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lunedì 19 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 10.

Siamo giunti all'ultimo giorno di gara.
Oggi sarà la decima task, a mia memoria mai la meteo aveva concesso di disputare tutte le dieci prove previste per una super finale. Valle de Bravo si conferma uno dei siti di volo con la più alta volabità al mondo.
Tuttavia, questa gara sarà ricordata sia per le 10 task valide che per i numerosi incidenti che non si vedevano da tempo.
Per oggi il task comettee, più volte criticato per alcune scelte discutibili dei percorsi di gara e del cilindro della End of Speed Section, assegna una task di 74km. 
Il cilindro dello start è molto ampio e lascia la possibilità di scegliere se posizionarsi sul classico G-spot, su Los Tres Reyes oppure avventurarsi sulle colline a SE. Poi di procede in direzione SO verso la linea di colline che delimita a Nord della caldera di Luvianos, smarcata la boa si vira verso est dove a 18km in prossimità dei rilievi più alti si trova la seconda boa.
Da questo punto ci sono due possibilità per andare verso la terza boa che è un grande cilindro di 47km posizionato a Nord: si può andare lungo la traiettoria ottimizzata in direzione Nord percorrendo 22km ovvero rientrare a NO verso il decollo agganciare la zona di confluenza e poi andare in boa.
La prima scelta è più corta ma prevede l'attraversamento di zone poco atterrabili, mentre la seconda, più lunga, ha il vantaggio di essere più sicura sia per l'abbondanza di termiche che per gli eventuali atterraggi.
Arrivati alla terza boa è quasi fatta perché si è nella zona di convergenza e andare a segnare il fine tempo a 11km si prospetta senza particolari problemi. Per convalidare il tempo è poi necessario rifare quota per planare per circa 7km sino al goal che è posizionato sul decollo di Valle de Bravo con vista lago.
Dopo il decollo si va come di consueto sul G-spot a fare il pieno di quota. Qualcuno ci arriva facendo tappa al Peñon, altri fanno il giro della conca dietro il Peñon passando sulla sella, in sottovento, che lo congiunge con il G-spot. Alla fine ci troviamo a 3100m benché in decollo avessero detto di quote intorno ai 3500m.
Con queste quote, se si parte dal G-spot per andare verso lo Start Pilon, si rischia di finire nel sottovento delle colline se non si trova qualcosa per salire prima. Andare a Los Tres Reyes non migliorerebbe la situazione quindi l'unica soluzione che resta è quella di spostarsi sulla parte Est del cilindro dello start. Ci sono tanti chilometri da percorrere quindi, quando ancora manca un'ora all'apertura dello start, la gara per riuscire ad arrivare a posizionarsi al meglio per la partenza è già iniziata.
Nel procedere verso est non si trovano ascendenze e quindi puntiamo al sopravvento di una linea di colline che porta sul bordo del cilindro. Ci arriviamo bassi e per uscire dal cilindro bisogna superare una sella che da su una ampia vallata che sembra già attiva come evidenziano i cumuletti che si formano.
Il pendio delle colline sembra portare e la maggior parte riesce a saltare la sella e trovare subito una generosa termica che permette di poter respirare nuovamente. Qualcun'altro, non riuscendo a scavalcare, resta nel sottovento.
Giusto a pochi minuti dall'apertura dello start ci troviamo a base cumulo sul bordo del cilindro. Non siamo in moltissimi quindi qualcuno sarà rimasto indietro o sul G-spot.
Alle 12:45 si parte a full speed verso la prima boa. Una lunga planata di più di 8km verso Ovest. Lungo il percorso troviamo una buona ascendenza, il gruppo si ferma a girare mentre Marco L. ed io proseguiamo confidando nelle colline e nella piana di Luvianos.
Alla boa Marco ed io ci troviamo più bassi del gruppo che ha trovato una linea migliore. 
Fatta la boa si torna indietro pressoché sullo stesso percorso per andare ad agganciare nuovamente le colline e poi saltare verso la seconda boa. Qui il gruppo si apre e si fanno linee molto diverse su un'area boscosa molto isolata. Dal live vedo che Marco B. e Giuliano, con un gruppetto, sono partiti ma più bassi sulla zona collinare vedendo davanti a loro Tim Bollinger impennarsi con la vela.
Purtroppo per loro molti finiranno per atterrare, quello che sembrava un termicone erasolo una bolla. Tra i malcapitati, Marco B. mentre Giuliano riesce a salvarsi. Io con Marco L. ci ritroviamo su una linea migliore che ci permette di riagganciare il gruppo di testa che sta facendo quota.
Il gruppo si è ricompattato, c'è anche Joachim, Denis, Aaron e Christian. Fatta quota partiamo per la boa che smarchiamo alti.
Dopodiché si vira verso Nord verso la zona del campo di gara che risale di quota verso il passo che poi porta alla zona di convergenza.
Pinot e Quintanilha sono i primi a partire, io li seguo a ruota. Dopo qualche chilometro in una buca troviamo una termica, non generosissima che ci permette di guadagnare della quota. Adesso c'è da scegliere se andare lungo la traiettoria ottimizzata o puntare verso il decollo a 90° rispetto alla boa.
Marco L. ed io scegliamo la "direttissima" con Pinot ed Hamard confortati dalla presenza di una striscia di cumuli lungo il percorso. Joachim,  Denis e Lambert scelgono la strada più lunga ma sicura.
Procedendo verso il passo nonostante i cumuli non troviamo mai buone ascendenze.
Pinot pur di riuscire a trovare una buona termica si porta su una valletta alberata senza atterraggi se non sulle chiome degli alberi. Noi più alti cerchiamo più a est e Quintanilha tenta a più a Ovest. Nessuno però riesce a trovare una termica buona se non proprio quando raggiungiamo il passo.
Qui mente facciamo quota riusciamo a vedere l'altro gruppo che ha già agganciato la convergenza e sta andando in direzione della boa. Nonostante il loro percorso fosse più lungo hanno trovato migliori ascendenze e sono stati più veloci, noi siamo stati invece illusi dai cumuli che non hanno aspirato come speravamo.
Fatta base cumulo partiamo anche noi verso l'ultima boa. Da qui in poi si va a tutta senza più girare ma surfando sulle ascendenze cercando di tenere la vela aperta sopra la testa. Qualcuno parte senza aver raggiunto la quota dove si beneficia maggiormente dell'aria portante della convergenza e sarà costretto ad atterrare, tra questi Martin Jovanosky che poi racconterà di aver dovuto comminare per due ore prima di raggiungere una strada e Aaron. Quando incrociamo il primo gruppo abbiamo ancora 1,2 km dalla boa quindi abbiamo un ritardo di circa 5 minuti. Fatta anche noi la boa siamo ancora alti e spingiamo tutto per poter cercare di recuperare qualcosa nella speranza che i primi si piantino su San Augustin per fare la quota necessaria ad andare a tagliare il fine tempo tra il Cerro Gordo e El Capulin.
Il primo a tagliare il cilindro del fine tempo è Baptiste Lambert seguito da Joachim che chiude la gara con la sua migliore prestazione di task, poi al quinto posto Denis. Nel secondo gruppo, che arriva con circa 5 minuti di ritardo, ci sono Marco L. 32° ed io 36°. Più staccati Giuliano e Federico. Non chiudono il percorso Aaron, Christian e Marco B..

Si chiude così questa finale di coppa del mondo, con la vittoria di Honorin Hamard. Con lui sul podio Philippe Haag e Baptiste Lambert che con l'ultima task scalza dal podio Maxime Pinot che ha comunque impressionato per intraprendenza e doti tecniche.
Per noi, questa è stata una gara avara di risultati, unici nei primi 15,  Joachim che chiude 9° e Denis 11°. In compenso, tutti tornano a casa interi visti i numerosi incidenti e con un bagaglio di esperienze impagabile che porterà sicuramente i suoi frutti nella prossima stagione.
Il nostro team leader dovrà lavorare duro per tirar fuori il meglio dai quattro che tra pochi mesi parteciperanno al Campionato Mondiale.

Ai seguenti link potete trovare:
- replay 3D della task.

sabato 17 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 9.

Nono e penultimo giorno di gara.
Oggi le previsioni danno più alta pressione con una maggior stabilità e possibilità di qualche cirro di passaggio da Nord nel pomeriggio.
Il task comettee assegna un percorso di gara di 101km con start davanti a Los Tres Reyes per evitare di far stazionare I piloti tra Peñon e G-spot, zona che tante vittime ha mietuto nel corso della gara, una prima parte a SO del decollo verso la città si Villa Luvianos, su un altopiano a forma di caldera delimitato a Nord da due linee di colline molto generose, per poi spostarsi verso Nord dove il terreno sale molto e il fondovalle è tra i 2800m e i 3000m, per andare a toccare il cilindro della boa più a Nord data sino ad oggi. Poi si rientra verso il decollo per il fine tempo con un grande cilindro il cui punto più vicino è in un sottovento e planata finale al lago.

Nonostante il tentativo di tenere lontani i piloti dalla bottega del fabbro che dimora tra Peñon e G-spot, quello è un passaggio pressoché obbligato per fare quota. Oggi la prima vittima del maniscalco che picchia duro è stato Brett Halzet per fortuna senza conseguenze fisiche che non sarà, come ormai consueto, l'unico della giornata.
Alle 12:26 si parte tutti a circa 2700m verso il cilindro dello start che dista qualche chilometro verso sud.
Entrati nel cilindro dello start si prosegue verso La Pila, un rilievo piramidale con alle pendici un laghetto artificiale dove vengono riversati i residui dell'attività mineraria. Ci è stato consigliato vivamente di stare lontano dal quel laghetto dai colori vivaci.
In prossimità di La Pila troviamo la sua poderosa ascendenza e fatto quasi il pieno di quota si parte verso Villa Luvianos. Smarcata la boa si vira si 180 per tornare su La Pila e fare la quota necessaria per riattaccare in sicurezza le falesie de Los Tres Reyes. 
Con un buon aggancio su La Pila riesco a raggiungere la cima della termica con pochi altri piloti (se il mio E3 a full speed ha qualche chilometro orario in meno di velocità rispetto ad altri E3 e X-One, con l'attuale assetto in termica sale come i migliori).
Riuscire a salire meglio di molti è un vantaggio per togliersi dai guai quando si è in 100 a girare la stessa termica con più centri e tutti fanno a sportellate per stare nella massima ascendenza.
Partiamo quindi per l'aggancio delle falesie per poi passare sull'altopiano retrostante dove parte la zona di convergenza. Purtroppo la stabilità non consente la formazione di cumuli quindi non è facile trovarla.
Mentre facciamo quota e ci lasciamo scarrocciare verso Nord vediamo un gruppetto più basso che è andato ad agganciare un "bombolone" sullo spigolo più a Ovest. Il tempo di arrivarci sono già sopra di noi.
Facciamo quota fino a circa 3100m e partiamo per la zona si convergenza che è meno generosa del solito.
Procedendo verso il passo a Nord ci apriamo molto per saggiare meglio l'aria e cercare le migliori ascendenze ma non riusciamo a fare molta quota.
Procedendo verso Nord è Maxime Pinot che prende sempre l'iniziativa e va a cercare termica. In questa gara ha dimostrato in piu occasioni di avere una marcia in più rispetto a tutti. Purtroppo la stabilità non permette di salire a sufficienza e si passa di rilievo in rilievo sfiorando i pini alti 30m. In queste condizioni è facile trovarsi in sottovento a qualche cresta.
Arrivati a circa 3km dalla boa finalmente troviamo una buona ascendenza che ci permette di fare 3600m e buttarci letteralmente dietro alla cresta per andare ad agganciare un riccione dove qualcuno sta già girando termica basso.
Arrivati sulle falesie la termica è ciclica e bisogna pazientare prima che riparta mente i primi sono appena partiti per la boa. 
Partito finalmente il ciclo saliamo a 3700m quando Pinot rientra dalla boa che dista 1,6km. Quindi abbiamo circa 3km di svantaggio. Partiamo per la boa, qualcuno prova ad avventurarsi nel sottovento ma senza grosso successo, pertanto facciamo dietro front per andare a ritrovare la termica che avevamo appena lasciato. Purtroppo siamo di nuovo fuori ciclo e non si sale ancora. Un gruppetto parte a 3400m in direzione SO verso i rilievi del Santuario della Mariposa Monarca, qualcuno altro punta a Sud per cercare di scollinare una cresta che poi scende giù verso il fondovalle.
Avrà la meglio il secondo, infatti coloro che riescono a scollinare trovano termica per poter fare quota ed andare verso l'ultima boa.
Il mio gruppo riesce a rimontare il sopravvento dei rilievi ma si riesce a fatica a fare dinamica sugli alberi e scaglionati finiamo tutti per terra.
Purtroppo, nei vari sottovento che bisogna rimontare a full speed per procedere, Yael Margelisch ha una chiusura e non avendo quota per recuperare la vela o lanciare l'emergenza finisce per terra fratturandosi una vertebra.
Fatta l'ultima boa i superstiti procedono verso il versante sottovento del decollo per tagliare il fine tempo. Primo con 15 min di vantaggio sul gruppo degli inseguitori, tra cui fanno bene Marco B., Aaron, Federico, Denis e Christian, è Maxime Pinot.
Stante la necessità di fare intervenire i soccorsi con elicottero la task è stata stoppata.
Dopo 9 task hanno dovuto lasciare la competizione circa 15 piloti a causa di incidenti con conseguenze fisiche o con danneggiamento dell'attrezzatura.

Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta. 


venerdì 16 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 8.

Ottavo giorno di gara. Sono ad oggi dal nostro arrivo in Messico è stato buono per volare tutti i giorni, compreso il settimo giorno di gara che da regolamento, dopo sei task consecutive, è stato un un giorno di riposo in cui l'organizzazione ha proposto tre alternative per passare la giornata, visita al santuario della Mariposa Monarca, alla cima del vulcano Nevado de Toluca o piscina in un esclusivo golf club.
I venti per fortuna dovrebbero essere più deboli di ieri e viene assegnata una task di circa 93km.

Dopo le numerose lamentele sulla scelta dello start pilon che nella maggior parte dei giorni non lasciava scelta se non parcheggiarsi sul G-spot con numerosi numeri da acro e qualche collisione, all'ottava task sembra che il task comettee abbia realizzato l'esigenza di dover trovare qualche altra soluzione.
Così lo start viene posizionato a 10km a ovest del decollo con la possibilità di attendere l'apertura sia su Los Tres Reyes dove le termiche sono cicliche e non costanti sia più a nord sempre sul costone in una zona generosa di termiche.
Il gruppo di divide in due e alle 12:30 si parte da circa 2800m per andare a tagliare il cilindro dello start per poi proseguire dritti per la prima boa con raggio 1km. Il gruppo che ha scelto di fare lo start più a nord sembra non aver fatto la scelta migliore e arriva in boa con meno quota del primo gruppo.
Si procede quindi verso NO per andare a toccare il cilindro della seconda boa con raggio di 36km che lascia più opzioni ai piloti sulla rotta.
Smarcata la seconda boa di ritorna verso SE con un lungo tratto di ben 28km per andare alla terza boa che si trova in prossimità di un grande montagna isolata di circa 2000m. La boa si può raggiungere sia passando sopravvento alle pareti del monte sia in sottovento dove ci sono tra l'altro più termiche.
Nell'avanzare verso la boa troviamo circa 20km/h di vento contro così la maggior parte dei piloti sceglie cautelativamente il versante SO. Qualche temerario prova l'ebrezza del sottovento e la scelta paga perché riesce a salire molto velocemente, guadagnare la cima della montagna smarcare la boa e, ancora alto, iniziare un'altra lunga planata di 18km verso la linea di rilievi che si estendono a NE del campo di gara.
La zona che attraversiamo è molto impervia con vallette alberate strettissime quindi meglio restare alti.
In prossimità della boa si trova una buona termica che permette di riprendere fiato e guardare nuovamente il paesaggio da una posizione piu rilassata.
Fatta la boa ci attende un tratto di 16km per raggiungere l'ultimo waypoint, un rilievo appena all'ingresso della conca che porta al Peñon dove si trova l'atterraggio ed il goal con la End of Speed Section che e un cilindro di 3,5km intorno all'atterraggio.
Sulla traiettoria per l'ultima boa troviamo una buona termica che ci permette di raggiungere i 2900m. Nel gruppo ci sono una quarantina di piloti, tra cui Denis, Joachim, Marco L., Federico N., Christian, Aaron ed io, purtroppo mancano solo i due rappresentanti della Trinacria, Marco B. e Giuliano. 
Partiti per la planata ci apriamo a ventaglio e il gruppetto che si tiene sulla destra ha una efficienza al suolo decisamente migliore che gli consente di smarcare l'ultima boa e ancora alti fare solo qualche giro in termica ed andare verso il fine tempo. 
In questi lunghi traversi la migliore efficienza di chi ha il Submarine è abbastanza evidente, su 5km guadagnano (o perdono meno) circa 150m.
Per gli altri non resta che cercare di salire.
Prima di partire abbiamo fatto due conti per determinare a che quota di può partire per andare a tagliare la EES avendo ancora la quota sufficiente per poter trovare qualche ascendenza e percorrere i 3,5km per arrivare a tagliare la linea del goal. Serve fare almeno 2200m.
Raggiunta la quota si parte per il fine tempo, poi ci si ferma a girare qualcosa per strada e arriviamo in goal.
Chiude per primo Honorin Hamard per la terza volta nella competizione, ipotecando il titolo.
Dei nostri Denis superlativo chiude col quinto tempo, poi Aaron, Joachim, Federico, Christian, io e Marco L. Completano il percorso circa 70 piloti.
Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta. 




sabato 10 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 3.

Terzo giorno di gara e qualcuno vorrebbe già un rest day per recuperare un po' dalla giornata di ieri che ha messo molti a dura prova.
Invece viene assegnato un tema di gara di 82km.
Anche oggi si tenta di tenere i piloti lontani dal G-spot all'inizio della gara quando si è in 130 a girare termica turbolenta ma il risultato non cambia molto, tutti suo G-spot a ad aspettare di partire verso lo start e poi dritti verso la prima boa a sudovest dopo una linea si colline (in teoria sarebbero tutte montagne avendo le come ben oltre i 2000m ma hanno una prominenza di qualche centinaio di metri).
Proprio davanti alle colline in sopravvento si trova un buon valore che consente di andare in boa facilmente e rientrare verso le colline che adesso si seguono in cresta verso est in direzione della seconda boa.
In vento da sud si sente parecchio ma per il momento è di taglio. In prossimità della boa il primo gruppo fa un po fatica a salire e ci si ricompatta ma i primi hanno un buon vantaggio di quota. Quando i primi partono verso nord per andare alla terza boa io con il mio gruppetto non siamo ancora riusciti a salire bene, bisogna scegliere provare a seguire da sotto o restare e aspettare che riparta il ciclo. Scegliamo di partire e con poca quota sulla cresta ci fiondiamo bel sottovento dove a qualche chilometro c'è un grande campo assolato. Entrati nella zona di discendenza scendiamo a -4 fino ad arrivare nella zona dove si staccava una termica turbolentissima. Il primo gruppo passando più alto non ha avuto la stessa sorte ed è ormai lontano e altissimo verso la zona della confluenza.
In basso è molto stabile e si fatica a salire bene, niente cumuli e tanto vento, scenta pessima.
Per me la giornata è compromessa ma almeno per soddisfazione provo comunque a chiudere la task cercando di fare un giro più lungo costeggiando le montagne a est della boa.
Con fatica riesco a fare la boa ma molto, troppo a est e non riesco a raggiungere la confluenza, così per andare a fare la End of Speed Section sono costretto a tornare da dove sono venuto ma controvento. Quando mi mancano 7km al fine tempo controllo se qualcuno ha già chiuso e ci sono già 30 piloti in goal. Così decido di planare verso il cilindro che smarco con un'ora di ritardo dai primi. Adesso mi mancano 20km per andare in goal, impresa difficile perché il sole si sta abbassando e qui all'equatore cala velocemente. Girando qualche debole termica mi faccio scarrocciare di nuovo verso le montagne a est nella speranza di portarmi sopra la fascia di stabilità e ritrovare  finalmente la confluenza. Dopo mezz'ora a girare termiche debolissime deciso di trovarmi un atterraggio non troppo complicato visto che la zona è poco atterrabile.
Chiude per primo Felix Rodrigues seguito dal pilota locale Manuel Quintanilha.
Primo degli italiani Giuliano Minutella 11°.

Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta.

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 2.

Oggi 8 dicembre seconda task. Il tema di gara odierno prevede una race to goal di 85km.
Lo start è fissato alle 12:30 (quando in italia sono le 19:30) ed è un cilindo da fare in uscira a circa 2km a sudest del G-spot. La scelta è stata fatta per cercare di evitare che i piloti si ammassino su quel punto dove ci sono sempre condizioni forti e a tratti molto turbolente, in attesa dell'apertura della finestra. L'idea era buona ma non ha sortito l'effetto desiderato, infatti, tutti sono rimasti sul G-spot a fare quota massima, per poi andare dentro il cilindo e tornare a fare quota sul costone.
Fatta di nuovo quota massima ci si dirige a ovest verso i famigerati Los Tres Reyes, tre falesie di granito che si stagliano su un costone boscoso,
Poi si procede seguendo il costone a cucchiaio che porta al villaggio di Zacazonapan dove c'è la seconda boa da cui si parte per un lungo traverso veso sudest passando sopra sopra una zona mineraria molto generosa di termiche per arrivare alla boa su una ampia zona pianeggiante nei pressi della cittadina di Luvianos.
Ieri ho sostituito il cordino dell'acceleratore in spectra da 8mm con uno di sezione più piccola per alleggerire il carico mentre spingo. Purtroppo lo ho settato troppo lungo e tirando giù tutto riesco ad accelerare solo al 60%.
Considerato che qui ci sono solo due velocità: trim in termica e full Speed in tutte le transizioni che siano in aria libera o a costone, inizio a perdere contatto col gruppo. Decido quindi di provare a spostare più in basso il nodo del cordino per accorciare di qualche centimetro e riuscire ad andare almeno al 90% della velocità massima. Devo così lasciare i comandi e fare un'operazione difficile in aria calma 
Toccato il cilindro si torna indietro appoggiandosi ad una cresta per fare quota massima e saltrare verso nord dove il le quote del terreno salgono di parecchio ed arrivare, passando nuovamente sulla zona estrattiva sul picco di La Pila, verso Los Tres Reyes. Qui la termica alla base della falesia è turbolentissima ma si riesce a salire sin sulla cresta per poi continuare verso nord in direzione del Cerro Gordo per agganciare la zona di converngenza. Oggi però non si sono cumuli ed è difficiele capire dove si trovi. Man mano che si procede verso nord si inzia a sentire l'effetto della convergenza la c'è molto vento da nordest ed è particolarmente turbolento e nonostante ormai tutti siano sopra i 3400m ben sopra l'effetto dei rotori generati dall'orografia, si continuano a vedere numeri di vele che vengono portate in giro dalle folate di vento. Anche a me capita una chiusura asimmetrica con successiva partenza violenta della vela che riesco a fermare dopo 180° stallando la semiala aperta. 
Anche Aaron Durogati ha una brutta esperienza e per poco non fa collisione con Hernesto Hinestrosa che gli stava alla destra.
Il guppo si è ricompattata e ci sono circa 100 piloti tra i 4000m e i 3500m che procedono a fatica verso nordest in direzione del vulcano Nevado de Toluca che si staglia a 4645m di quota.
Raggiunta la prima linea di cresta a nord del passo un gruppo di circa 70 piloti, tra cui Aaron Durogati, Marco Busetts, Denis Soverini, Joachim Oberhauser e Christian Biasi, ci passa sopra tranquillamente e si dirige verso la seconda linea di cresta che porta alla boa, io ed altri 30 piloti tra cui Giuliano Minutella e Piero Gavinelli siamo più bassi avendo fatto una linea peggiore e ci troviamo costretti a fermarci per fare quota per evitare di avventurarci bassi. Alla nostra quota c'è vento sostenuto da sudest parallelo al cotone e dobbiamo andare in modalità sopravvivenza per circa 20 minuti girando tra +0,5 e -0,5. 
Vediamo il primo gruppo molto basso ai piedi delle creste e li diamo per spacciati avendo vento contro per andare in boa.
Ma come spesso succede quasi tutto il gruppo si salva sempre e mentre io e pochi altri riusciamo ad agganciare meglio una termica che ci permette di fare quota ed avvisarci verso la boa, il gruppo ha fatto la boa e sta andando verso nord est in direzione della End of Speed Section.
Smarcato la boa e fatta la quota per arrivare in goal con efficienza 7 parto anche io per la planata finale ma ormai con molto ritardo rispetto al primo gruppo. Magra consolazione essere stati il primo del mio gruppo ad arrivare in goal.
Chiude primo Maxime Pinot che con il suo E3 M (lui pesa 65kg) abbinato al nuovo imbrago Submarine ha davvero una marcia in più, confermando la superiorità che hanno raggiunto i francesi.
Primo degli italiani un super Denis Soverini quinto, Aaron Durogati 21° e poi a seguire gli altri. X
Le condizioni di oggi sono state veramente al limite e lo testimoniano le 4 emergenze lanciate, la prima sul G-spot dove un B12 in termica ha avuto una chiusura totale, con twist e vela incaramellata.
Due piloti hanno avuto una collisione in termica dove spesso c'è gente molto aggressiva e si fa a sportellate ed un altro è venuto giù nella zona di confluenza dove dia io che Aaron abbiamo avuto il nostro da fare per tenere la vela aperta sopra la testa.
Ai seguenti link potete trovare:
- live tracking per seguire la gara in diretta.

giovedì 8 dicembre 2022

Paragliding World Cup Superfinal 2022. Valle de Bravo - Messico. Task 1.

Oggi, mercoledì 7 dicembre si inizia di buon ora visto che le navette per il decollo del Penon partono tra le 7:00 e le 8:00 di mattina. A me tocca anche una riunione di lavoro quando in Italia sono le 14:30 quindi la giornata parte in salita.

Viene assegnato un tema di gara di 85km che spazia su buona parte del campo di gara, passando dalla linea di rilievi a sud nella parte iniziale per poi andare a intercettare la zona di convergenza a nord per la seconda parte di gara che si rivelerà velocissima.


Il goal è sul lago ma in quota a circa 2040m per evitare che i piloti si avventurino bassi sulle numerose case e ville che si trovano in prossimità del lago come successo ieri.


L'apertura della finestra dello start è fissata alle 13:00 in prossimità del G-spot dove si riesce a salire fino a 3350m. Già dalla partenza tutti spingono a tavoletta, senza mezze misure, spostandosi verso sudovest per andare a smarcare la prima boa.
Poco prima della boa c'è una miniera dove sui cumuli di materiale di terra scura si sviluppa una ascendenza. Chi vi arriva per primo riesce a trovare un buon ciclo e prende un buon vantaggio di quota, tra questi il francese M. Pinot. 




Smarcata la boa si va in direzione SE lungo un crinale che a detta dei locali è sempre molto generoso, ma non oggi. Infatti tutta l'area risulta molto stabile e le termiche sono deboli e molto diradate. Chi è riuscito a salire meglio sulla cava adesso piò seguire il crinale dall'alto sfruttando le ascendenze che si staccano dalle cime più altre, mentre chi si trova più basso deve faticare molto per avanzare e qualcuno è costretto anche ad atterrare alla base del crinale. Tra questi purtroppo Marco Busetta che rientrerà a Valle solo in serata.

In prossimità della seconda boa il primo gruppo si divide, uno si tiene in sopravvento verso la boa, il secondo si porta in sottovento al crinale principale dove trova una poderosa termica che sarà decisiva per tutto il resto della gara. Infatti con il vantaggio di quota guadagnato, un gruppo di circa 20 piloti potrà dirigersi velocemente verso le falesie in prossimità del G-spot dove riusciranno subito a fare quota ed imboccare l'autostrada che crea la convergenza  che li porterà in goal con più di 20 minuti di anticipo sul secondo gruppo.

Taglia per primo il cilindro della End of Speed Section Honorin Hamard in 2h12' con una media di circa 40km/h, seguito da Maxime Pinot e Julien Wirtz. Se qualcuno avesse avuto dubbi, lo squadrone francese è ancora una volta quello da battere.
Per gli italiani, Aaron Durogati chiude con un distacco di 5', poi Denis Soverini, 37°, Joachim Oberhauser 40° e a seguire gli altri. In pratica per noi si comincia con uno scarto, adesso bisogna mettere dentro 3 buone task.


lunedì 16 aprile 2018

Paragliding World Cup 2018 - Brasile - task 1

Si apre nel migliore dei modi questa seconda tappa della coppa del mondo a  Baixo Guandu, uno dei siti di volo più belli al mondo.
Di seguito il resoconto di Marco Littamè, secondo assoluto nella prova.
Belle condizioni di volo fanno da cornice ad un paesaggio incantevole che ricorda un passato ‘preistorico’: grossi e neri blocchi granitici vivacizzano collinette verdissime lasciando a bocca aperta chi non è abituale del posto.
La prima task si sviluppa per una quindicina di km verso nord est e poi diretti in goal verso nord ovest, in totale sono 60km che in Brasile non sono mai scontati.
Le previsioni danno ratei di salita sui 2 m/s ma si riveleranno inferiori a quelli trovati sul percorso di gara.
Malgrado la base non sia molto alta i primi iniziano a spingere forte fin dall’inizio e una buona convergenza porta velocemente alla prima boa, ma il gruppo commette un’ingenuità seguendo inizialmente un fuggitivo verso una zona d’ombra che seguiva la rotta ideale verso il goal.
Ne approfittiamo io e Denis Soverini portandoci con altri 4/5 piloti verso una linea di convergenza più a ovest e si rivelerà una scelta vincente.Ma il Brasile sorprende sempre e la zona che nei giorni di training day si era dimostrata la più generosa, ovvero la cittadina di Baixo Guandu offre valori di termica debolì e discontinui, obbligando i fuggitivi a rallentare. Siamo a 2/3 della task e un errore a questo punto può compromettere il proprio risultato. Il finale di gara vede i piloti intersecare per ben due volte il fiume che scorre lungo il percorso, regalando termiche inaspettate scovate con magia da piloti che scopriremo in seguito essere non a caso brasiliani.
L’ESS è da cardiopalma, essendo l’ultimo tratto in ombra e dovendo attraversare il fiume per la linea del goal.
Infatti i primi due piloti col tempo migliore atterrano sul bordo del fiume, io e Michael Sigel, fresco vincitore della superfinale in Colombia chiudiamo con lo stesso tempo, a pochissimo Denis(ottimo quinto!) e a seguire Alberto Vitale. Giuliano Minutella purtroppo atterra in mezzo al nulla a 3 km dal goal e Federico Nevastro dopo un buon recupero non taglia la linea di meta per pochi km.
Italia al momento prima seguita da Francia e Svizzera.
Ai prossimi aggiornamenti.

sabato 20 gennaio 2018

PWC Superfinal 2017 - Task 8

Anche oggi la giornata promette nulla di buono, ci svegliamo con una bella pioggia che continuerà fino alle 9 di mattina, l’organizzazione comunque decide di andare e in decollo.
E così alle 10 di mattina partiamo con le navette.
Il prato del decollo e praticamente fanghiglia e ovviamente c’è una dieta nebbia con bassissima visibilitá.
Il task commettee decide per una task di circa 64km con una unica boa in pianura ai piedi delle colline di Zarzal da fare in entrate e in uscita e poi di nuovo in entrata come End of Speed Section e goal! Questo da ai piloti si scegliere diverse opzioni per uscire dalla boa con un raggio di 23km.
Finestra aperta, si parte!
Una ventina di piloti decollano, poi torna in nebbia ed il decollo viene chiuso. Il secondo gruppetto di piloti decollerà una decina di minuti dopo e saranno costretti a volare, alla cieca, nella nube per circa un minuto prima di superarla.
La giornata inizia bene insomma.. molto perplessi iniziamo a girare dei valori bassi per cercare di restare alti il più possibile.
Ancora prima dello start si individuano due gruppi, uno in centro piana e uno più piccolo a ridosso delle montagne.
Appena fatto lo start ci dirigiamo alla prima boa che si trova sulle colline, quindi dobbiamo fare 8 km in piana attraversando la valle.
I due gruppi praticamente si ritrovano alla prima boa.. nessuno dei due ha preso vantaggio.
La seconda boa è un cilindro in uscita di 23km e qui la scelta decide la giornata.
Un gruppo si dirige a nord e un gruppo con altrettanti piloti si dirige a sud ritornando verso le montagne.
Il campo di gara a nord presenta molti più cumuli ma è in ombra completa.. la parte sud invece scarseggia di cumuni soprattutto in piana ma i raggi di sole illuminano molti campi.
Il gruppo che è andato a nord arriverà al goal con circa 30 minuti di svantaggio..
A sud invece raggiungiamo le montagne che ci da dei valori di termica abbastanza buoni (+1,5), e la giornata piano piano migliora.
Il primo a chiudere é Sigel, che grazie ad una buona termica trovata su Roldanillo che il gruppo non trova, arriva a chiudere 6 minuti prima del gruppo.
Quindi i punti per quelli che arrivano dopo si abbassano vertiginosamente (1000 punti al primo, 927 punti al secondo). Questo scombussola un po ma non troppo la classifica generale dove troviamo 4 italiani nei primi 20 con Nicola quarto assoluto. Nella classifica nazioni siamo terzi dietro Francia e Germania.
Mancano ancora due possibili task, tutto può cambiare!

venerdì 19 gennaio 2018

PWC Superfinal 2017 - Task 7

La mattina ci svegliamo con una leggera pioggia che ci accompagnerà per un paio d'ore.
Arrivati in decollo, la giornata sembra non promettere bene e siamo tutti incerti sulla fattibilità di fare task.
L’organizzazione è fiduciosa e ancora prima che il decollo uscisse dalla nebbia ci viene assegnato un circuito di gara di 66km ( start sulle montagne, boa a nord in centro pianura, boa a sud  e arrivo in goal a nord).
Decolliamo tutti abbastanza presto una delle opzioni per fare lo start era quella di farlo in centro pianura, ma pochi minuti dopo il decollo una spessa coperta va a oscurare il circuito di gara! Si decide così di iniziare seguendo il più possibile il crinale della montagna andando verso la prima boa a nord.
I primi 6km andiamo belli spediti.
Fatta la prima torniamo alla montagna che non lavora più come prima, valori bassi e termiche rotte costringono i piloti a tirare il freno a mano girando valori bassissimi e qui in tanti bucano!
Dal primo gruppo comunque ci sono dei fuggitivi che poi andranno a finire la gara con un gran vantaggio.
Dopo un oretta di gara esce il sole in pianura e piano piano ci si stacca dalla montagna per andare a fare la seconda boa a sud, i valori di termica iniziano ad aumentare e la task si velocizza, da qui in poi tutto diventa più facile!
I primi degli italiani a chiudere sono Joachim e Nicola,  che migliorano la loro posizione in classifica.
Luca, Christian E Marco atterrano quasi alla fine purtroppo. Bene anche Federico, Franz e Alberto.

mercoledì 17 gennaio 2018

PWC Superfinal 2017 - Task 6

Il compitino di oggi è una race to goal di 66 Km che si sviluppa verso nord, a zig zag sulla pianura ed i rilievi di ponente. Allo start il cielo si presenta abbastanza coperto. La maggior parte dei piloti sceglie le montagne mentre Marco ed un gruppetto scelgono di rimanere più esterni, verso la pianura. Nonostante il gruppone riesca a stazionarie a quote più elevate la scelta estrena si rivela migliore con una ottima linea verso N-E visto che lo costone non funzionava molto. Il potenziale vantaggio di questa direttrice si riduce a causa di uno scarso irraggiamento della pianura che finisce per livellare i due gruppi. Dopo la boa più ad est ci lanciamo verso una folle planata nell'ombra. Finiamo bassi fino a 150 metri da terra. Proviamo a girare di tutto, dalle bolle ai valori bassissimi. Qualcuno purtroppo atterra. Marco decide di mollare una termica debole in favore di una zona scoperta con qualche segnale di innesco. Con il cuore in gola arriva da solo e dopo una breve esplorazione parte un 2,5 m/s! Il resto del percorso è baciato dal sole per cui cambio velocità e via con il gruppetto di testa fino al goal. Primo Michael Sigel. Per i nostri Marco quarto che guadagna diverse posizioni grazie ai leading pointer, Aaron 12°, Christian e Alberto 13°, Gianni 16° e Federico 18°. Purtroppo Nicola, Joachim e Luca hanno bucato, quindi ribaltone in classifica ma non molleremo!
In classifica generale recuperiamo una posizione e siamo terzi.
Forza ragazzi! Forza Italia!

PWC Superfinal 2017 - Task 5

Il giorno della disfatta.
Viene data una task di 81km con start su un cilindro di 13km ad entrare che sul bordo lambisce il costone da cui si decolla sia le colline ad ovest dall'altra parte della valle. Quest'ultima posizione garantisce peraltro una rotta migliore per andare a dare sempre la boa dello start con raggio più piccolo e poi la seconda boa con raggio 23km il cui cilindro cade ai piedi della catena che si estende da nord a sud ad ovest delle colline che si trovano in centro alla valle.
Pertanto la gara è stata quasi una race da terra per riuscire ad attraversare la valle e posizionarsi sulle colline sotto i primi cumuli della giornata. Quasi tutti scelgono questa strada solo in pochi rimangono sul costone del decollo che garantisce una base poco più alta ma più strada da fare per la seconda boa.
Fino alla seconda boa si vola in un gruppone molto compatto, poi si scelgono traiettorie diverse per raggiungere la terza e quarta  boa che prevedono uno zig zag in mezzo alla piana in direzione nord.
Da qui circa 25 km in direzione sud in mezzo alla piana per raggiungere il goal.
Nel gruppo dei primi quasi tutti gli italiani.
Si procede con 10-15km/h circa di vento contrario e ad est sulle creste inizia a scaricare. La base si attesta intorno ai 2100 e le termiche sono generose consentendo di procedere molto velocemente fino a circa 10km quando una estesa copertura sulla valle spegne tutto. Si procede con una lunghissima planata cercando di ottimizzare l'efficienza per arrivare il più lontano. Quando il primo gruppo arriva alla estremità sud delle colline che si estendono in centro valle inizia a filtrare nuovamente qualche raggio di sole che tuttavia non è sufficiente a innescare nuovamente e tutto il gruppo atterra in circa 2km con i primi a 3.5km dal goal. A seguire arriva il secondo gruppo che va a fare compagnia ai primi nei campi da canna da zucchero.
Dopo qualche minuto arriva un terzo gruppetto che riesce a trovare una termica ai piedi delle colline dove parcheggiarsi e poi finalmente parte la termica che gli consente di fare i 400 m di quota necessario per arrivare in goal.
Disfatta per noi perché nessuno riesce a chiudere, tra i primi corti in goal Luca, Federico e Gianni. In classifica generale nazioni dove non ci sono gli scarti precipitano in quarta posizione.

domenica 14 gennaio 2018

PWC Superfinal 2017 - Task 4

Appena arrivati in decollo come al solito siamo in nube. La novità della giornata è che mente si fa briefing inizia a piovere prima in modo leggero poi pesantemente costringendo a ripiegare alla meglio e trovare riparo sotto la vegetazione o i più fortunati sotto i gazebo.
Dopo circa 20 minuti smette di piovere e inizia ad aprirsi mostrando però dietro dei soprasviluppi. Si decide comunque di provarci e viene data una task in piana.
Dopo che la finestra di decollo è rimasta chiusa per circa 20 minuti nell'attesa che il solo che aveva fatto capolino iniziasse a scaldare davanti al decollo facendo prevalere la brezza termica su quella proveniente da dietro si decolla.
Appena usciti si sale facilmente a 2000-2100m poi si va fuori ai piedi delle prime colline dove è posizionato lo start. Qui si arriva a 1500m e si inizia a salire prima in escandescenze molto deboli, poi man mano che ci si sposta verso la pianura diventano sempre più formate e generose. Mentre saliamo si vede chiaramente che sulle montagne a est ha iniziato nuovamente a scaricare. Iniziano quindi i primi dubbi se continuare ma nessuno fa manovre per scendere anzi per radio si sentono piloti dichiarare "Level 2". Tra di noi l'unico dotato di senno e non in preda a estasi agonistica sembra essere Christian che dice "ma siamo sicuri di quello che stiamo facendo?".
Qualche secondo dopo le prime vele iniziano ad essere aspirate e finalmente la task viene cancellata.
Per fortuna riusciamo tutti ad atterrare pochi minuti prima che inizi a piovere e tuonare.

giovedì 11 gennaio 2018

PWC Superfinal 2017 - Task 1

La mattina come succede spesso è presente una estesa copertura che si dirada velocemente e arrivati in decollo ci aspetta gia il sole. 
Tuttavia, una volta decollati e prima dell'apertura della finestra si copre e siamo costretti ad aspettare lo start in aria nell'ombra con termiche deboli. La prima boa si trova verso nord. Per raggiungerla ci sono due strade, una seguendo il costone ed una più diretta in pianura. Il primo gruppo sceglie le montagne mentre un secondo gruppo taglia la piana. Sia a costone che in piana inizialmente ci sono condizioni deboli e questa parte della gara risulta molto lenta ma la scelta di chi è andato subito in piana sembra migliore. 
Fatta la boa si ritorna verso sud, adesso la giornata è diventata piu generosa. Altra boa verso nord e gol. Prima del gol che si trova controvento c'è molta dicendenza che mette a terra tanti piloti prima della EES. Sicuramente una giornata difficile. 
Vince la task Hamard, prima delle donne Genovese. Tra gli italiani benissimo Joachim e Luca rispettivamente 4° e 6°. Seguono bene Christian e Nicola. A seguire gli altri un po' in ritardo sui primi. Dopo la prima task secondi come nazione. Speriamo ancora meglio nei prossimi giorni.

lunedì 6 ottobre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 11 Task 6

L’ultimo giorno di gara, che è stato annunciato come epico il sabato sera, non sembra tale: la linea di inversione è più nitida e opaca del solito, dal decollo è quasi impossibile vedere la valle sottostante. In alto passano cirri provenienti da ovest che preannunciano copertura in arrivo.
Il task committee rimane comunque molto ottimista e viene assegnata una prova di 91 Km, che attraversa per due volte la valle principale per finire ai bordi di un lago a nord est, dove la valle stessa si chiude.
In volo constatiamo che il vento è abbastanza forte, più dei giorni precedenti, che aiuterà a raggiungere la prima boa ma che poi renderà difficile il rientro.
Allo start si riesce a salire fino a 2700 metri e sul crinale si formano i primi cumuli. Con quella quota il salto attraverso la valle fino al costoncino opposto è agevole e si riaggancia facilmente, ma come previsto il rientro è complicato. Si deve decidere dove puntare, se rimontare faticosamente il vento o lasciarsi scartocciare in un punto più ad est, il grande raggio della boa lo permette.
In ogni caso, attraversata di nuovo la valle, ci si trova circa 20 Km/h di vento scendere dal crinale, e riuscire a portarsi sopravvento sarà molto difficile per tutti.
La maggior parte dei piloti atterra nella valle principale schiacciati dal sottovento, e anche molti di quelli che riescono a passare finiranno nei prati subito dopo.
Solo una decina di piloti riuscirà a fare la boa e a tornare con il vento a favore nella piana verso la meta. Purtroppo nessun italiano è tra questi.
L’unico a raggiungerla è il fenomenale Maxime Pinot che suggella così la conquista del titolo di Leggenda.
I nostri atterrano quasi tutti chi prima chi dopo il costone della seconda boa.
L’evento come detto viene vinto da Maxime Pinot, ed altri due francesi, Hamard e Wirtz, salgono con lui sul podio. Laurie Genovese vince la classifica femminile.
Il primo italiano è Scialla ma bisogna scendere fino alla ventesima posizione.
Di questa Superfinale si possono dire molte cose, l’unica positiva che mi viene in mente è la seconda posizione della squadra italiana, dietro alla Francia che qui si è dimostrata ancora una volta davvero forte.
Per il resto, complice la meteo non proprio collaborativa, e una serie di problemi organizzativi abbastanza sorprendenti, non sarà una competizione ricordata a lungo dai piloti italiani che hanno volato sicuramente sotto le proprie capacità.

domenica 5 ottobre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 10 Task 5

La novità di oggi, aperte le finestre, sono i  cirri che si avvicinano da nord rischiando di compromettere una splendida giornata. Abbiamo ancora forte stabilità e vento leggero da nord, ma il decollo alto dovrebbe funzionare bene come ieri.
La prova sembra molto impegnativa guardandosi in giro: i cirri coprono il sole, la foschia sotto l'inversione è quasi impenetrabile, e la prova è di 80 Km di cui circa 50 in pianura, attraversando la valle verso ovest.
L'inizio della prova conferma le impressioni, non si sale come il giorno precedente e le termiche sono sventate e cicliche. Ma subito dopo lo start tutto cambia, si formano i primi cumuli e si sale fino a 2700 metri, di nuovo tutto è più semplice, il traverso lungo il costone verso la boa di passaggio si fa agilmente ma poi si deve decidere come affrontare l'attraversamento della valle.
Si indugia tutti, si aspetta il ciclo buono ed il cumulo sopra il costone, si fa la massima quota e ci si butta in pianura. Saranno oltre 10 Km di planata pura, cercando dall'altra parte un qualche segnale riguardo dove puntare per risalire. Il gruppo si apre a ventaglio, chi punta la via diretta attraverso il passo lungo il costoncino basso, chi punta il vento cercando termica. Pian piano parte il ciclo e si fa quota tutti, aspettando per buttarsi dietro, sull'altipiano, che immediatamente toglie 500 metri di quota utile. Ma funziona bene, a circa 20 Km dal goal si forma un cumulo immenso a circa 3000 metri sopra un villaggio, chi lo raggiunge farà la quota necessaria a chiudere il percorso.
Yassen arriva per primo nella ascendenza e parte in anticipo, riuscendo a dare 10 minuti al secondo.
Luca è quinto, Joachim e Scialla nei 20.
Con il sistema FTV la classifica cambia continuamente. Dopo la prova di oggi, il primo italiano in classifica è Scialla al sedicesimo posto, e poi Franz al ventunesimo. L'Italia è saldamente al secondo posto, dietro ad una Francia che sembra inarrivabile.
Domani è l'ultima prova di questa Superfinale strana, di cui purtroppo si parla più per i grossi problemi organizzativi che per la sua valenza sportiva. Le ultime due prove sono state finalmente delle vere competizioni, gli animi si sono un po' rilassati e speriamo che si riesca ad avere un risultato che renda giustizia ai valori in campo.

sabato 4 ottobre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 9 Task 4

Tutte le mattine sono la fotocopia del giorno precedente: sole, nessuna nuvola, foschia, forte inversione.
Il vento però è previsto in calo e quindi si sale al decollo alto, ma questa volta è la scelta giusta, la brezza è dominante e non sarà un problema decollare.
La prova di oggi è una race di 76 Km verso nord est, anda e rianda lungo il costone che dovrebbe funzionare. I wind dummies sono stratosferici in pochi minuti quindi tutto sembra perfetto. Allo start siamo a 2700, il primo tiro è semplice e le termiche sono potenti. Il ritorno si complica nella zona della boa, i piloti devono scegliere tra pianura e costone, nessuna scelta funziona molto bene ma chi rimane fuori avrà la peggio e in molti atterrano. La boa si trova dentro una conca e i piloti ci si riversano bassi, altra zona complicata, non tutti riusciranno a fare quota per uscire di nuovo sulla piana per andare a meta.
A questo punto le condizioni sono molto deboli e ci si attacca a tutto per concludere. Chi fa la rotta ottimale senza tornare a costone fa la scelta giusta ed è più veloce. Primo di 55 piloti a meta è il francese Latour, tra gli italiani purtroppo non arrivano Joachim, Luca e Maurizio, che in classifica erano i meglio piazzati. Peter e Franz arrivano nel groppone, Scialla appena dietro.
Come nazione siamo terzi dietro a Francia e Spagna, ma nella generale manteniamo la seconda posizione.
Nella individuale invece dopo la task di oggi i migliori sono Franz e Scialla, rispettivamente in posizione 14 e 16, Peter nei trenta. Il sistema FTV permette però ancora a tutti di recuperare posizioni fino alla ultima task, per cui si può ancora ben figurare.

giovedì 2 ottobre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 7 Task 2

Anche oggi purtroppo le condizioni non sembrano promettere bene: abbiamo il sole e poco vento, ma l'inversione sembra davvero molto forte. La task disegnata è di circa 50 Km con arrivo a meta dall'altra parts della valle dopo uno zig zag lungo il costone. Dopo aver visto però il volo dei wind dummies, si decide di accorciare ulteriormente ponendo anche  l'arrivo nella zona di Pamukkale. Da subito sembra tutto molto difficile, si sale poche centinaia di metri sopra il decollo. Chi riesce a salire un po' di piú e si fida a spingersi dentro sopra il plateau riuscirà ad essere piú veloce e a tenere la quota, gli altri pian piano atterrano nella zona della prima boa, dopo 15 Km di volo. Arriveranno a meta solo in 7. Luca purtroppo atterra poco prima della linea. Il primo è il francese Maxime Pinot in solo 2 ore e 17, gli altri arrivano circa mezz'ora dopo. Tra questi un bravissimo Maurizio Maina, che dopo essere partito in ritardo, recupera il gruppo giusto e chiude il percorso.
Degli altri, a parte lo sfortunato Luca, Peter e Scialla si fermano a 25 Km.
Dopo due prove, Maurizio si trova in terza posizione assoluta, ma purtroppo il secondo italiano è oltre la ventesima posizione. Le condizioni sono veramente al limite, i pochi chilometri che si riescono a fare sono veramente impegnativi, speriamo nei prossimi giorni che qualcosa cambi, anche se la meteo non è dalla nostra parte.

mercoledì 1 ottobre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 6 Task 1

Finalmente ci svegliamo con il sole e con poco vento. In realtà facciamo colazione prima dell'alba, visto che abbiamo deciso di trasferirci a Çameli. Si parte alle 8 per riuscire a essere in decollo per mezzogiorno.
Dopo la giornata catastrofica di ieri, che preferisco dimenticare, oggi tutti hanno veramente bisogno di volare.
Le condizioni sembrano però complicate: forte inversione, nessun cumulo, e vento abbastanza sostenuto. Si decide per una task di 55 Km che ruota attorno a Cameli, che si pensa sia tecnica ma fattibile ma che in realtà si rivela impossibile con la stabilità e il vento di questa giornata.
Pepe Malecki riesce a coprire 35 Km del percorso, ed il gruppo di testa si ferma intorno a 31. Questa prova non vale molto in termini di punteggio ma utilizzando l'FTV avrà la sua importanza per la classifica finale.
Joachim si piazza al sesto posto, Samuel e Gabriele ottimamente nei 20.
Domani è previsto di volare nella zona di Pamukkale, cosa gradita considerando le lunghe trasferte a cui i piloti si sono sottoposti negli ultimi due giorni

domenica 28 settembre 2014

PWC Superfinal Turkey 2014 Day 4

Purtroppo questa edizione della PWC Superfinal non sembra baciata dalla fortuna come le precedenti edizioni. Dopo 4 giorni la meteo non ha permesso di disputare ancora nessuna prova valida. Per tre volte siamo saliti in decollo ma le condizioni sono sempre apparse molto complicate dal principio: vento forte, spesso dalla direzione sbagliata rispetto al decollo, e temporali.
Per i prossimi giorni le previsioni sembrano essere possibiliste: la direzione del vento sembra essere prevalente dai quadranti nord-orientali e non troppo forte; il decollo principale però è esposto a sud-ovest, quindi sarà necessario utilizzare un altro decollo, sulla cui agibilità non sembrano esserci problemi.
Per domani tutto dovrebbe essere pronto per riuscire a disputare una task, l'organizzazione è anche disposta a spostarsi a Çameli, un'altra area di volo a circa due ore di bus da Pamukkale, che potrebbe dare più probabilità di avere una prova. Dobbiamo pensare positivo e vedere cosa succede.

lunedì 27 gennaio 2014

PWC Superfinal 2013: Conclusioni

Tornando verso l’Europa, cerchiamo di fare il punto su quello che è stato questo evento.
Iniziando con un doveroso tributo alla organizzazione: nessuno credo avrebbe potuto immaginare che fosse possibile mettere in piedi una Superfinale di Coppa del Mondo in un altro luogo dopo l’alluvione di Baixo Guandu; tutti eravamo pronti al peggio, ma chi ha partecipato non ha avuto per un solo istante la percezione di un evento costruito in meno di 10 (dieci) giorni. La prefettura ha sicuramente dato un enorme supporto ma i ragazzi hanno creato dal nulla qualcosa di incredibile: trasporti e recuperi perfetti, cerimonie di inaugurazione e chiusura in grande stile, tanti appuntamenti serali per i piloti e gli accompagnatori, tutto il paese coinvolto e partecipe, media da tutto il Brasile presenti in decollo e alle premiazioni. Se per un attimo facciamo mente locale e pensiamo ad alcuni eventi organizzati in Italia con mesi e mesi di tempo a disposizione, l’imbarazzo e lo sconforto cresce come anche la riconoscenza a questi ragazzi che ci hanno permesso di passare 15 giorni speciali.
La meteo, bisogna dirlo, ha partecipato in maniera pesante al successo della Superfinale: 9 task valide sulle 10 giornate disponibili, dieci giorni di volo, un solo giorno di pioggia coinciso con il rest day, condizioni che sono spaziate da primaverili con termiche forti e basi alte, alle classiche brasiliane, deboli e variabili senza quote; questo ha permesso di avere prove di ogni tipo, superveloci a tutta dall’inizio alla fine, brevi ma complesse da leggere e da ragionare; lunghe ma poco tecniche, diciamo panoramiche; triangoli con rientri controvento che hanno messo a dura prova i concorrenti. Insomma ci si è confrontati su tutti i terreni, e quindi i vincitori hanno potuto dimostrare la loro completezza in ogni condizione e tipologia di gara.
I nostri sinceri complimenti vanno al “bocia” spagnolo, il ventitreenne Francisco Reina Lagos, che ha condotto una gara perfetta, dalla prima prova sempre nei primi a meta, mai attendista, sempre davanti ma senza rischiare, da veterano delle competizioni.
Keiko Hiraki, prima nella classifica femminile, invece, è venuta fuori sulla distanza, si è limitata a commettere meno errori delle rivali, ed è anche questa una qualità che le ha permesso di vincere questa Superfinale.
La Francia, nella classifica per Nazioni, ha dominato questo evento dall’inizio alla fine, con 6 piloti nei primi 15, per cui un plauso meritato va ai nostri cugini ed avversari naturali.

Per quanto riguarda la squadra italiana, siamo sempre stati competitivi, combattendo con la Francia fino alla fine. Qualche errore di troppo in alcune task non ci ha permesso di impensierirli più di tanto ma siamo comunque le uniche due squadre che si sono contese l’evento. Direi quindi che abbiamo ben figurato, giustamente l’Italia deve sempre puntare alla vittoria ma questo secondo posto strameritato ce lo siamo comunque guadagnato davanti alla Svizzera, al Giappone ed alla Spagna che hanno volato molto bene.
Un po’ di rammarico per Joachim, che ha volato in maniera perfetta fino all'ultima prova, dove la sua unica sbavatura dell'evento gli è costata il primato che sembrava ormai consolidato. Questo nulla toglie a quanto ha dimostrato durante tutta la competizione, un secondo posto in Superfinale di Coppa del Mondo rimane un risultato eccezionale, ma purtroppo invece che diventare la quinta Leggenda italiana raggiunge Scialla nella lista dei quasi Campioni.
Un grande Peter in dodicesima posizione, Christian, Maurizio, Luca e Scialla nei 30. Per il Dalla e Paolines, alla loro prima partecipazione in Superfinale, tanta esperienza e qualche soddisfazione personale con ottimi piazzamenti nelle singole prove.
Nicole è stata sfortunata, pur essendo riuscita a volare sempre nel gruppo dei primi, a differenza della sue concorrenti, ha pagato la minore continuità, e gli scarti non sono bastati a colmare i 100 punti che la separano da Keiko. Sappiamo che il terzo posto finale non la appaga e che è delusa dalla propria prestazione, ma questa è la mentalità dei più forti che la porterà a fare meglio in futuro.

Non voglio parlare qui del discorso vele, ricorsi, eccetera: è una pagina veramente triste e stonata di questo evento, qualunque sia il responso ufficiale, che ha rischiato e rischia tuttora di rovinare un evento altrimenti perfetto.

Un pensiero finale va alla popolazione e ai nostri amici di Baixo Guandu, che lentamente stanno cercando di tornare alla normalità, e a Petra, a cui auguriamo una pronta guarigione dopo l'incidente occorso atterrando durante l'ultima prova.