brezza da dietro che non permette di decollare in sicurezza viene annunciato che la task è cancellata e si inizia a scendere con dei poderosi scuolabus che non temono la strada sterrata a tratti in forte pendenza che porta in decollo.
Qualcuno tenta il decollo nei pochi momenti in cui la brezza gira a 90° invece che venire da dietro gonfiando e correndo all'impazzata a 60° rispetto alla direzione di decollo  normale, saltando giù dallo sperone di nero granito sul quale si stende il decollo.
Dei nostri riescono ad andare in volo Christian, Nicola, Denis, Marco ed il sottoscritto che non aveva potuto scegliere giornata migliore per provare il nuovo Spectra della Flow Paragliders.
Appena in volo ovviamente approfondiamo nel sottovento e quando ci si inizia ad allontanare dalla zona d'ombra generata dalla conca del decollo si iniziano a sentire i primi rotori che complice l'attività termica è generosi cumuli rendono il tutti un bel divertimento. A tratti mi è sembrato di vedere Lucifero col fordone pronto a traffiggere il povero parapendista.
Superata la zona della morte tutto diventa gestibile con bellissime termiche fino a 6m/s e basi intorno ai 1300m.
Completare le formalità delle registrazioni e del safety briefing inizia la cerimonia di apertura con la classica parata per le vie della città che è molto apprezzata in tutto il sud america, conclusa con uno spettacolo pirotecnico e ovviamente accompagnata da fiumi su caipirinha.
Domani si comincia sul serio.
Ai prossimi aggiornamenti.




martedì 19 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 18 marzo.

Domenica sera Alberto e Marco, recuperate finalmente le attrezzature, raggiungono il team Italia a Baixo Gandu. All'appello manca solo l'attrezzatura di Nicola che, per fortuna, arriverà in albergo lunedì sera per la felicità di Donini jr.
Il trasferimento dalla città al decollo dura circa un'ora quindi alle 900 si parte anche perché qui il sole già alle 800 è ben alto nel cielo.
Denis propone una task di circa 56 km con start gate in uscita, prima boa a nord sul bordo in uno spettacolare cratere, poi a sudovest su un altro bordo del cratere  con  con la possibilità di scelte diverse che alla fine faranno la differenza, e per finire uno zig zag per tornare verso la città.
La task piace anche ad altre squadre e quindi diventa la task ufficiale della giornata con start alle 1200. Qualcuno a fine giornata si pentirà amaramente della scelta fatta perché mente ci si troverà a lottare in mezzo al cratere a 400m per non bucare, intorno il cielo di copre di cumuli bellissimo con basi intorno ai 1900m.
In sintesi fatta la prima boa a nord, un gruppo tenterà un dritto in mezzo al cratere che assicura la distanza minore alla boa, un altro gruppo continuerà a costeggiare il cratere verso sud ovest fino in boa facendo un semicerchio, un terzo gruppo percorrerà il cratere in direzione est percorrendo l'altro semicerchio.
Alla fine andrà meglio per chi avrà scelto i percorsi più lunghi ma sicuri. Chi è atterrato in mezzo al cratere, senza copertura telefonica e con 41°C alle 1400, ricorderà questa esperienza.
Chi si è divertito più di tutti è stato il nostro Giuliano che dopo un buco subito dopo lo start si è fiondato nuovamente in decollo con l'inseparabile Rubinho, tassista ufficiale del team Italia, per godersi un bellissimo volo in confluenza sotto i cumuli mentre qualcun'altro mandava invettive contro il cielo.
Dopo due giorni di volo il pericolo più concreto resta quello del caldo e della disidratazione se si atterra in posti isolati.
Ai prossimi aggiornamenti.

lunedì 18 marzo 2019

PWC 2018 Superfinal - Baixo Gandu.

Non inizia sotto i migliori auspici la 10° finale di coppa del mondo.
Dei 12 piloti (Aaron Durogati, Alberto Vitale, Alessio Voltan, Christian Biasi, Denis Soverini, Isidor Fink, Gianni Profiti, Joachim Oberhauser, Marco Busetta, Marco Littamé, Paolo Veratti, Silvia Buzzi Ferraris), più  1 accompagnatore (Giuliano Minutella) che compongono la squadra in 4 non ricevono l'attrezzatura all'aeroporto di Vitoria dopo il volo interno da San Paolo.
La cosa più assurda è che nonostante uno scalo sufficientemente lungo se non eterno di 10 ore a San Paolo, sono stati capaci di non imbarcare le attrezzature di Alberto Vitale, Marco Littamè e Isidor Fink mentre quella di Nicola Domini è addirittura rimasta a Parigi.
Se ciò non bastasse, Joachim Oberhauser e Christian Biasi sono anche riusciti ad imbarcarsi sul volo sbagliato ma per fortuna verso la giusta destinazione superando con tranquillità sia i controlli del check-in sia quelli alla porta dell'aereo....
Dopo uno stop forzato a Vitoria in attesa dell'arrivo dei bagagli, tutti tranne Nicola sono riusciti a tornare in possesso delle attrezzature. Iniziamo a pensare che AirFrance stia cercando di favorire la squadra francese per mettere fuori gioco uno dei favoriti per il podio e vice campione in carica, il nostro Nicola.
Ieri prima giornata di volo di acclimatamento e familiarizzazione con il campo di gara.
La sintesi di ieri è: fortissime discendenze tra le termiche, pochi cumuli, fastidioso vento da NO è soprattutto un caldo mortale. Atterrare in luoghi lontani dalle vie di comunicazione principale senza una buona riserva d'acqua può essere molto rischioso.
A parte ciò i panorami in volo sono da restare senza parole per la bellezza, roccioni neri ei granito che si stagliano verso l'alto in verticale attorniati da vegetazione rigogliosissima di un verde che più verde non si può e terra di un rosso che solo in sud america si può vedere.
Baixo Gandú è un piccolo paese sulla riva del Rio Doce nulla a che vedere con la più nota Governador Valadares, non offre molto ma c'è il necessario per sopravvivere due settimane a 35°C.
Ai prossimi aggiornamenti.

lunedì 23 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - Task 7

Ultimo giorno di gara.
Si chiude questa seconda tappa del circuito di coppa del mondo con una task che ha ribadito, se ce ne fosse bisogno, il talento di un veterano quale Marco Littamè a cui spetta il resoconto di task che lo ha visto vincitore e della competizione con l'Italia che chiude al terzo postocon i nostri cinque moschettieri, che chiude al terzo posto dietro rappresentative molto più ben nutrite in termini numerici di piloti.

"L’ultima task che ci propone il commitee è di 80 km, con start e prima boa alle spalle del decollo, si torna al famoso cratere dopo Baixo e ultima boa a 7 km dal decollo, goal all’aviosuperficie fuori paese.
Le previsioni meteo indicano termica debole con valori intorno a 1-1,5m/s e possibilità di copertura alta 80/100%!
Un patito del cross-country non andrebbe nemmeno in decollo, un garista in queste situazioni si esalta.
Diversamente dal solito decido di partire subito, c’è la possibilità di fare lo start con un certo vantaggio portandosi più a Est ma mi accorgo immediatamente di non essere il solo ad aver avuto questa idea. Ci troveremo tutti li all’ora stabilita come fosse un appuntamento. Inoltre la prima termica è un corposo 5m/s che mi fa rimpiangere aver scaricato un po’ di zavorra.
Il primo tratto di gara è molto veloce, si spinge forte sul costone che in parte porta e in parte regala termiche di sottovento che qualcuno si ferma a girare.
Il gruppo si sgrana per l’iniziativa dei più audaci ma come uno stormo di uccelli si ricompone di volta in volta alla termica successiva. Giunti in prossimità del decollo un gruppetto sceglie di proseguire lungo il costone mentre altri si fermano a far quota e puntano in pianura. Ci si ritrova inevitabilmente tutti insieme a girare l’ultima termica prima di attraversare il fiume. Nel frattempo la copertura è arrivata puntuale come un orologio svizzero proprio mentre c’è da attraversare la piana verso il cratere (almeno un dato le previsioni lo hanno azzeccato). Il gruppo segue in modalità trenino un pilota che con coraggio aveva attraversato il fiume con poca quota e che ora sembra salire. Io decido di puntare più a Ovest un cumulo di sottovento e riconosco sotto di me due piloti brasiliani che hanno avuto la mia stessa idea. Mi trovo a girare un bel 2m/s che mi porta a base cumulo e nel frattempo ho modo di constatare che il gruppo sale più lentamente.
Ho 1450m di quota, sono solo, il gruppo poco dietro, ombra totale sulla mia rotta, 40 km da volare in condizioni difficili e ovviamente faccio il contrario di ciò che insegna il manuale del bravo garista: parto verso la boa.
Non spingo, ogni metro in queste condizioni è prezioso e mi è già successo in Brasile che un’improvvisa copertura spenga subito le condizioni ma poi, quasi per magia l’attività termica riprenda a funzionare in modalità debole e morbida, direi ovattata.
Punto un cumulo appollaiato sopra la cima più alta di una cresta che avvolge il cratere, il variometro singhiozza qualche bip ma una volta sotto, la sua forma non lascia dubbi, il cumulo si sta dissolvendo. Proseguo e a 700m dalla boa, in una conchetta disegnata ad hoc per formare una termica mi trovo finalmente a girare un metro discontinuo. Ho tempo di rifiatare e monitorare il campo di gara:due piloti hanno staccato il gruppo, mi hanno visto e puntano verso di me,scorgo molti puntini colorati a circa 5km.
Con un rapido calcolo deduco che posso tranquillamente andare a fare la boa e tornare sulla termica che nel frattempo i due inseguitori mi avranno gentilmente centrato. Non a caso al Liceo avevo 4 in matematica, sbaglio di conto e arrivo per primo in termica, la centro e io aiuto loro a capire dove girare. Vedo il gruppo salire ad inizio cresta dove il cumulo di prima si era dissolto sopra la mia testa.
Non c’è un solo core, salgono a diverse quote e questo mi convince a lasciare l’ascendenza  che nel frattempo si è fatta molto debole.
Quando gli arrivo sotto una sessantina di piloti si sfila sopra di me come un foular di seta ridando al cielo il suo colore naturale. La centro subito, una debole componente di vento da est provoca un paio di gomiti, ma intuisco la direzione e faccio base aiutato da un pilota ritardatario. Ho una piana di circa 6km da attraversare, non un raggio di sole e gli unici cumuli ai quali non riesco a dare un’identità si trovano sulla cittadina di Baixo, normalmente zona di generosa attività termica. La bullet sotto il mio piede destro chiede giustizia ma può aspettare tempi migliori, attraverso la piana a velocità di trimm sperando in qualche miracolo che ovviamente non avviene.
Punto controvento il cumulo più scuro sopra le case ma l’aria è morta, nessuna variazione di velocità,nessun movimento. Di urubù, i simpatici avvoltoi che a centinaia volteggiano normalmente sopra la città in cerca di cibo, nemmeno l’ombra, bruttissimo indizio.
Viro di 90 gradi, mi metto a favore di vento e prego.
Mi ritrovo dopo un paio di km in un dolcissimo 0,1m/s accompagnato dal profumo di churrasco che mi permette quantomeno di sopravvivere. E’ l’unica goccia nel deserto e me ne nutro fino in fondo: cerco il bordo della termica, lascio ‘volare’ la vela, non trovo il core e il responso è solo uno: la termica sta finendo.
Ho comunque il tempo di constatare che i due inseguitori hanno commesso un grosso errore prendendo strade completamente diverse e dimezzando così la loro potenzialità, abbozzo un timido sorriso.
Sono ad un bivio:li aspetto o vado?
Ho il terrore di veder sbucare all’improvviso il gruppone, 50/60 piloti insieme che, se lavorano bene, possono essere molto veloci.
Il manuale del buon garista lo leggo la prossima volta e plano verso la boa rimanendo in mezzo alla valletta delimitata da collinette verdi con mucche al pascolo, preferisco avere più quota a disposizione.
Mi dico: se vinco questa gara mi mangio un urubù, e dopo pochi secondi 4/5 puntini neri disegnano cerchi magici e disordinati a un kilometro di distanza. Li saluto con la mano e per rispetto giro nella loro stessa direzione, lo strumento mi indica 14:1 di efficienza richiesta al goal. Quando se ne vanno soffro di una momentanea e improvvisa solitudine.
Vado a far la boa e tornando vedo le vele dei due piloti inseguitori girare qualcosa sulle collinette. Li ho due km a Nord Ovest e decido di andare dritto verso il goal, se non trovo nulla posso eventualmente ripiegare sopra di loro.
Non faccio in tempo a gioire per aver tagliato la ESS  con il mio vecchio Flymaster che indica +150m sopra il goal e vedo una vela color arancio fare una vite sopra l’avvio superficie : "ma dove mi ha passato?" Scoprirò poi essere un pilota fuori gara.
In atterraggio mi accoglie una folla festante, incredibile, i bambini vengono a farsi la foto neanche fossi Pelé.
Quando sento la dolcezza del loro ‘por favor’ mi commuovo, penso ai miei 2 nanerottoli così distanti e faccio il pieno di umanità.
Dopo qualche minuto scopro l’identità dei miei avversari: Maleki e il francese Polain.
Il gruppo arriva a circa 15 minuti e tra i primi ci sono anche Federico, Alberto e Denis, paraben !(molto bene,in brasiliano).
Lascio il Brasile con una delle più belle task della mia vita,giusto mix di materia grigia, fortuna e poca speed.
Alla premiazione viene comunicato che Baixo sarà sede della prossima superfinale che si disputerà a febbraio e tutti i piloti applaudono felicissimi per la notizia.

PS: Ho chiesto al ristorante un urubù arrosto ma non era presente nel menu e così a malincuore mi è toccato ripiegare sulll’ennesimo squisito açaí!

Alla prossima.
Boa Tarde
Marco

PS 2: se qualcuno di voi ha bisogno di ceretta,unghie o di scolorire i capelli a Baixo Guandu chiedete di Allison, vi piacerà moltissimo.

Titoli di coda per la seconda tappa di PWC, svoltasi a Baixo Guandu, Brasile.
Al termine di cinque task, migliore degli italiani Alberto Vitale, quinto assoluto a pochissimi punti dal podio, che si conferma (qualora ce ne fosse bisogno) finissimo calcolatore ed abile stratega; quindicesimo Denis Soverini che torna a casa con la qualificazione per la superfinale volando con preparazione, intelligenza e capacità di competere con i più forti; un po’ dietro Federico Nevastro che si riscatta nel finale di gara dopo una partenza sottotono; infine Giuliano Minutella, brasiliano di adozione che saprà sicuramente far tesoro degli errori commessi.
Per quanto mi (Marco Littamè) riguarda sono fuori dai piani alti della classifica pagando a caro prezzo gli errori infantili in due task sciagurate, ai quali cercherò  di dare una risposta.

Classifiche, foto e video della competizione a questo link.

sabato 21 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - Task 6

Quarta prova con un percorso di circa 90km che si rivelerà molto impegnativo.
Task vinta dallo svizzero Kuffer ma eccellenti le performance di Federico Nevastro e Alberto Vitale rispettivamente quinto e sesto.
Purtroppo nessun altro del team Italia riesce a chiudere la prova e visto che dopo quattro prove c'è lo scarto completo della prova peggiore, la classifica generale subisce una rivoluzione. Attualmente è guidata dallo svizzero Kuffer e a pochi punti dal podio Alberto Vitale.

Di seguito il recosonto di Federico:
Oggi tocca a me... questa e stata la miglior giornata della settimana apertura finestra, decollo un po' moscio ma almeno non girava da dietro come nei giorni precedenti. In volo all'inizio fino allo start un po' deboluccia poi è migliorata. Io parto con un po' di svantaggio riesco a recuperare il primo gruppo dopo la prima boa. Da li si salta in un altopiano che è tutto in ombra dove ci salviamo solo perché eravamo in tantissimi. Fatta la base si prosegue per la boa che si trova parecchio in alto ora bisognava uscire... spiaggiati un po' di qua un po' di là si muove qualche cosa è saliamo... via via da quel posto in ombra. Usciti dall'altopiano si comincia a spingere ed è abbastanza facile fino al goal io riesco a leggere i cumuli a mio vantaggio tenendosi sempre alto gli ultimi 25km sono stato fatti velocemente... girata l'ultima boa ero secondo dietro a maleki si prosegue a full gas, si passa sul paese per 2km prima dell'ESS terzo tempo e sesto alla fine buono visto le tre precedenti task...  ciaoooo..."
Classifiche, foto e video della competizione a questo link

venerdì 20 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - Task 5


Non è stata la giornata migliore per i piloti italiani ma Alberto Vitale è riuscito a fare un'ottima prova e con il sistema di punteggio che prevede uno scarto dopo quattro task, quondi con la prova che verrà disputata venerdì dovrebbe risalire in classifica generale. A lui il resoconto di gara di ieri:
"Oggi tocca a me.
Memore della task di ieri, dove ero con il primo gruppo che è arrivato per primo in prossimità delle colline ad ovest del paese e si è spiaggiato per terra, oggi in un passaggio molto simile, ho preferito lasciare andare il primo gruppo e salire sul paese facendo il pieno di quota. Esattamente come ieri il primo gruppo ha sbagliato valle, il mio gruppetto ha puntato un altro versante e tale scelta ha pagato. A due terzi di gara si è calmata molto l’attività termica in un difficile passaggio in cui il vento a favore cambiava di 180 gradi e diventava frontale. Tre piloti hanno preso vantaggio e lo hanno mantenuto fino al goal rispetto al gruppetto di inseguitori dove mi trovavo anche io.
Bella task ma, come ieri, anche oggi la componente meteo ha fatto la differenza, aggiungendo una componente di casualità che ha condizionato il risultato a discapito del merito ai partecipanti.
Marco Littamè sempre all’inseguimento per uno start sbagliato che ha portato Giuliano Minutella detto “il biondo” a bucare purtroppo prematuramente; Denis Soverini purtroppo corto in goal dopo una buona  task perde la testa della competizione. Federico Nevastro in goal ma in ritardo.
Adesso mancano due task.
Personalmente preferisco pensare più alla task che deve venire che parlare di quella conclusa e mi piace fare i conti: solo otto piloti hanno una coppia di task con punteggi superiori ai miei, e sei di questi appena superiori. Domani con una vittoria (non sono scaramantico) sarei ad un tiro di schioppo dal podio e siccome sono già qualificato per la Super Finale, domani ci si prova. :-)"
In bocca al lupo ai nosttri piloti per questo finale di gara.

Classifiche, foto e video della competizione a questo link

mercoledì 18 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - Task 4

Dopo una pausa forzata di due giorni a causa delle condizioni meteorologiche, oggi finalmente una task di 71km condizionata dalla diffusa copertura e da piavaschi sparsi che hanno messo con i piedi perterra prima del goal moltissimi piloti ma non Denis Soverini che con il risultato odierno agguanta la vetta della classifica generale.
Quindi oggi a lui il resoconto di gara:

"Non ci credo tocca a me!
Beh che dire: una giornata incredibile.
Sole, vento, cumuli, poi buio, pioggia, ancora più buio, ancora più pioggia. Per finire goal al sole.
La giornata promette bene, sole e cumuletti già dal primo mattino. C'è un vento da est/sudest abbastanza sostenuto, la task prevede circa 70km a zig zag "più o meno"  vento a favore in direzione NW. Il goal pare si trovi in una conca tra le colline e si parla di una linea elettrica... mah ! Vedremo! Allo start le cose vanno benissimo fino a 3 minuti dall'apertura, quando con un gruppetto giriamo una ottima termica che ci posiziona più alti di tutti, ma lo scarroccio è forte e faremo molta fatica a rientrare in sopravento: ci ritroveremo tra i più bassi. Nel frattempo il cielo si è riempito di cumuli che stanno mettendo in ombra quasi tutto, già si vedono i primi scrosci di pioggia. Ci ritroviamo velocemente bassi e in modalità sopravvivenza a girare ascendenze con ratei di salita 0.1-0.2 m/s e dopo pochi km in molti sono già a terra. Verso la prima boa, a nord di Baixo Guandu, inizia a piovere in modo insistente e mi ritrovo praticamente solo a far dinamica su un gran bel pezzo di granito... solo dopo un'eternità riesco ad agganciare una bolletta che a 0.3m/s mi porta fino in base. Da qui mi accorgo di non essere solo, c'è un gruppetto pochi km più avanti e all'orizzonte sembra stia uscendo il sole. Riesco a raggiungerli e insieme avanziamo in direzione della seconda boa. Ora c'è un po' di sole, ma le condizioni rimangono molto deboli, spesso rimaniamo fermi a girare a zero pur di non scendere. Ormai però mancano solo 15km.... un altro salto "di là da l'aghe" (oltre il fiume) ci fa agganciare l'ultima termica, e per dare un po' di brio al finale partiamo verso il goal molto bassi camminando sulle colline: di poco ma si passa ! Goooooooalllll :)"

Le classifiche di giornata le troverete qui.

martedì 17 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - Task 2 e 3

Dopo un inizio scoppiettante per i nostri portabandiera, le condizioni metereologiche non hanno consentito lo svolgimento di altre prove nei giorni lunedì e martedì.
Sono attesi miglioramenti e poi il Brasile regala sempre sorprese inaspettate quindi "stay tuned", domani potrete assistere ad una nuova ed avvincente manche.

domenica 19 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 7 e Premiazioni

Oggi ultimo giorno di gara, il settimo, e disputiamo la settima task per la prima volta in un evento di Coppa del Mondo. La giornata sembra bella, come ieri avevano pronosticato.
Abbiamo Marco secondo in classifica, ad appena 50 punti dal primo, lo svizzero Schoenauer. E' sabato e come spesso accade in Sud America nei giorni festivi, la "rampa" si riempie di spettatori, il clima è quello dei grandi eventi, a cui noi in Europa non siamo certamente abituati per quanto riguarda le gare di parapendio.
La prova è di 81 Km, disegnata per passare più volte sopra la città, con un interessante rientro fino quasi in decollo e arrivo a meta nel solito aeroporto di Aimores.
Le previsioni erano corrette anche sulla qualità della giornata, le termiche sono corpose e con ottimi valori, si cerca di fare lo start dal lato "giusto", per sfruttare il risparmio di percorso ma la stessa idea ce l'hanno praticamente tutti i piloti. La gara è da subito velocissima, le basi sono basse ma l'attività è continua e quindi si può spingere. Nicola fa da lepre per la prima parte di gara. Grosse difficoltà non ce ne sono, e come al solito sono i piloti a crearsele: Mirco, Walter e Settimio atterrano anzitempo trovandosi bassi in una zona d'ombra, Tobias riesce a salvarsi ma perderà il gruppo chiudendo in ritardo.
Il rientro dall'ultima boa di fronte al decollo è velocissimo ma il primo gruppo si spiana contando sui valori incontrati all'andata che in realtà non troveranno subito.  Piergiorgio si ritrova a 50 metri da terra ed è bravo a salvarsi ma gli costerà parecchio tempo.  In dieci minuti chiudono 40 piloti, alla media di 32 Km/h. Nicola taglia la linea di meta per primo, e per la seconda volta in questo evento viene battuto dopo il calcolo dei Leading Points da Torsten Siegel. Marco è quinto a meta, Schoenauer è in ritardo e quindi abbiamo ottime speranze che possa aver vinto l'evento. Gli altri chiudono nel gruppo.
Attendiamo la classifica ufficiale e le nostre previsioni si rivelano giuste: Marco vince l'evento, Schoenauer finisce terzo dietro al venezuelano Ally Palencia.
L'Italia rimane quinta, dietro Svizzera, Norvegia, Brasile e Francia.
Tirando le somme, non possiamo che essere soddisfatti del risultato ottenuto. Negli ultimi anni la nostra squadra ha sempre ottenuto buoni risultati, ma era mancato il guizzo, poche le vittorie di task, pochi i piloti in grado di ottenerla, e nessuna vittoria di evento, dove si deve tornare alla Superficiale del 2012 vinta da Aaron. In un solo colpo, qui a Baixo Guandu, Nicola ha vinto un prova arrivando primo a meta in tre su sette, e Marco ha portato a casa l'evento. E' mancato solo un risultato di squadra, ma credo sia comprensibile: avevamo 4 piloti che partecipavano per la prima volta ad un evento di Coppa del Mondo, ed anche questo credo non capitasse da molti anni. E' normale ci sia stata un po' di emozione e qualche errore di troppo, ma tutti hanno dimostrato quello che valgono, ed hanno potuto confrontarsi con un livello di piloti molto alto. Sicuramente tornano con una importante esperienza che speriamo li aiuti a crescere e a ottenere risultati sempre migliori in futuro.
Ora la Coppa del Mondo farà una lunga pausa, il prossimo evento si disputerà a Luglio, a Montalegre in Portogallo. Facciamo ancora i nostri complimenti a Marco che ha volato veramente alla grande,  a Nicola che con un briciolo di fortuna e di esperienza in più avrebbe sicuramente ottenuto un risultato altrettanto importante, a Tobias, Piergiorgio e Walter, che comunque alla loro prima apparizione in Coppa del Mondo si sono comportati più che dignitosamente.

venerdì 17 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 6

Per oggi le previsioni non erano molto promettenti, l'ingresso di aria umida durante la notte ha provocato grandi coperture e possibili piovaschi, mentre il vento da sud potrebbe rinforzare nel corso della giornata.
Si decide per una task breve, di 67 Km, che disegna una Z lungo il Rio Doçe in direzione del vento, visto la giornata potrebbe spegnersi abbastanza presto.
Il vento in decollo, praticamente da dietro, crea non pochi problemi, ma alla fine i cicli termici sono abbastanza consistenti e si riesce a decollare tutti.
Lo start è un po' complicato dalla copertura che spegne le condizioni, si prende qualche goccia d'acqua ma nulla di preoccupante, un gruppo riesce a partire sotto le basi mentre tutti gli altri sono molto più bassi, ma la prima boa è in ombra quindi nessuno vuole arrivare isolato.
Attraversato il fiume e marcata la boa, ci si mette un po' a rifare quota, ma lo scarroccio a questo punto è a favore e ci si lascia portare verso il fiume dove alla fine ci si solleva tutti. Un gruppo nel frattempo si è spostato sulle creste dell'anfiteatro per prendere il valore migliore, ma ha allungato molto la strada e non prenderà nessun vantaggio.
Attraversato nuovamente il fiume, le condizioni rimangono deboli fino a quando il sole non fa di nuovo capolino, e nel giro di pochi minuti si ricominciano a girare degli ottimi valori. Chi capisce prima che si può spingere prende un vantaggio che non si riuscirà più a recuperare. Luciano parte davanti a tutti e solo nel finale sarà ripreso da un gruppetto più alto di lui. Nicola solo nel finale viene superato da Torsten Siegel che vince la task. Nicola è secondo, Luciano settimo, Bene anche Tobias e Piergiorgio. Gli altri dietro di qualche minuto, mentre Walter arriva corto di 2 Km.
L'atterraggio ufficiale non è proprio uno spettacolo e si deve fare attenzione a vari ostacoli, cavi, fili spinati e paludi.
In classifica generale, Marco viene superato dallo svizzero Schoenauer ed è quindi secondo, Luciano in posizione 24 e Tobias 26. L'Italia è sempre quinta, prima a sorpresa la Norvegia.
Domani è in programma l'ultima prova, la settima, le previsioni, per quel che contano, sono abbastanza buone.

giovedì 16 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 5

La PWCA è una associazioni di piloti di parapendio, il suo statuto è assolutamente democratico, e questo permette di poter prendere decisioni anche contrastanti con il regolamento se è d'accordo la maggior parte dei piloti. Oggi, in decollo, si è deciso per votazione che, per la prima volta, l'evento di Baixo Guandu prevederà 7 giornate di volo: malgrado la stanchezza, i piloti hanno ancora voglia di volare.
Abbiamo vento leggero da sud-ovest, segnalato da alcuni dust-devils in decollo. Si decide una prova di 87 Km di andata e ritorno a Colatina, un città a circa 35 Km lungo il fiume in direzione est, con rientro nel catino e atterraggio sull'altro lato del fiume, vicino a Baixo Guandu.
Lo start di 30 Km di raggio permette di scegliere la posizione in cui entrare, ma praticamente tutti andranno a rimontare il vento e porsi sulle cime più alte dove si riesce a partire con 1700 metri di quota.
Nicola e Piergiorgio decidono invece di andare verso il fiume ma saranno in ritardo. Si viaggia veloci con il vento a favore e i primi 35 Km si fanno in un attimo. La giornata è stabile senza cumuli, quindi è fondamentale tenere il gruppo se si vuole mantenere la stessa media oraria. Il ritorno dalla boa è più complicato dovendo rimontare il vento, che comunque non supera mai i 10 Km/h. Il gruppo si allunga e si sfalda, i primi arriveranno in poco meno di 3 ore senza grosse difficoltà. Marco è terzo a meta, Tobias nei 15, poco dietro Settimio e Walter.
L'Italia è sempre quinta nella classifica nazioni, e recuperare posizioni sembra difficile ma chiaramente ce la metteremo tutta.
Nella classifica individuale, invece, Marco balza al primo posto con 40 punti di vantaggio sullo svizzero Sigel.  Tobias è in posizione 33 ma con altre 2 task il sistema FTV gli permette di poter aspirare ad un risultato ancora migliore.

mercoledì 15 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 4

Altra giornata di sole. La compagine italiana, come anche gli altri piloti, cominciano a sentire la stanchezza per le tante ore di volo in clima tropicale. Gli organizzatori stanno pensando se sia il caso di fare un rest day intermedio, visto che comunque il regolamento prevede massimo 6 task per evento, e le previsioni sono buone per tutta la settimana.Oggi sembra una bella giornata, poco vento e cumuli in cielo già la mattina. La prova infatti è ambiziosa: 97 Km con cilindro di start molto grande tale da lasciar decidere ai piloti dove posizionarsi, prima boa al di la del fiume, poi un lungo tiro con il vento a favore in direzione sud, rientro sul fiume Manhuaçu e meta ad Aimores, in aeroporto.
Allo start, i piloti hanno formato vari diversi gruppi: uno molto a destra, sulle colline a est di Baixo, uno molto grande sopra la città, e un terzo sulle antenne di Aimores. Alla fine alla prima boa si arriverà quasi contemporaneamente e nessuno avrà un vantaggio sensibile. A questo punto inizia una corsa contro il tempo per chiudere il lungo percorso. I gruppi si sgranano man mano che i primi spingono verso la terza boa. Si vola abbastanza in fila indiana, di cumuli alla fine se ne vedranno molto pochi e quindi il gioco è prendere la termica segnalata da quelli davanti. La parte più complicata sarà dall'ultima boa fino a meta. con il vento frontale e le condizioni che vanno scemando, i distacchi aumenteranno esponenzialmente, e i ritardatari non avranno più tempo di chiudere.
Vince la task Torsten Siegel, Marco è dodicesimo, appena davani a Piergiorgio che fa un ottimo risultato. Anche Tobias bene a meta. Nicola purtroppo è corto di 500 metri.
La sera siamo tutti abbastanza stanchi (qualcuno molto stanco), tutti a letto presto che domani è un altro giorno.

martedì 14 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 3

Oggi è stata una debacle per la squadra italiana. Un solo pilota a meta, e gli obiettivi di molti finiti lontani all'orizzonte.
La giornata fin dalla mattina si rivela differente dai giorni precedenti, e anche dalle previsioni: vento piuttosto sostenuto dai quadranti meridionali (che in questo emisfero sono quelli "sbagliati"), massa di aria stabile, pochi cumuli.
La prova disegnata prevede un tiro di 25 Km controvento verso sud, dopo il solito start di fronte al decollo, e rientro verso il fiume a est di Baixo Guandu, e meta in aeroporto.
La prima parte di gara è piuttosto movimentata, la stabilità rende tutto abbastanza rotto e poco piacevole, e rimontare le termiche da sottovento lo è ancora meno. Raggiunta faticosamente la prima boa, il ritorno sarebbe dovuto essere molto semplice e veloce, non fosse che una copertura leggera spegne le condizioni. I gruppi si ritrovano a cercare qualcosa sempre più bassi, mentre chi dietro vede la situazione sceglie di fermarsi e fare il pieno di quota prendendosi un grande vantaggio. Davanti, piano piano, i gruppi si aprono nelle valli cercando di salvarsi ma sarà impossibile per molti piloti. Anche la seconda boa risulta essere più complicata di quello che si pensava, e solo chi arriva alto riesce a smarcarla senza poi perdere molto tempo per riuscire a salire.
Gli italiani si sono persi tutti in questi passaggi, solo Luciano riuscirà pazientemente a raggiungere la meta, mentre Samuel arriva ad un paio di Chilometri.
L'Italia finisce quinta nella classifica per nazioni. In quella individuale, ci sarà il sistema FTV a lavorare e quindi non è ancora tutto perduto, ma i "Jolly" a questo punto sono finiti per tutti.

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 2


Altra epica giornata di volo, e per domani le previsioni sono ancora migliori! I cumuli che già alle 10 del mattino ricoprono il cielo fanno ben sperare, le previsioni parlano di vento pressoché nullo e base a 2000 metri.
Si decide quindi di spingersi un po' oltre rispetto alla prima prova: 86 Km che disegnano un triangolo attorno a Baixo Guandu, con vari passaggi abbastanza tecnici e meta sempre in aeroporto.. Start uguale al primo giorno, in sicurezza a centro valle, si parte subito molto veloci ma non sempre si riesce poi a tirarsi su facilmente, e il piano dietro il catino mieterà molte vittime. Tra i piloti che atterrano anzitempo purtroppo anche Nicola.
Di nuovo, come ieri, le condizioni sono molto robuste, per cui si può correre forte e i distacchi aumentano. La task è molto bella e interessante, si possono scegliere linee molto diverse e i gruppi si aprono rientrando dalla prima boa scegliendo strade diverse per rientrare alla seconda boa dietro Aimores. Tra questa e il goal ci sono le colline, e poi il paese prima dell'aeroporto. Nella valle il vento intanto è andato rinforzando, ed i piloti se lo trovano praticamente frontale andando a meta.
Questo passaggio metter`å a terra molti piloti, tra cui Mirco, Pergiorgio e Tobias, che manca la linea di poche centinaia di metri.
Primo a meta Rafa Saladini, alla media di 33 Km/h, Marco quarto, Luciano e Samuel nei 30.
Nella generale Marco è quarto, e dietro Luciano Pagnoni.
Domani le navette partiranno mezz'ora prima, sembra che vogliano esagerare... Noi comunque siamo pronti!

lunedì 13 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Day 1

Giornata diversa da ieri, aria umida, cielo coperto, condizioni classiche brasiliane. Col passare  delle ore si asciuga e si pulisce, lasciando spazio ai primi batuffoli. La meteo parla di un ingresso di aria secca e vento leggero variabile, quindi promette essere una grande giornata.
In questa tappa di Coppa del Mondo ci sono moltissimi newcomers, e tra questi ci sono anche i nostri Nicola, Piergiorgio, Tobias e Walter. La commissione quindi decide di non strafare subito il primo giorno e disegna una task di 70 Km tutta attorno a Baixo Guandu, ma molto bella e con varie decisioni da prendere lungo il percorso.
I primi a decollare sono i junior italiani, in gruppo, e fanno capire subito che non sono venuti in vacanza. La giornata non assomiglia assolutamente alle condizioni trovate nel 2013: di fronte al decollo si trovano già ottimi valori, che durante l'arco della giornata arriveranno a segnare 8 metri; le basi sono a 1500 allo start e si farà oltre 2000 metri. Chi si aspettava condizioni deboli e gara lenta rimarrà molto deluso. Fin da subito il primo gruppo corre veloce, ma i distacchi rimangono molto contenuti nella prima parte di gara perché chi si ferma a fare quota recupera abbastanza facilmente. Dopo la prima boa, la gara si fa interessante: ci si divide sui due lati del fiume, la parte destra sembra più veloce, i primi sono a sinistra ma riescono comunque a non farsi superare. Nel primo gruppo abbiamo stabilmente Nicola, Tobias, Luciano e Marco, Piergiorgio e Walter fanno un grande recupero e si trovano a rientrare verso la meta insieme ai primi. Anche per tornare verso Baixo si possono scegliere differenti linee, e nei 20 km di planata chi sta sul fiume trova una linea migliore rispetto alle colline.
Il passaggio sopra Aimores riserva qualche sorpresa a pochi chilometri da meta, una grande area di discendenza mette a terra alcuni piloti, tra cui purtroppo Samuel e Mirco. 
Nicola sceglie la linea migliore e chiude davanti a tutti, staccando lo svizzero Michael Sigel di quasi un minuto. Appena dietro Tobias e Marco, Luciano nei 15 e Piergiorgio nei 30.
Appena arrivati in Coppa del Mondo, i nostri giovani hanno fatto subito capire di che pasta sono fatti. La gara è appena iniziata e se le previsioni sono giuste, sarà anche lunga e impegnativa, ma come si sa chi ben inizia... E noi direi che bene abbiamo iniziato.

domenica 12 aprile 2015

PWC Brazil 2015: Baixo Guandu - Training Day

Per chi era stato già a Baixo nel 2013 il cielo azzurro di questa mattina è una novità assoluta, come anche le previsioni meteo per la settimana di gara.
Andiamo in decollo alle 10 con il cielo già coperto di cumuli, facciamo un briefing in particolare per Nicola, Piegiorgio, Tobias e Walter, prepariamo una task di allenamento e alle 11, quando decolliamo, il cielo sopra il decollo è totalmente coperto.
Dopo una prima mezz'ora di sofferenza, il cielo si riapre e si ricopre nuovamente di cumuli, le condizioni diventano spettacolari, buoni valori di termica, 4 metri con punte di 7, abbastanza inusuali da queste parti.
Ognuno prova percorsi e fa prove di planata con gli altri partecipanti, in molti faranno più di 3 ore di volo per sfruttare una giornata bellissima che speriamo si ripeta nei prossimi giorni.
L'organizzazione è un po' di corsa, hanno perso buona parte della attrezzatura della PWC in aeroporto, quindi la registrazione inizia un po' in ritardo ma alla fine tutto funziona per il meglio.
Unico problema sembra essere il buon Camiciottoli, che su due strumenti è riuscito a non averne nemmeno uno funzionante, seguito da Samuel con uno su due.
A parte questi contrattempi, parzialmente risolti in serata, sembra tutto pronto.  Ceniamo fuori in uno dei quattro ristoranti disponibili in zona. Tre sono identici e propongono pollo, riso e fagioli in varie fisionomie, il quarto invece sembra essere più promettente, con carne, pesce e pasta in un menu piuttosto nutrito. Purtroppo nessuna Churrascaria, ma cercheremo meglio nei prossimi giorni.
Noi siamo pronti, domani si inizia!