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domenica 14 settembre 2025

19th Paragliding World Championship - task 8.

Venerdì 11 settembre.
Oggi è l'ultimo giorno di gara, si sale in decollo prima del solito per provare a iniziare la prova con mezz'ora di anticipo e finire presto in modo che le classifiche siano ufficializzate prima della cerimonia di chiusura che è stata anticipata a questa sera.
Durante la salita in decollo definiamo la strategia della giornata per cercare di recuperare quei 60 punti che ci separano dall'argento al momento al collo degli spagnoli.
La classifica per nazioni non prevede scarti pertanto, se riuscissimo con due dei nostri moschettieri ad arrivare davanti agli spagnoli anche con poco distacco o se due di loro non completassero la prova, la rincorsa sarebbe completata e, per giunta, nell'ultimo giorno senza concedere possibilità di rivincita agli amici Iberici.
Il piano quindi prevede che Joachim e Marco provino a vincere. Joachim con una vittoria ha alla portata il terzo posto assoluto quindi vale la pena rischiare. Marco ha l'amaro in bocca di non essere riuscito a fare una delle sue magie e viste le condizioni meteo, potrebbe essere il suo giorno.
Di contro, Alberto, lo smilzo regolarista del gruppo, insieme a Silvia, fuori dai giochi per le classifiche individuali, penseranno ad assicurarci il podio anche in caso di buco degli altri due, potendo contare su un tesoretto di circa 400 punti di vanraggio sui primi inseguitori, il Regno Unito.
I conti sono fatti, adesso manca solo tradurre in opera il piano.
La giornata si presenta con una spessa copertura e basi molto basse ma si spera possa migliorare.
Le previsioni, per quel che possano valere visto che non ci hanno praticamente mai preso, danno vento da SE proveniente dall'oceano nel pomeriggio, pertanto, viene assegnato un percorso di gara di circa 60 km che prevede una prima parte nella valle che da Castelo porta verso il decollo, per poi andare sulle colline a Sud e finire al solito goal in prossimità di Jerônimo Monteiro in direzione SO.
L'apertura dello start è alle 13:00 e i primi decolli avvengono alle 11:45 ma le condizioni sono deboli e la base intorno a 1300m.
Per massimizzare l'aiuto ai nostri oggi vola anche il Team Leader potendo contare sull'aiuto a terra di Calsos Funes, rivelatosi fondamentale per la logistica del team e per le sue competenze nel primo soccorso. L'obiettivo e andare avanti per verificare quale possa essere la migliore rotta per andare dall'ultima boa al goal e sondare nei vari punti del percorso intensità e direzione del vento in quota che molto spesso è differente da quello che nei giorni precedenti misuravamo a terra e comunicavamo ai piloti.
La prova si rivela difficile per la poca quota che si riesce a fare e l'ombra che copre gran parte del percorso di gara, pertanto, si cerca di stare sotto i cumuli con la base più scura alla ricerca di ascendenze.
Usciti dalla valle che da Castelo porta al decollo, si fa rotta verso sud in direzione della zona collinare delle cave di estrazione del granito nei pressi del paese di Itaoca.
I nostri maschietti sono posizionanti tutti benissimo e pronti per fare la zampata in avanti per staccare gli spagnoli. Silvia resta attardata e non riesce a fare la quota sufficiente per tentare il ricongiungimento con il gruppo. Questo ritardo farà la differenza per la conclusione della gara.
Raggiunta la boa, la prova prevede un lungo traverso di 26km in direzione SO verso il collaudato goal del paese di Jerônimo Monteiro, attraversando una zona di basse colline che è quasi tutta in ombra a meno di piccoli squarci di luce che fanno capolino tra le nuvole. Gianni è già a 20km dal goal quando il gruppo parte dall'ultima boa verso il goal. Segnala ai piloti poco vento ma anche molta ombra, quota massima intorno ai 1200m e la planta media nei traversi che è intorno a 7.
La parte finale della task diventa una lotta per non bucare e circa 2km dalla End of Speed Section (ESS) si è nella piena ombra in prossimità di un valico da superare per poi andare in goal.
Gianni è già atterrato in prossimità della ESS, dopo il valico e chiede a tutti per radio di prestare particolare attenzione perché le condizioni sono difficili ma di continuare a crederci fino alla fine.
Marco è tra i primi e prova ad andare avanti per vincere la prova, poco dietro di lui Alberto e Joachim.
Purtroppo appena prima del valico, costituito da due massici rocciosi dalla classica forma del paõ de açúcar che solitamente sono sempre generosi di ascendenze, la giornata sembra sia finita e non ci sono più ascendenze a causa dell'ombra che permane da tempo. Appena dopo i due "mammelloni", si trova una collina più bassa, anch'essa rocciosa, sul cui versante in direzione del goal stanno termicando decine di Urubu.
Marco atterra prima del passo, Alberto e Joachim resistono e passano diversi minuti in una semi ascendenza alla stessa quota. 
Intanto Yuri Vidic, una "vecchia volpe" slovena, ed il Macedone Martin Jovanosky provano ad andare verso il goal contendendosi la vittoria tra ex compatrioti Balcanici. Raggiungomo la End of Speed Section per primi in circa 1h50' ma atterrano prima della linea del goal.
Per radio Gianni cerca di tranquillizzarli comunicando che ancora nessuno ha raggiunto la ESS e di prendersi il tempo di salire e avere la quota sufficiente per il goal.
Altri provano dopo di loro nella speranza di trovare qualche ascendenza nei 3 km che li sperano dal goal ma fanno tutti la stessa fine.
Ben undici minuti dopo taglia il fine tempo il polacco Jacek Gorski ed è il primo che riesce a completare la prova. 
Le condizioni sono ancora difficili e altri provano a tagliare il fine tempo ed andare in goal ma la maggior parte atterrano prima di raggiungerlo. Dopo circa 5 minuti Alberto riesce a fare qualche metro in più e prova. Taglia il fine tempo ma purtroppo manca il goal per 700m. Anche Joachim finisce per terra.
Si presenta la peggiore situazione possibile, con il rischio che gli inglesi a 400 punti di distanza, se riescono a mettere due piloti in goal ci scalzeranno dal podio.
Pertanto per radio avvisiamo Silvia, unica supersiste, a prendersi tutto il tempo necessario per fare sempre quota massima e arrivare in goal. Cosa fondamentale.
Gli spagnoli mettono un pilota in goal che sarebbe arrivato comunque sufficientemente dietro ad Alberto, se lo smilzo fosse arrivato in goal, assicurandoci la medaglia di argento. 
Ma gli spagnoli non sono ormai un problema perché c'è il rischio concreto che gli inglesi che hanno nel team tre fuoriclasse, Odgen, Ospina e Marley ci tolgano dal podio.
Odgen e Ospina atterrano entrambi dietro ai nostri, resta in volo solo Marley quindi, facendo due conti a mente, anche se dovesse arrivare in goal da solo non avrà tutti i punti necessari per toglierci la medaglia. Gianni tira un sospiro di sollievo.
L'inglese chiude a 22 minuti dal primo e un minuto dopo la nostra Silvia nazionale che nella prova odierna ha dimostrato una ferrea tenacia nel non mollare fino alla fine.
Un'altra giornata nel complesso difficile e lo testimonia il fatto che solo 28 piloti sono arrivati in goal.
Si conclude così il 19° Campionato Mondiale con la Francia dominatrice incontrastata che vince in tutte le categorie.
Nella maschile prende ii primi due gradini del podio con 1° Baptiste Lambert e 2° Honorin Hamard seguiti dalla giovane promessa spagnola Marcelo Sanchez Vilchez.
Nella categoria femminile, ribalta la classifica all'ultima task Costante Mettetal che con l'aiuto di tutto il team, scavalca la statunitense Alexia Fisher e chiude terza l'intramontabile giapponese Keiko Horaki, a conferma del fatto che gli orientali non invecchiano mai. Silvia da un gran recupero e chiude al quinto posto tra le donne e prima tra coloro che utilizzavano vele omologate D e non CCC.
Nella classifica per nazioni, 1° Francia, 2° Spagna e 3° Italia.
Dopo un po' di digiuno riportiamo a casa nuovamente una medaglia.


Joachim Oberhauser 
Alberto Vitale 
Marco Littamé 
Silvia Buzzi Ferraris 
Gianbasilio PROFITI 

Special credits: Carlos Funes.

venerdì 12 settembre 2025

19th Paragliding World Championship - task 7.

Giovedì 11 settembre.
Come tutte le mattine si sale in decollo alle 8:30. La strada, lunga e polverosa, che porta un cima al decollo, rampa do Ubà, è in fase di ampliamento e per tutta la settima scorsa ci sono stati lavori di sistemazione del fondo che da noi sarebbero neanche immaginabili per un'area rurale in montagna.
La giornata da previsione dovrebbe essere migliore di ieri, meno vento che in basso è previsto da ESE e in quota, dai 1000m, da NO. Il thermal index è previsto tra 1 e 4,5, e le basi cumulo fino a 2600m.

Viene assegnato un percorso di gara di 72km con start in prossimità del decollo, prima boa verso Forno Grande a Nord, il più alto massiccio roccioso dello stato di Espírito Santo, poi inizia un zigzag che ci porta a SO del campo di gara con arrivo in un goal già usato nei gueon5scirsi in prossimità della cittadina di Jerônimo Monteiro.
La partenza è fissata alle 12:45 e alle 11:00 già iniziano i primi decolli.
All'inizio in attesa dell'apertura dello Start le condizioni non sembrano eccezionali e si sale piano e fino a 1400m ma si iniziano a formare i primi cumuli sull'altipiano dietro il decollo e sulle cime più alte.
Di fatto le previsioni si rivelano sbagliate, quota massima per lo start è 1600m ma all'apertura si pare con appena 1300m in direzione di Forno Grande dove la boa cade a 1400m. Arrivati ai piedi delle pendici si fatica a salire e molti provano a girare intorno al cilindro andando a smarcare la boa in sottovento.
Fatta la.prima boa si parte verso sud in direzione di una zona cave di marmo e Marco prova a fare una delle sue magie andando davanti a tutti. Purtroppo non è la sua giornata e il gruppo lo riprende in prossimità della seconda boa.
Sulle colline si fatica a salire e le quote promesse in decollo dal meteoman Marcelo sono una chimera.
Si parte quindi per la zona delle montagne a NO è qualcosa inizia a bucare e tra questi il talento francese Pinot.
Il vento a terra aumenta sino a 30km/h da SSE qualche pilota più basso inizia a comunicare Level 3 ovvero che le condizioni di volo sono pericolose, ma la gara continua.
Sulle montagne in gruppetto riesce a riscattare gli altri e davanti agli altri con vantaggio ci sono l'inglese Odgen ed il naturalizzato inglese Ospita.
Joachim ed Alberto sono con il primo gruppo, Marco un po' dietro avendo scelto di fare una strada diversa e Silvia purtroppo attardata ancora nelle zona delle cave e considerato l'aumento del vento non si starà divertendo.
Il gruppo segue Odgen che si avvia verso la penultima boa ma basso. 
Fatta la boa ci procede verso SE controvento per smarcare l'ultimo turnpoint dal quale si va in goal con vento a 200° rispetto alla rotta facilitando l'arrivo.
Nella planata verso il goal la spunta il francese Lambert che mette un'ipoteca sul titolo di campione del mondo, seguito dal belga Berg e dall'altro francese Hamard.
Primo dei nostri Joachim che chiude ottavo, a poco più di due minuti, poi Alberto quindicesimo a tre minuti. Marco chiede venticinquesimo. Silvia purtroppo non completa il percorso. 
Purtroppo gli spagnoli con cui stiamo contendendo l'argento anche oggi sono arrivati con due piloti molto bene in goal.
Giornata nel complesso difficile e lo testimonia il fatto che solo 33 piloti sono arrivati in goal.

Le classifiche ufficiali di giornata vedono primo Russel Odgen grazie ai tanti leading points guadagnati nella task volando davanti a tutti, secondo Baptist Lambert e terzo Honorin Hamard. Per i nostri abbiamo Joachim ottavo, Alberto quindicesimo e Marco ventiseiesimo.

Nella classifica generale individuale, Joachim sale all'ottavo posto, Alberto al ventunesimo, Marco quarantunesimo e Silvia in ottantunesima posizione e ottava tra le donne.

Nella classifica a squadre purtroppo perdiamo qualche punto dagli spagnoli che allungano a 60 punti da noi, ma stacchiamo di circa 400 punti la squadra che occupa la quarta posizione.

Domani ultimo giorno di gara e si proverà a mettere pressione alla Spagna che sono ad oggi con i suoi piloti non ha mai sbagliato.



giovedì 11 settembre 2025

19th Paragliding World Championship - Castelo.


Siamo giunti al penultimo giorno di gara di questi campionati mondiali di parapendio.
Lo spostamento da Andradas a Castelo deciso quando la macchina organizzativa sarebbe già dovuta essere a lavoro ha comportato qualche problema ma in qualche modo il team di Frank Brown ci ha messo una pezza.
Dopo 6 task la classifica individuale vede si primi tre posti tre francesi e questo la dice lunga su quanto alto i transalpini hanno portato il livello. In ordine abbiamo Lambert, Hamard e Wirtz.
Primo degli italiani Joachim O. 8°, poi Alberto V.  46°, Marco L. 55°, Silvia B.F. 76° e 7° tra le donne.
Nella classifica a squadre siamo terzi dietro a Francia al primo posto ea soli 54 punti dalla Spagna.
Le condizioni, fatta eccezione per i primi giorni in cui la pioggia ha comportato l'annullamento delle prove, sono buone ma il vento forte ha condizionato almeno tre delle prove sinora disputate e causato anche qualche incidente con un particolarmente grave che ha visto protagonista un pilota belga attualmente ricoverato in ospedale.
Il vento, protagonista di questo mondiale, ha causato lo stop della prova di ieri proprio quando i nostri portacolori erano in posizione favorevole per arrivare tra i primissimi. A causa della modalità di scoring la posizione per attribuire il punteggio viene calcolato 5 minuti prima del momento in cui la prova è stata fermata e pertanto la classifica finale ha visto il primo gruppo con tutti i piloti a pochi punti di distanza e ciò ci ha fatto recuperare solo pochi punti rispetto ai nostri diretti rivali per la medaglia d'argento, gli spagnoli.
Oggi si prospetta un'altra giornata con vento da SE proveniente dal mare nei bassi strati e NO in quota, pertanto ci sia aspetta della turbolenza all'incontro tra le due masse d'aria.

Per seguirci:

 

lunedì 25 marzo 2019

Task 4. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

A differenza degli altri giorni, oggi il decollo del Monjiolo ci attende con una pioggerellina che dopo mezz'ora lascia spazio ad una nebbia fitta che non permette di ammirare il tipico paesaggio del jurassico che si può ammirare dalla cima del monte guardando in direzione N verso Pancas.
Finalmente la nebbia inizia a distrarsi e lascia spazio per vedere uno strato spesso di cumuli che fanno filtrare pochissima luce.
Il decollo è pieno di visi sorridenti ed incuriositi di gente locale che è venuta ad assistere ai decolli dell'evento sportivo dell'anno. Non mancano ovviamente brasiliani di origini italiane che quando ci sentono parlare, si avvicinano a raccontarci le loro storie e a testimoniare l'amore per il nostro paese dove molti di loro hanno vissuto per qualche anno.
Sembra peggio di ieri in cui si è deciso di anticipare il rest day per non buttar via un'altra giornata.
Gli organizzatori sono fiduciosi e assegnano una task di 64 km con start gate con raggio di 18 km su P28 che da la possibilità di scelte diverse, poi di nuovo P28 con raggio 5km che è praticamente sul letto del fiume Rio Doce, per poi fare un dritto verso la End of Speed Section in direzione Ne a con vento in coda.
In attesa dell'apertura dello start ci si divide in due gruppi, che rimontano in direzione SO il cilindro dello start. Un gruppo si ferma sui rilievi più alti dove le basi sono intorno ai 1450m, l'altro va più vicino al cilindro ma su una zona collinare dove le basi sono più basse di almeno 200m.
Io (Gianni) mi trovo con Denis e Marco L. e altri 30 piloti sulle montagne, gli altri si trovano invece con il secondo gruppo.
La scelta delle montagne sembra aver pagato infatti nel traverso in direzione del fiume per la boa siamo sempre alti e a parte un po di pioggia rinfrescante caduta lungo il percorso, riusciamo ad arrivare all'ultimo rilievo prima del letto del fiume prima e più alti. Fatta massima quota partiamo per attraversare il fiume e dirigersi verso la zona dell'ormai famigerato cratere, sempre avaro di ascendenza.
A guidare il mio gruppo c'è Michael Sigel, sempre più alto di tutti. Sembra che il suo nuovo B11 abbia qualcosa in più sia degli altri B11 che degli E3.
La zona che si estende tra il letto del fiume ed le pendici meridionali del cratere si conferma essere la più generosa di termiche con valori decenti considerando i valori medi che si registrano di 1,5m/s, quindi cerchiamo di sfruttare al massimo le ascendenza zigzagando sotto le basi.
Il cielo si mantiene costantemente coperto con solo qualche timido raggio di sole che riesce a fare capolino fra i cumuli.
In direzione del cratere ci si apre a ventaglio per aumentare le potenzialità di trovare linee migliori ma così favoriamo gli inseguitori che così hanno tutto "apparecchiato" e possono seguire le traiettorie più efficienti.
La linea ottimizzata passa a E ma il mio gruppo si tiene al centro per passare sotto un cumulo che si trova quasi al centro.
Arrivati al bordo S del cratere facciamo massima quota e partiamo in apnea cercando di massimizzare l'efficienza a scapito della velocità per arrivare al bordo N con maggior quota. Qui troviamo una termica ma molto debole che lasciamo per avventurarci in una zona collinare che costeggia la riva est del Rio Doce.
Andando avanti ci sono solo valori debolissimi per via della copertura che non fa innescare termiche neanche nei punti più favorevoli.
Un gruppetto di 4-5 piloti comunque partono in direzione della ESS che dista ancora circa  20km ma non trovano niente e si abbassano sotto i 200AGL. Vedendo questa situazione io decido di passare un modalità XCountry -sopravvivenza e viro di 90° a O verso il letto del fiume dove inizia ad essere più illuminato e si vede una striscia di cumuli probabilmente generata dalla confluenza di brezza da O e E.
Prima di arrivarci trovo termica e mi fermo a girare per non allontanarmi troppo dalla rotta ottimizzata.
Mi giro e vedo il primo gruppo che si è fermato un po più indietro di me a girare un valore debole. Per un momento mi viene in mente di tornare indietro per raggiungere il gruppo ma poi vedo un paesino di poche case in mezzo a delle alture con un antenna sul rilievo più alto, ci sono tutti gli elementi per un buon thermal spot. Mente mi dirigo verso il "paese della salvezza" trovo termica e mi fermo. Intanto vengono verso di me lo svizzero Sigel ed il francese Poulain. Girano sotto di me che gli segnalo la termica. Poi .i sposto sul paese che avevo battezzato come termica certa ed effettivamente trovo un buon valore di 2m/s che ci permette di arrivare a quota sufficientemente per andare in goal con efficienza 10. La brezza è intanto girata da ONO e non sono confidente di arrivare pertanto cerco di avvicinarmi alla ESS senza spingere. I miei compagni di volo sono più fiduciosi e partono. Nonostante tutto sembra portare. Il francese si tiene a sinistra, Sigel al centro ed io a destra. Quasi arrivati sulla ESS c'è un valore che senza girare ci mette in sicurezza per l'arrivo in goal.
Alla fine sarà primo Sigel, io secondo e Poulain terzo.
Chiudiamo con un distacco di 8' sul quarto e 18' sul primo gruppo tra cui ci sono anche Nicola ed Aaron 11° pari merito, ed Alberto 26°. Gli altri italiani non riescono a completare il percorso che nella parte finale è stato molto selettivo.
Come squadra siamo risaliti al secondo posto ma la gara è ancora lunga e secondo le previsioni da domani dovremmo iniziare a vedere finalmente il sole.
Risultati completi qui.
Ai prossimi aggiornamenti.




domenica 24 marzo 2019

Task 3. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Come ogni mattina saliamo in decollo presto, alle 9.30 siamo già sul Monjolo, nome del maestoso rilievo di granito attorniato da dita anch'esse di granito che si stagliano verticali verso il cielo che, ormai come tutti i giorni dall'inizio della gara eccetto il primo, è completamente coperto da uno strato di cumuli.
Dopo aver assegnato una mini task verso la città, la giornata viene cancellata perché in decollo la brezza è da dietro e genera numerosi dust devil che gironzolano sul tappeto erboso della "rampa".
Ai prossimi aggiornamenti.

venerdì 22 marzo 2019

Task 2. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Oggi è tutto coperto ma sembra che qualcosina ci sia di attività termica appena fuori dal decollo.
Viene decisa una task di 56km e lo start viene posticipato per due volte perché le condizioni in decollo non sono ottimali e la brezza è spesso da dietro ed in alcuni momenti si riusciva a decollare.
Fuori ė debole ma pian piano si sale.

Appena fatto lo start si va verso nord e si distinguono già due traiettorie una verso la città e una più a sinistra sulle colline ovest della città. Alla fine chi va sopra la città non sale o per lo meno riesce a fare poco. Mentre solo alcuni dell altro gruppo riescono a salire pian piano tra cui Denis e io (Christian Biasi, ndr). Riusciamo a fare la prima boa e la seconda... poi andando alla terza sembra spegnersi tutto. Riusciamo in qualche modo ad attraversare il lago e man mano rimaniamo sempre meno. Siamo Honorin, Francisco, Chars,Felix, Denis e io e qualche altro pilota. Arriviamo sopra il fiume ma non termica e ci rendiamo conto che ormai ce la si giova a chi plana più lontano. Atterriamo lungo il letto del fiume prosciugato.
Dopo 20 minuti che abbiamo i piedi a terra sbuca il sole e ritardatari trovano termica sopra le nostre teste. Alcuni atterreranno vicino alla 3 boa in mezzo alle colline e solo 5 piloti riescono a chiudere tutto il percorso.
Vince la task la grande Petra che con grande determinazione e costanza è stata ripagata dei suoi sforzi.

Risultati qui
Ai prossimi aggiornamenti.

giovedì 21 marzo 2019

Task 1. PWCA Superfinal - Baixo Gandu .

Oggi in decollo la brezza appena arrivati è finalmente frontale, ma per stemperare l'ottimismo dopo il briefing in cui viene assegnata una prova di 57 km viene a piovere.


Passata la pioggia la brezza è ovviamente da dietro e quindi i decolli iniziano con difficoltà e lo start viene spostato in avanti di mezz'ora alle 1230.
Il percorso di gara prevede start in ingresso con boa con cilindro di 6km a N del decollo, poi si va a SO su boa con raggio 6km, poi si tira dritti verso S oltrepassando il Rio Doce e dirigendosi verso il famoso cratere dove si trova l'ultima boa prima della End of Speed Section sul paese di Baixo Gandu con Goal line all'aeroporto di Aimorės.
Prima task a due velocità con meteo in evoluzione verso condizioni stabili nell'area a nord di Baixo. Una volta in volo troviamo condizioni deboli da suolo bagnato e discendenza.
Mezz'ora prima dello start migliora con la formazione di un discreto cumulo, con ascendenze capaci di spingere dentro. Nella prima metà del percorso mi (Marco Busetta ndr) trovo a fianco di Marco Littamé e siamo noi due a tirare le fila. Un altro rovescio lambisce la traiettoria ottimizzata verso la terza boa. Ci troviamo a girare qualche termica innescata dal fronte. Affacciandosi verso il letto del fiume finalmente le.condizioni migliorano, c'è più sole e si sale con termiche anche forti.
Dopo il terzo turnpoint Marco Littamé molla il gruppo e prosegue per un percorso diretto verso la boa del temutissimo pianoro del "cratere", a nord di Baixo. Il gruppo invece si sposta verso il più alto rilievo della caldera dove si sale bene quasi fino in base. Da li si va dritti verso la boa e si cerca di rientrare verso la End of Speed Section.
Tuttavia la pianura al suo interno risulta avara di ascendenze, deboli e rare, per cui alcuni provano, anche bassi, a raggiungere una collina sul bordo in attesa di un ciclo buono. Dopo 15 minuti di volo in "termodinamica", innesca una termica discreta ad ovest dello stessa e chi si trovava dal lato giusto ha preso un vantaggio irrecuperabile. Chi era rimasto in piana a tirarsi su pian piano, è arrivato tardi alla collina, perdendo così il ciclo. Tanti gli italiani. Dopo il cilindro di fine tempo, piazzato in maniera discutibile sulla città, ci aspettava una planata controvento verso la linea posta sulla pista di un aeroporto. Molti gli arrivi corti dovuti anche a cicli discendenti, con atterraggi non sempre semplici. Il terreno di gara risulta quindi complicato, con condizioni molto variabili, che possono mettere in difficoltà anche i piloti più forti.

mercoledì 20 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 19 marzo.

Il programma per oggi prevede: salita in decollo di buon ora, breve task intorno alla citta con tutti a terra entro le 1330 per poi completare le registrazioni, safety briefing obbligatorio e cerimonia di apertura ufficiale della gara.
Arrivati in decollo già dalla mattina dei dust devil spazzano il tappeto d'erbetta della "rampa do Monjolo" perché il vento meteo dominante è da NO mentre il decollo è esposto a SE.
Viene assegnata una task con atterraggio sulla pista d'asfalto di un piccolo aeroporto che si trova tra le città di Baixo Gandu e Aimorės.
A causa della brezza da dietro che non permette di decollare in sicurezza viene annunciato che la task è cancellata e si inizia a scendere con dei poderosi scuolabus che non temono la strada sterrata a tratti in forte pendenza che porta in decollo.
Qualcuno tenta il decollo nei pochi momenti in cui la brezza gira a 90° invece che venire da dietro gonfiando e correndo all'impazzata a 60° rispetto alla direzione di decollo  normale, saltando giù dallo sperone di nero granito sul quale si stende il decollo.
Dei nostri riescono ad andare in volo Christian, Nicola, Denis, Marco ed il sottoscritto che non aveva potuto scegliere giornata migliore per provare il nuovo Spectra della Flow Paragliders.
Appena in volo ovviamente approfondiamo nel sottovento e quando ci si inizia ad allontanare dalla zona d'ombra generata dalla conca del decollo si iniziano a sentire i primi rotori che complice l'attività termica è generosi cumuli rendono il tutti un bel divertimento. A tratti mi è sembrato di vedere Lucifero col fordone pronto a traffiggere il povero parapendista.
Superata la zona della morte tutto diventa gestibile con bellissime termiche fino a 6m/s e basi intorno ai 1300m.
Completare le formalità delle registrazioni e del safety briefing inizia la cerimonia di apertura con la classica parata per le vie della città che è molto apprezzata in tutto il sud america, conclusa con uno spettacolo pirotecnico e ovviamente accompagnata da fiumi su caipirinha.
Domani si comincia sul serio.
Ai prossimi aggiornamenti.




martedì 19 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 18 marzo.

Domenica sera Alberto e Marco, recuperate finalmente le attrezzature, raggiungono il team Italia a Baixo Gandu. All'appello manca solo l'attrezzatura di Nicola che, per fortuna, arriverà in albergo lunedì sera per la felicità di Donini jr.
Il trasferimento dalla città al decollo dura circa un'ora quindi alle 900 si parte anche perché qui il sole già alle 800 è ben alto nel cielo.
Denis propone una task di circa 56 km con start gate in uscita, prima boa a nord sul bordo in uno spettacolare cratere, poi a sudovest su un altro bordo del cratere  con  con la possibilità di scelte diverse che alla fine faranno la differenza, e per finire uno zig zag per tornare verso la città.
La task piace anche ad altre squadre e quindi diventa la task ufficiale della giornata con start alle 1200. Qualcuno a fine giornata si pentirà amaramente della scelta fatta perché mente ci si troverà a lottare in mezzo al cratere a 400m per non bucare, intorno il cielo di copre di cumuli bellissimo con basi intorno ai 1900m.
In sintesi fatta la prima boa a nord, un gruppo tenterà un dritto in mezzo al cratere che assicura la distanza minore alla boa, un altro gruppo continuerà a costeggiare il cratere verso sud ovest fino in boa facendo un semicerchio, un terzo gruppo percorrerà il cratere in direzione est percorrendo l'altro semicerchio.
Alla fine andrà meglio per chi avrà scelto i percorsi più lunghi ma sicuri. Chi è atterrato in mezzo al cratere, senza copertura telefonica e con 41°C alle 1400, ricorderà questa esperienza.
Chi si è divertito più di tutti è stato il nostro Giuliano che dopo un buco subito dopo lo start si è fiondato nuovamente in decollo con l'inseparabile Rubinho, tassista ufficiale del team Italia, per godersi un bellissimo volo in confluenza sotto i cumuli mentre qualcun'altro mandava invettive contro il cielo.
Dopo due giorni di volo il pericolo più concreto resta quello del caldo e della disidratazione se si atterra in posti isolati.
Ai prossimi aggiornamenti.

domenica 29 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 10 e risultati finali

Arriviamo un po' affaticati all'ultimo giorno di questa spettacolare Superficiale di Coppa del Mondo a Governador Valadares. La meteo sembra promettente, un po' ventoso ma le previsioni danno il vento da est in calo nella giornata, quindi viene data una prova di 91 Km, un triangolo a est di Ibituruna con atterraggio in città. Sulla carta nulla di particolarmente complicato, non fosse che in realtà le condizioni volgono verso una alta instabilità con vento in aumento. Alcuni momenti di tensione per i piloti che vengono letteralmente strappati dal decollo in termiche violente o alternativamente schiacciati al suolo in discendenze infinite. Localmente il vento influenzato anche dalle termiche arriva a 25 Km/h ma davanti al decollo a tratti si indietreggia verso ovest. La meteo totalmente diversa dalla previsione rende la prova molto più complicata, con due lunghi tratti con il vento molto sostenuto e contrario. Si devono rimontare le termiche senza appoggi a disposizione per cui alle volte si viene letteralmente buttati a terra dalla discendenza prima che si riesca ad entrare nel valore antistante.
L'ostacolo più grosso si incontra tornando verso Ibituruna, per riuscire ad attraversare la montagna sarà necessario fare tre volte base, pur essendo oltre 1900. Il tiro infinito verso le colline a nord di Valadares portano ad un'altra zona complicata, proprio in corrispondenza del cilindro, per poi proseguire verso est con il vento di nuovo quasi contrario a toccare il cilindro dell'ultima boa sul fiume, e poi tornare finalmente con il vento a favore verso la città.
Il francese Maxime Pinot lascia il gruppo saltando una termica nel lato controvento e riesce a mantenere il vantaggio. Chiuderà il percorso per primo in tre ore e tredici minuti, ben undici minuti davanti al grande Luca Donini secondo a meta. Finirà terzo in classifica per il calcolo dei Leading Points. Christian e Marco Busetta arrivano 5 minuti dietro nel gruppone.
Aaron arriva a meta in ritardo ma aveva a disposizione uno scarto. Anche Nicole arriva dietro alla diretta avversaria Seiko, e quindi si dovrà aspettare la classifica ufficiale per capire il risultato.

C'è poco da dire, quando in un evento di 10 giorni si arriva alla prova in doppia cifra, significa che siamo di fronte alla perfezione. Piccole sbavature nella organizzazione ci saranno sempre, ma i piloti hanno volato per trenta ore e quasi 1000 Km in ogni tipo di condizione meteo e percorso, per cui non credo ci possano essere alibi per nessuno. Le posizioni della classifica rispecchiano a mio parere i valori dimostrati durante questo evento dal livello piloti altissimo. È stata necessaria concentrazione, gestione delle energie e dello stress, tutte le cose insomma che fanno la differenza in un evento di questa durata oltre alle capacità tecniche.
Alla fine, vincitore praticamente incontrastato dell'evento è il nostro campionissimo ed eclettico Aaron Durogati, che ha dimostrato sul campo di essere il più forte.
Nicole Fedele, anch'essa leader della classifica femminile per buona parte dell'evento, finisce al secondo posto proprio all'ultima prova. Lei e la vincitrice Seiko Fukuoka se la giocavano sul filo dei punti, come spesso accade a questo livello, e l'ha spuntata la francese. Un poco di rammarico, chiaro, ma nulla da recriminare: Nicole ha condotto la propria gara in maniera quasi perfetta, e se si considera che è "solo" seconda con un trentaquattresimo posto assoluto in una Superfinale di Coppa del Mondo, si ha una idea chiara di quale livello di sfida stiamo parlando.
Nella classifica a squadre l'Italia è terza, dietro a Francia e Svizzera. Come risultati individuali, a parte Aaron e Nicole, non credo si sia ottenuto quello che si sperava all'inizio dell'evento, per qualcuno anzi è stato sicuramente deludente, ma in ogni singola prova abbiamo dimostrato il valore che possiamo mettere in campo, arrivando ad un risultato di squadra che tutto sommato meritiamo.
I nostri complimenti vanno chiaramente innanzitutto ad Aaron e Nicole, che hanno dimostrato di nuovo di essere le Leggende che sono, ma anche al resto della squadra, che sale sul gradino più basso di un podio con molti altri validi pretendenti.
Trovate le classifiche finale a questo link.

sabato 28 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 9

Penultima prova di questa Superfinale di Coppa del Mondo, anche oggi la meteo sembra ottimista anche se il vento potrebbe essere sostenuto, e per domani addirittura sembra ci si troverà in condizioni pre-frontali, che normalmente sono le migliori dal punto di vista della instabilità.
In effetti il vento sembra abbastanza forte da nord-est, ma gli organizzatori sono comunque ottimisti poiché le basi sono molto alte e il pre-frontale previsto per domani potrebbe anticipare un po'. Si disegna quindi una prova molto tecnica di 96 Km, una volta arrivati a Engeneiro Caldas si deve decidere in quale direzione andare per uscire da un cilindro di 20 Km, per poi rientrare sulla città e meta alla stazione di servizio 15 Km controvento.
Lo start è conveniente farlo in direzione del vento, in maniera da scendere poi con il vento a favore, ma sin dall'inizio è abbastanza sostenuto e dopo 45 minuti di volo rimontando il vento, con lo scarroccio quando è ora di partire ci ritroviamo tutti in zona decollo.
Si arriva a Engeneiro Caldas molto veloci, e poi tutto il gruppo decide compatto di seguire una rotta in appoggio sul crinale della valle ma in direzione del vento. Da subito sembra una rotta molto difficile ma pochissimi scelgono strade alternative perché significa rinunciare alla forza del gruppo. Il cilindro cadrà poi in una ampia zona di azzurro con forte discendenza, chi lo raggiunge senza una riserva di quota, perderà molto tempo a risollevarsi. Le basi a questo punto sono oltre 2300 metri che qui sono parecchi, e il vento in quota spinge i piloti oltre i 70 Km/h.
Di nuovo, la selezione la farà la quota con la quale si torna a Engeneiro Caldas, in basso la brezza è forte e la termica meno organizzata, la scelta giusta è fermarsi prima a fare la massima quota per poi avere una riserva tornando verso la meta controvento. Meta che, nemmeno a farlo apposta, si raggiunge da sud attraversando una enorme zona di discendenza, che metterà a dura prova i nervi dei piloti, insicuri fino alla fine di farcela.
Il primo, lo svizzero Sfetan Wyss, chiude in 2 ore e 47 minuti, alla ragguardevole media di quasi 33 Km/h. Tra gli italiani, bravissimo Franz in settima posizione davanti ad Aaron, Christian nei 15. 79 piloti a meta.
Oggi Nicole è a meta ma un po' in ritardo, per cui i giochi si decideranno domani con l'ultima prova, anche se parte comunque davanti a tutte le avversarie. Anche Aaron è stabilmente al comando della classifica individuale e l'Italia consolida la terza posizione dietro a Francia e Svizzera.
Trovate come sempre i risultati a questo link. Tutte le info in tempo reale sulla task sono sulla home page del sito PWCA.

venerdì 27 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 8


Per oggi le previsioni parlano di massa di aria stabile dovuta all'avvicinamento di una alta pressione, e vento abbastanza sostenuto da Nord-est, e sembra confermata da quello che possiamo vedere in decollo. Le basi si formano già alte, intorno ai 1700 metri sopra Ibituruna, ma sono molto radi e lasciano grandi buchi di azzurro.
La prova è di 104 Km, uno Zig Zag nella direzione del vento giù fino a Don Cavati. L'aria è secca e l'attività termica genera bolle abbastanza turbolente. Specialmente all'inizio della giornata non è particolarmente piacevole il volo, e inoltre per la prima volta in questa gara abbiamo assistito al classico "balletto" in decollo, con i piloti costretti a spostarsi più volte rincorrendo i cambi di direzione del vento.
Dopo la prima boa, posta a est del decollo, i piloti ritornano verso Alpercata in una enorme area azzurra di alta pressione, si finisce tutti bassi e chi riesce a incontrare la bolla giusta prende subito vantaggio. Il gruppo si sfalda e si prendono strade leggermente diverse. Se si trova il ciclo giusto si riesce a guadagnare molto vantaggio, è quello che succede a un gruppetto tra i primi che in un passaggio abbastanza tecnico dove è necessario superare un crinale da sottovento, riesce ad agganciare un ascensore di 6 m/s che regala loro un distacco notevole sui rimanenti. In questo gruppo ci sono Aaron, Luca e Joachim. Tutti però i piloti di testa a circa metà gara finiscono bassi nella valle di Engeneiro Caldas e con la stabilità della giornata e le brezze negli strati bassi faticano a riprendere quota, da dietro sopraggiungono gli inseguitori sopra i 2000 metri beneficiando di un ciclo termico abbondante e ci si ricompatta tutti tranne il gruppetto di testa che mantiene un buon vantaggio.
Ultima difficoltà a fine gara, rientrare nella valle di Don Cavati da Est, le colline generano sottovento e discendenza, facendo arrivare corti a meta alcuni piloti.
Vince il francese Maxime Pinot, davanti ai grandissimi Luca e Joachim che non hanno sbagliato davvero nulla. Aaron subito dietro. Tutti gli italiani sono a meta, 94 piloti in tutto, Nicole terza nella femminile.
La classifica generale è ormai abbastanza delineata, ma il gioco degli scarti con il sistema FTV può ancora cambiare le carte in tavola. Aaron e Nicole difendono il loro primato anche oggi volando esattamente come devono, e l'Italia conferma la propria terza posizione con un secondo posto di giornata dietro alla Francia.
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PWC Superfinal 2016 - Task 7

La mattina presto ci sorprende un cielo completamente azzurro, del tutto inusuale a Valadares. Lascia presagire vento piuttosto forte, e così è in effetti: arriviamo in decollo con le maniche a vento belle tese. Col passare delle ore i cumuli si cominciano a formare con una base abbastanza alta e il vento si smorza. Viene fuori una giornata davvero promettente, la commissione piloti ci crede e disegna una task "a corridoio" di 113 Km. È un tipo di task moderno, dove cilindri concentrici da toccare alternativamente in ingresso e in uscita generano appunto una corsia lungo la quale muoversi per raggiungere la meta posta oggi all'aeroporto di Caratinga.
La prova è indovinata e sarà estremamente veloce, con i primi a meta in poco più di 3 ore. La particolarità del disegno però ha messo a dura prova gli strumenti di volo, che in molti casi hanno calcolato rotte ottimizzate fantasiose e quindi ogni tanto lungo il percorso si staccavano alcuni piloti che seguendo il proprio strumento andavano nelle direzioni più disparate.
Si passa dalla convergenza di Engeneiro Caldas che funziona e permette di coprire 15 Km a base spingendo, poi l'unico passaggio impegnativo è toccare il cilindro in uscita posto in corrispondenza di Don Cavati. Chi lo fa più a sud, lungo la linea ideale, poi deve riuscire a rimontare il vento e collinare per entrare nella valle che porta a Caratinga. La brezza è abbastanza forte da rompere le termiche e quindi da basso non si sale più.
Chi passa ha poi a propria disposizione una autostrada di cumuli per coprire gli ultimi 40 Km.
Vince la prova l'inglese Russell Ogden, Joachim è terzo. Purtroppo un problema all'acceleratore toglie la gioia del goal a Luca, Christian è dodicesimo e Aaron nei 15. Nicole è terza in classifica femminile ma in ottima posizione nel gruppo dei primi.
In classifica generale Aaron e Nicole sono sempre stabilmente al primo posto, mentre l'Italia recupera una terza posizione più che meritata.
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martedì 24 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Prime impressione sulle nuove vele

Immaginiamo che in Italia siano tutti interessati ad avere qualche commento di prima mano sui nuovi materiali presentati a questa Superfinale.
I particolare, la nuova vela omologata CCC della GIN, il Boomerang 11, e l'Ozone Zeno, omologato EN D.
Quello che si è visto in questi giorni è che il Boom11 ha ottime prestazioni, sia in salita che il velocità, sfruttando la nuova omologazione CCC 2017 che dovrebbe permettere di ottenere vele ancora più performanti rispetto alle precedenti.
Lo Zeno, a sua volta, risulta assolutamente competitivo in tutti gli aspetti con le vele da competizione, pur avendo una omologazione standard. In condizioni deboli però l'Enzo 2 sembra avere ancora un vantaggio, tanto che alcuni piloti arrivati in Brasile con entrambe stanno chiedendo di poter cambiare e utilizzare la vela da competizione.
In queste condizioni è molto difficile sbilanciarsi sulla stabilità e sulla difficoltà dei vari mezzi, ma pare chiaro a tutti che lo Zeno sia la più semplice delle vele competitive presenti, e quindi un giudizio su queste caratteristiche lo rimandiamo alle tappe alpine.
Possiamo però dire con certezza che siamo di fronte a due cavalli di razza, ognuno con i propri punti di forza e le proprie peculiarità.
Lo Zeno è già presente sul mercato, mentre per il Boomerang 11 bisognerà aspettare la commercializzazione.

PWC Superfinal 2016 - Task 6

La stanchezza comincia a farsi sentire, cinque prove disputate in cinque giorni, tanti Km e tante ore di volo. Domani sarà rest day e in molti ne hanno davvero bisogno.
La giornata di oggi sembra la migliore della settimana, limpida e con le basi che si alzano rapidamente. La prova è di 93 Km, un triangolo con primo lato a nord-est, nella zona più complicata dell'area di volo, poi direzione Ovest verso le colline a nord di Valadares, un tiro a Sud una quindicina di Km oltre Ibituruna e meta di fronte al decollo.
La gara si preannuncia subito veloce, valori fino a 7 metri e basi oltre 1900 rendono il gioco diverso dalle giornate precedenti. Questa meteo però ha anche delle controindicazioni: in un posto come Valadares: potenti termiche sotto ai cumuli molto alti generano vaste aree di discendenza altrettanto forte, se si salta la termica si deve poi avere la quota necessaria a raggiungere la successiva con planate davvero terribili. Quelli che oggi finiscono la gara anzitempo in condizioni così generose lo hanno sperimentato nella maniera peggiore.
Tornando verso sud dalla seconda boa, la differenza la fa riuscire a saltare sopra al decollo agganciando subito le termiche più potenti, prendendo un notevole vantaggio su chi deve tirarsi su da basso. Poi si va veloci fino all'ultima boa e di ritorno, in condizioni sempre generose.
L'ultima difficoltà è il cilindro della fine sessione velocità, che come già visto in altre prove cade proprio sulle colline più alte in zona decollo. Si deve partire sicuri di sorvolarle, altrimenti si rimane bassi cercando di salire per riuscire a fermare il proprio tempo. Non solo, può anche succedere che si rimanga impantanati nella stabilità dei bassi strati senza proprio più riuscire a risollevarsi. Purtroppo anche Alberto e Aaron fanno questo errore perdendo molte posizioni, mentre Luca addirittura non riuscirà a chiudere.
Come previsto, la media dei primi superi i 30 Km/h. Primo a meta il brasiliano Samuel Nascimento, che da cronista si è inventato un percorso alternativo che ha pagato. Dei nostri, Franz in una ottima nona posizione, davanti a Christian e Aaron, con Joachim nei 20.
Nicole ancora seconda dietro alla francese Laurie Genovese, a meno di 10 minuti dai primi. Come nazione siamo andati abbastanza bene ma poteva andare molto molto meglio.
Aaron continua a guidare la classifica generale, come Nicole nella femminile. L'Italia è quarta dietro a Francia, Svizzera e Brasile, che gioca in casa ma rimane abbondantemente alla nostra portata.
Domani ricaricheremo tutti le batterie e ci presenteremo freschi per le prossime quattro prove a concludere questo evento.
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PWC Superfinal 2016 - Task 5

Come già detto nelle puntate precedenti, per qualche giorno la meteo dovrebbe andare migliorando per effetto dell'innalzamento della pressione collegato all'allontanamento della linea di convergenza intertropicale.
In decollo però il cielo si presenta molto coperto, i cumuli già invadono buona parte del cielo creando molta ombra, e ci si aspetta il passaggio di cirrostrati.
La prova disegnata è senza dubbio una delle più interessanti volate qui a Valadares: dopo lo start in zona decollo, ci si spinge verso est una quarantina di Km raggiungendo zone assolutamente selvagge dove nessuno di noi si era mai spinto prima, per poi tornare verso sud-ovest al passo tra Don Cavati e Enegeneiro Caldas, con meta in quest'ultima. 95 Km sorvolando il nulla.
Fin dall'inizio le condizioni risultano molto meno generose di quello che si sperava, il gruppo si trova spesso basso alla fine delle transizioni, e qui subentra la capacità di sopravvivere aspettando il ciclo giusto. Raggiungere la prima boa sarà lento e complicato. Chi gira la boa e aggancia, prende un notevole vantaggio anche perché un varco tra i cirri permette di cambiare marcia e accelerare notevolmente. Si fa davvero fatica a salire da quote basse e chi non vi riesce sperimenterà probabilmente il recupero più lungo e avventuroso della propria carriera. Alcuni piloti rientreranno solo a notte fonda. Il sole non dura molto perché di nuovo dopo un'ora le condizioni si spengono nell'ombra, e di nuovo chi capisce e tira il freno riuscirà a rimanere alto e passare questa difficoltà senza attardarsi. L'ultima parte nella convergenza della serra di Engeneiro Caldas è molto potente sopra una certa quota con i piloti che arriveranno altissimi, mentre sotto si viene schiacciati a terra in discendenza.
Prova agrodolce per la squadra italiana, con Aaron che taglia la linea davanti a tutti, Nicole che si piazza molto bene nel primo gruppo, seconda dietro alla polacca Claudia Bulgakov, ma con Luca corto a meta insieme a Michele e anche Joachim che rimane lungo il percorso.
Aaron guida la classifica generale come Nicole nella femminile, ma la squadra italiana accusa il colpo. Speriamo in meglio per le prossime task. La gara è ancora lunga, e la meteo sembra promettere ancora molto da raccontare.
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lunedì 23 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 4





La linea di convergenza intertropicale, che regola il clima del Sud America, si sta lentamente allontanando verso nord, e questo significa che nei prossimi giorni avremo meteo in miglioramento, venti più deboli e alta pressione.
Oggi ancora ci svegliamo con il cielo coperto e la base bassa, ma man mano che passano le ore la giornata si fa più interessante.
La commissione piloti ci crede molto e da una prova di 101 Km, un triangolo giù a sud oltre Engeneiro Caldas, e di ritorno a Valadares con un punto di passaggio a est.
Il vento prevalente da nord-est fa pensare ad un ritorno difficile, e invece una volta partiti abbiamo tenuto una media relativamente bassa proprio a scendere con il vento a favore, lunghe zone stabili senza cumuli hanno reso i primi 20 Km abbastanza tecnici, poi la giornata è maturata e i valori sono diventati buoni e continui, rendendo il ritorno abbastanza agevole.
L'end of speed section posto proprio in corrispondenza delle colline di Ibituruna hanno reso abbastanza tecnica anche la parte finale, con alcuni piloti bassi che hanno dovuto trovare il modo di salire per riuscire a raggiungere la linea di meta, posta nelle vicinanze del fiume.
Alla fine la task è stata veloce, 28 Km/h di media per un triangolo in pianura non è per nulla male.
Vince la task meritatamente il francese Maxime Pinot, secondi a parimerito  i nostri Aaron e Luca che hanno volato alla grande anche questa prova. Joachim undicesimo e Christian nei 20. Nicole si piazza quarta delle donne e l'Italia è seconda di giornata dietro allo squadrone francese, presente con ben 44 piloti.
Dopo 4 prove valide si comincia a delineare anche la classifica generale, che vede in testa lo svizzero Stefan Wyss, già vincitore della scorsa Superfinale, ma al secondo posto troviamo Aaron e al quarto Luca. Nicole è in testa alla classifica femminile, mentre l'Italia è terza dietro a Francia e Svizzera.
La gara comunque è appena iniziata, tutti i giochi sono ancora aperti.
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sabato 21 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 3

Appena svegli guardando fuori dalle finestre era difficile essere ottimisti: copertura totale, cielo grigio molto basso.
Saliamo in decollo e lentamente la situazione migliora, verso mezzogiorno si vede addirittura il sole.
Si decide per una kast di 83 Km che sembra molto ottimista, anche perché interessa la zona nord-ovest dell'area di volo, notoriamente la più ostica. Inoltre, il tema di gara è disegnato in maniera tale da obbligare i piloti a rimontare il vento per posizionarsi nel punto migliore del cilindro di start, quindi praticamente tutti i piloti decollano subito e si tuffano in una corsa contro il tempo ancora prima che la vera gara abbia inizio. Le condizioni sembrano meglio del previsto, si incontrano facilmente buoni valori anche nel piano privo di cumuli e quindi si diventa più ottimisti. All'apertura dello start gli italiani sono praticamente tutti nel punto migliore dello start, per cui si parte con i migliori presupposti. Due termiche e dei 22 Km da coprire per arrivare alla prima boa ne rimangono 8. A questo punto, però, avviene quello che non ti aspetti più: sopraggiunti alle prime colline, con il piano quindi ormai alle spalle, il groppone di testa si infila in una conca al sole che al contrario di ogni più ovvia considerazione, sembra del tutto prima di qualunque attività termica. Viene esplorata in ogni suo anfratto ma alla fine del gruppo di testa ne usciranno in volo solo una decina.
E, di nuovo contro ogni aspettativa, da dietro sopraggiungono coloro che hanno scelto o sono stati obbligati a seguire il fiume, e riescono a salire abbastanza facilmente.
Degli italiani solo Joachim e Aaron sono ancora in volo, e in 3 ore e sedici minuti Joachim riesce a vincere questa prova molto difficile. Aaron finisce in quinta posizione. Complimenti quindi a Joachim per una grande vittoria di prova in una Superfinale!
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Anche per domani le previsioni sono incerte, vedremo come evolve la giornata.

venerdì 20 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 2

Oggi la giornata si preannunciava come un "clasico" valadarense: base intorno ai 1500 metri, vento debole da nord, copertura abbastanza sviluppata.
La prova è di 86 Km, con un tiro iniziale di 30 Km verso est in zone finora inesplorate, per poi tornare verso il fiume e arrivo a meta sul passo tra Engeneiro Caldas e Don Cavati.
Il cielo carica molto e sembra che debba scaricare da un momento all'altro, ma poi dopo lo start pian piano si asciuga. Raggiungere la prima boa col vento al traverso è abbastanza complicato, come si preannunciava. In tante prove disputate a Valadares non ci eravamo mai spinti cosi interni verso le montagne a est, i panorami sono davvero selvaggi e inusuali per gli europei.
I gruppi continuano a raggrupparsi e a disgregarsi in base a chi e dove aggancia il valore migliore. Finalmente si gira la prima boa e il primo gruppo abbastanza numeroso si butta a favore di vento verso la seconda boa e di ritorno verso la civiltà.
Attraversare la valle di Engeneiro Caldas sarà la parte più complicata, la zona è molto stabile e priva di cumuli, i cicli termici sono abbastanza radi e in molti atterrano in questa pianura.
Chi passa poi raggiunge abbastanza agevolmente la seconda boa ma è sempre difficile trovare valori buoni di termica, i cumuli si sono diradati e chi riesce a centrare un buon ciclo guadagna molte posizioni.
Tre svizzeri partono da soli sotto al gruppo e prendono vantaggio che non sarà più recuperabile. Chiudono con 10 minuti di vantaggio sul gruppo che in una Coppa del Mondo di parapendio è una vita.
Dietro infatti Alberto Vitale e Luca Donini tirano all'ultimo sangue convinti di essere i primi. Finiranno comunque davanti al gruppo. Purtroppo alla festa non può partecipare Joachim che arriva corto di pochi metri sulla linea.
Più di 80 piloti a meta anche oggi, gli italiani si sono piazzati terzi come nazione, con Luca in quarta posizione e Alberto settimo, per cui direi una buona giornata.
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Per domani si prevede una giornata più debole e generalmente di qualità inferiore, ma come sempre le previsioni qui non sono particolarmente attendibili.

giovedì 19 gennaio 2017

PWC Superfinal 2016 - Task 1

Per la prima prova della Superfinale di Coppa del Mondo, Valadares offre tempo instabile e vento piuttosto sostenuto dai quadranti settentrionali fin dal mattino.
Viene disegnata una task di 80 Km, che dopo lo start in direzione del fiume scende zigzagando fino alla meta a Don Cavati.
Prima della partenza della gara in decollo arrivano due scrosci d'acqua abbastanza consistenti, il secondo dei quali con i piloti già in volo e che rischia di metterne a terra davvero molti. Il suolo bagnato smorza parecchio le condizioni e riuscire a lasciarsi alle spalle Ibituruna diventa abbastanza complesso. Si finisce bassi a rimontare il vento per poi buttarsi verso est. Le condizioni vanno poi migliorando e i valori delle ascendenze finalmente cominciano a farsi sentire. Si corre abbastanza fino alla seconda boa dove il primo gruppo perde un po' di tempo ad agganciare e ci si ricompatta.
La boa successiva cade nella valle a est di Engeneiro Caldas, nella cui ombra molti dovranno aspettare il ciclo giusto per rifare quota. A questo punto la scelta giusta è ributtarsi verso la valle principale dove la convergenza inizia a lavorare, chi rimane a est finisce nel vento fino alla fine della valle dove risulta molto complicato riuscire a fare la quota necessaria a saltare il passo che apre la strada verso Don Cavati.
Entrati nella valle di Don Cavati le condizioni sono estremamente generose e conta riuscire a tenere giù di più la pedalina.
Il primo a meta sarà il nostro Aaron Durogati, ma con i leading point diventerà terzo dietro allo svizzero Tim Bollinger e al francese Maxime Pinot. Luca Donini quarto.
Una cinquantina di piloti a meta in dieci minuti, 87 in tutto.
Nicole Fedele è terza a meta nella classifica femminile.
Per i prossimi giorni la meteo sembra promettere bene, ma come detto più volte l'attendibilità in queste aree geografiche non è paragonabile alle nostre.
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