venerdì 1 luglio 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 4.

Cominciamo dalla fine.
Nella planata finale verso l'ultima boa e la End of Speed Section abbiamo volato tra due temporali, con pioggia e fulmini che ogni tanto illuminavano il cielo di un colore viola cupo.
Le previsioni della giornata recitavano:
Weather forecast, Thursday - 30.06
It will be a sunny day with some clouds, especially on the mountains. The  flight ceiling (thermal top) it is expected around 2500-2900. 
The wind will be light, from N, the local breezes will predominate. Wind gusts can be twice stronger or even more.
On the macro scale, the wind direction will be light S-SE, 5 km/h and this can produce some turbulence at thermal top.
The temperatures will reach 35 degrees in the afternoon, while the UV index rise 9.
The pressure is decreasing during the day form 1016hPa.
Nessuna indicazione su potenziali sovrasviluppi. L'assenza di stazioni meteo nelle vicinanze e di radiosondaggi hanno come conseguenza quella di avere previsioni inaffidabili e per questo sport può fare la differenza tra arrivare in goal col sorriso o farsi male.
Considerate le previsioni meteo promettenti, viene quindi predisposto un percorso di gara di oltre 110km tra alto crinale e pianura. Tuttavia già alle 1200 ci sono dei congesti lungo il percorso assegnato pertanto il tema di gara viene modificato per due volte fino a decidere per una task di 88km che ci porterà a Nord oltre la piana che si estende tra Clopotiva ed Hateg, superare Hunendoara ed il suo bellissimo castello gotico dei Corvino eretto nel XIV ed i suoi castelli in stile kitsch contemporaneo eretti dagli zingari possidenti di Romania.
Lo start pilon è un cilindro di 42km che cade appena a sud del decollo lungo il suo crinale principale. Poi si va verso la prima boa che si trova in prossimità della città si Deva. Poi si torna a Sud verso Clopotiva con una boa di disimpegno poco a SE del decollo e  poi si punta il costone del decollo per uscire dal medesimo cilindro dello start di 42km. Infine si va verso il goal a 7km.
Appena in decollo grazie all'aiuto di Tiziano, Luca e Federico N. riesco a fare un confronto tra il mio Enzo3 e quello di Valerio per cercare di capire il motivo dell'impossibilità di spingere tutto se non avendo continue chiusure delle orecchie e appare evidente che la mia è picchiata su A3 di circa 10mm. Cerco quindi di sfilare con un ago il rincalzo che è stato fatto su A3 e con non poca fatica riesco a sfilare il cordino che è stato infilato nell'anima della linea AR3. Non ho tempo per fare una prova in volo prima dell'inizio della task, quindi scoprirò se lemcose sono migliorate solo in gara.
In attesa dell'apertura dello start ci posizioniamo tutti nell'ormai classica termica di sottovento dietro il decollo che ci porta 2800m.
Alle 1345 si parte per verso N per percorrere i 39km che ci separano dalla città di Deva, prima boa. Io riesco a fare un ottimo start ma Joachim è anche questa volta il migliore e plananso il connubbio tra la sua vela, il nuovo imbrago "submarine" nelle sue mani fanno in modo evidente la differenza.
Superate la prima linea si colline si inizia a sentire aria un po' turbolenta e a scendere, segno che a breve incontreremo un'ascendenza. Così è ma il valore non è un granché quindi si continua verso un bellissimo cumulo che si è formato sulla rotta per la boa e dove si sale intorno ai 4m/s.
La modifica fatta in decollo sembra funzionare bene e assaporato finalmente il piacere di andare "a stecca" senza il timore che da un momento all'altro l'estremità alare si chiuderà.
È un piacere andare a full bar!
Man ano che si va verso la boa le condizioni sono sempre più generose e la maggior parte dei piloti riesce a smarcare la boa sopra i 2000m e iniziare in rientro verso Sud con un buon margine di quota per cercare termica.
Sulla via del rientro è ben evidente che i contesti presenti sulle cime più a Sud stanno degenerando e infatti quando ripassiamo sulla città di Hunendoara il cappello del nembo che si è formato manda in ombra il percorso lungo la rotta ottimizzata. Ciò nonostante il primo gruppo decide di continuare nell'ombra confidente che i cumuli che sono ancora presenti sotto l'ombra del nembo siano ancora attivi.
Io ho bisogno di un buon risultato e arrivare 40° non mi aiuterebbe in classifica pertanto insieme a Paolino e Valerio faccio una scelta diversa. Andiamo al sole deviando verso Ovest, allungando il percorso ma con maggiori possibilità di trovare termica forte. Ci dirigiamo verso il lago di Cincis dalle cui rive sabbiose parte una zona collinare boscosa e senza atterraggi. In alcune situazioni non bisogna guardare per terra ma solo avanti e crederci! Se si è intimamente convinti di trovare termica e salire le possibilità che succeda aumentano.
È così infatti, troviamo un buon valore che con la quota diventa ottimo fino a 4-5m/s. Vediamo in lontananza il promo gruppo basso che fatica a salire nell'ombra e lentam cerca di rimontare le colline a ovest di Hateg.
Tra me e me inizio a pensare che questa è la volta buona per fare podio di task.
Quasi a base cumulo partiamo in direzione sud e appena mettiamo il muso davanti alle colline di Hateg con il gruppo in difficoltà troviamo una zona di ascendenza immensa. Andando a speed dritti saliamo a 3-4m/s. Davanti a noi e alla nostra sinistra sta iniziando a scaricare e la pioggia e l'aria fredda di caduta sta facendo sollevare la massa d'aria calda a contatto con il terreno.
Per il momento la gara è ancora in corso quindi continuiamo. Siamo a efficienza 12 dal goal e mancano circa 14km. Trovato il core faccio qualche giro e a 2900m parto. Continuo a salire pericolosamente verso il limite di quota fissato a 3050m, pertanto affondo sull'acceleratore cercando di limitare la salita. Per fortuna quasi a 3000m esco dalla zona d'ascendenza e proseguo verso la boa.
Pochi metri prima della boa quasi contemporaneamente di vedono due fulmini. Il primo davanti oltre la boa ma vicino dove sta gia piovendo, il secondo verso le creste più a alte a Sud. Nonostante ciò ancora nessun segnale da parte del Direttore di gara. La gara prosegue 
Smarcata la boa mi dirigo verso il costone principale per fare l'intima boa ed andare in goal. L'efficienza richiesta e circa 6,5 quindi è fatta.
Quando manca meno di un chilometro allultoma boa viene comunicato " the task is stopped".
Peccato per me perché avrei fatto un ottimo risultato, ma considerate le condizioni la scelta di fermare la gara è stata corretta.
Seppur abbiamo volato per più di tre ore percorrendo oltre 70km il sistema di punteggio devaluta la prova assegnando al primo solo 802 punti e appiattendo i distacchi tra i piloti.
Risultato? Con il cervellotico sistema di scarti FTV quasi tutti terranno in classifica questa task ancorché il punteggio non sia il peggiore tra le task disputate.
Vince la task G. Carter, io sono il primo degli italiani a 20 punti, subito seguito in 17° posizione da Paolino Veratti, poi 24° Valerio Marchetti, poi nella 27° posizione a parimerito Joachim Oberhauser, Marco Littamé e Federico Nevastro, poi Tommaso Carlini, Luca Mammucari e Tiziano Trambaioli.
Siamo alla quarta task quindi nella classifica generale viene scartata una task intera. Nella competizione Joachim Oberhauser resta prima confermando di essere il migliore ed in uno stato di forma strepitoso.



giovedì 30 giugno 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 3.

Ogni mattina vengono inviate ai piloti le previsioni meteo del giorno. Per oggi danno basii intorno ai 2000m AMSL, venti deboli da NNE al mattino in aumento nel costo della giornata e in rotazione da E, mentre in quota è previsto SSO pertanto ci si aspetta che a base cumulo possa essere turbolento soprattutto in prossimità delle creste. Pertanto viene assegnato un percorso di gara di 66 km che si sviluppa verso N in pianura, lontano dai costoni e dalle creste.
Il cilindro dello start molto ampio da la possibilità di scegliere diversi punti per posizionarsi, poi si va verso N dove a circa 17km in prossimità di una bassa linea di cresta di trova la seconda boa, poi si vira verso E dove dopo circa 16km in prossimità della città di Hateg si trova la seconda boa. Poi inizia un lunghissimo traverso di 21km verso S per rientrare in prossimità del decollo, smarcare l'ultimo turn point e tornare verso N in piana verso la End of Speed Section ed il Goal a circa 9km.
Sulla base dell'esperienza dei giorni passati lo start viene fissato più tardi, alle 1345 affinché le condizioni di termica siano migliori.
I primi a decollare fanno un po' fatica a salire davanti al decollo e qualcuno inizia a dubitare che un percorso di gara così tanto in pianura sia fattibile.
Circa mezz'ora dopo i primi decolli le condizioni migliorano e dietro il decollo sopra una parete in sottovento esposta a S si forma un bel cumulo con base a circa 2650m giusto per confermare che le previsioni meteo qui in Romania sono da prendere con le molle. 
Pochi minuti prima dell'apertura dello Start Pilon siamo tutti a 2650 a 1,6km dal cilindro, qualcuno in nube e qualche altro più basso in prossimità del cilindro. Purtroppo il cumulo sotto il quale stavamo aspettando pazientemente ed ordinatamente, terminato il suo ciclo, ha iniziato a dissolversi e come succede in questi casi, si è creato il caos. I piloti iniziano ad andare da tutte le parti come mosche impazzite facendo a sportellate per cercare di perdere meno quota possibile in attesa che qualcuno trovi un'altra ascendenza. Purtroppo prima di riuscire a trovare un'altra ascendenza lo start ha aperto e quindi sono dovuto  partire in svantaggio di quota rispetto ad altri.
Partiamo così in direzione S verso la prima boa passando sopra la linea si colline a NO del decollo. Dopo qualche chilometro si trova termica e il gruppo si ferma a rifare quota mentre qualcuno prova subito a scappare nella speranza di trovare ascendenza più forte e prendere vantaggio. Ed è così infatti, poi andiamo avanti e più le condizioni migliorano e si è così già creato un distacco tra i primi e gli inseguitori. Prima della boa si trova altra ascendenza forte e si sale fino a 2700-2800m per poi dare la boa e virare in direzione est per la seconda boa. Qualcuno che ha azzardato ad andare basso ora di trova a lottare contro il vento mentre in quota si viaggia senza grossi problemi. 
Fatta la boa nelle vicinanze di Hateg si inizia il  rientro verso le collinette a NO del decollo. Le condizioni sono davvero eccezionali e le termiche raggiungono i 6m/s e la base è sopra i 3000m, tant'è che qualcuno sforerà di qualche metro il limite imposto di 3050m, ma senza essere penalizzato per sua fortuna.
Oggi Clopotiva sta davvero facendo vedere a tutti le enormi potenzialità che offre per il volo in parapendio.
Arrivati alla boa sulle collinette si fa la quota necessaria per andare in goal con un'efficienza richiesta ragionevole, intorno a 7:1 ma l'ultimo parte controvento è addirittura in buona parte tutta a salire, tanto da farmi arrivare in goal con più di 700m sopra l'atterraggio ed in ritardo rispetto ai primi.
Taglia per primo la ESS Joachim Oberhauser ma, in virtù del nostro discutibile sistema di punteggio,  vince la task  A. Tallia, Joachim secondo e terzo S. Mettetal. Luca Mammucari finalmente mette dentro una bella task chiudendo in 18° posizione, Federico B.Manzone 31° e a seguire gli altri.
In classifica generale il nostro Joachim consolida la prima posizione.




mercoledì 29 giugno 2022

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 1.

Paragliding World Cup Romania 2022.
Task 1.
Dopo la pausa forzata di ieri a causa della possibilità di temporali che poi non ci sono stati, oggi si comincia.
Le previsioni danno basi tra i 2000 e i 2500 m AMSL con venti deboli da NNE.
Viene assegnata una task di circa 73km con start sul costone, poi si va verso est lungo il costone, poi si attraversa trasversalmente la pianura per andare a toccare il cilindro della boa in direzione NO, rientro verso la boa dello start in prossimità del costone e poi ultimo tratto in piana contro vento per raggiungere la End of Speed Section ed il goal.
Lo start è fissato alle 1345 e l'apertura della finestra di decollo alle 1230. Tutti decollano presto perché l'esperienza del training day dice che all'inizio si faticherà a salire.
I cumuli sono sulle creste più alte mentre in prossimità dello start solo qualche barbula e si riesce a salire solo fino a 1800m nulla di più, si preannuncia una giornata molto dura soprattutto considerato i tanti chilometri che ci aspettano in pianura.
Alle 1345 si parte in direzione est. La linea migliore sembra essere quella appena fuori lungo il piede del costone. Arrivati in prossimità del decollo dovremmo fare rifornimento di quota per prepararci al traverso e arrivare a quota di sicurezza dall'altra parte, invece dopo pochi giri a soli 1400m il gruppo parte. Siamo ancora pressoché tutti insieme quindi non dovrebbe essere difficile trovare termica pertanto decido di seguirlo.
Dall'altra parte si fatica non poco a salire e Luca Mammucari atterra nel greto di un fiume.
Tornati a quota di sicurezza si continua in direzione est verso la boa ma non lungo i costoni che non portano, ma appena fuori. Arrivati alla boa qualcuno prova a continuare lungo il percorso ottimizzato che punta direttamente in pianura in direzione NO, mentre altri, compreso io, tornano indietro qualche chilometro paralleli al costone allontanandoci dalla rotta ottimizzata. 
All'inizio il gruppetto che ha scelto la piana sembra aver trovato una buona linea e li vediamo alti in direzione della boa. Superato l'abitato di Cârnești però ci ricongiungiamo con loro e proseguiamo verso la boa che si trova in quota su una gruppo di montagne. Smarcata la boa troviamo finalmente un buon valore che ci riporta a 1800m, quota che ci consente di dirigerci in direzione Sud e scavallare una serie di montagne che ci separano dall'ultima boa in prossimità del costone. Arrivati in boa c'è termica e si fa la quota necessaria per l'ultima planata verso il goal. Quando lo strumento fa efficienza richiesta 7 parto dietro i primi, ma la planata è davvero pessima e dopo qualche chilometro ci dobbiamo fermare a rifare quota. Tra i primi ad agganciarla c'è il fenomenale Joachim Oberhauser. Fatto qualche giro si parte a tutta Speed verso la End of Speed Section.
Purtroppo la mia vela continua a chiedere l'orecchia sinistra a full speed e sono costretto a tenere un dito su B3 per prevenire la chiusura ma ogni tanto ciò non è sufficiente e sono costretto a mollare l'acceleratore riaprire l'estremità chiusa e affondare di nuovo l'acceleratore, ma così facendo perdo qualche posizione.
Come nel training day la zona in prossimità del canale che porta acqua a dei bacini artificiali nella piana è molto generosa e quasi tutta a salire, così arriviamo tranquillamente a meta.
Chiude primo Nicolas DINH, seguito a un secondo da Joachim Oberhauser, io a 55 secondi dal primo mi classifico 18, poi a seguire Tommaso Carlini 19°, Tiziano Trambaioli 22°, Federico Brown Manzone e Paolino Veratti 29°, Valerio Marchetti e Marco Littamé, che ha volato lungamente davanti ma è stato sfortunato sul finale, 47°, Federico Nevastro 93°. Purtroppo non riescono a completare il percorso di gara Silvia Buzzi Ferraris e Luca Mammucari.
Personalmente considerato che dopo la Pre-PWC a Brasov non avevo più volato, sono soddisfatto del risultato.

https://live.pwca.org/scores/

Sarà una gara lunga e il posto ha già fatto vedere di non essere per nulla facile e scontato.
Ai prossimi aggiornamenti.

Paragliding World Cup Romania 2022. Task 2.

Paragliding World Cup Romania.
Task 2.
Alle 10.00 si parte per il decollo su una strada sterrata polverosa ma bel tenuta (come la quasi totalità delle strade qui in Romania, loro si che hanno imparato dai romani, noi italiani invece lo abbiamo dimenticato) che sale dolcemente sulla montagna sino ad un grandissimo pratone erboso, il decollo.
Le previsioni per oggi danno la possibilità di sovrasviluppi ma non nella nostra zona, venti da NNE ma più sostenuti di ieri, in modo particolare nella valle che sale a ovest del decollo.
Viene assegnato un percorso di gara di 86km che dopo una primo tratto in direzione Ovest quasi alla fine della valle, poi si rientra lungo il costone fino a Clopotiva per smarcare un grande cilindro di 7km di raggio, per poi andare  dentro le creste più alte verso sud, uscire nuovamente sulla boa in piana di raggio di 7km e rientrare un'ultima volta sulle creste più alte del massiccio del parco nazionale del Retezart.
Fatta la boa il cui cilindro resta in sottovento ad una linea di cresta, si va dritti verso la piana per  con il goal a circa 17km.
Lo start è fissato alle 13.30 e si inizia a decollare alle 12.30 per cercare di salire, cosa non scontata ad inizio giornata su un costone esposto a Nord come abbiamo imparato nei giorni scorsi, e posizionarsi in prossimità del cilindro in una zona attiva per riuscire a stare sempre alti.
Ci sono diversi gruppetti e quasi allora di apertura dello start pilon coloro che sono andati a girare termica di sottovento dietro il decollo riescono a salire meglio fino a 2000m AMSL e partono, seppur più distanti, con vantaggio di quota rispetto agli altri che arrancano tra i 1700-1800m.
Andando in direzione Ovest verso la boa si viaggia bel oltre i 60km/h segno che c'è un bel vento in cosa con cui bisognerà fare i conti al rientro.
Chi è più alto riesce a tenere la linea del crinale più alto, mentre chi è in basso deve fare i conti con una serie di crinali che scendono ortogonalmente alla valle e che sono avari di termica.
Smarcata la boa si fa dietro front in direzione del decollo e tornando ci si ferma diverse volte a salire perché nei traversi si scende parecchio dovendo lottare con il vento. Chi è più basso si trova spesso nel sottovento dei crinali e qualcuno è costretto ad atterrare, tra questi Luca Mammucari, Tommaso Carlini e Federico Brown Manzone, mente riesce a salvarsi Marco Littamé che trova termina in piana e fa contenti altri che stavano per mettere le gambe dall'imbrago per atterrare.
Il resto della ciurma, me compreso, riesce a rientrare nella zona dove la valle si allarga e finisce l'effetto Venturi che accelera la brezza.
A circa 1000m (350m AGL) su delle basse colline agganciamo un termica che ci porta sopra i 1800m permettendoci di proseguire verso la boa in prossimità dell'abitato di Clopotiva. Il gruppetto che ci eravamo lasciati dietro aveva invece trovato un buon valore di termica e ce lo troviamo altissimo sopra di noi.
La gara è ancora lunga e con qualche buona linea sarà possibile recuperare lo svantaggio di quota.
Smarcata la boa il gruppo di testa con Joachim Oberhauser, Valerio Marchetti, Tiziano Trambaioli e io qualche centinaio di metri indietro, fa rotta verso il costone per cercare di fare i 2000-2200m che servono per provare ad avventurarsi lungo le valli strette e ricoperte di un fitto bosco di faggi e betulle, e raggiungere la boa.
Fatta la quota minima necessaria si parte seguendo la cresta che porta dritta verso la boa sul massiccio montuoso del Retezart a circa 2200m, confidando nella generosità dei pendii e si qualche cumuletto sulla via.
Verso Est a circa 15km sulle cime si è formato un contesto che sta scaricando. Molti di noi pensano che a breve riceveranno via radio la richiesta del direttore di gara di andare ad atterrare perché la task è stata stoppata. Invece nulla, si continua. Fortunatamente il vento da NNE tiene il contesto fermo e non avanza verso di noi.
Fatta la boa in quota si torna fuori verso Nord a full speed fino ai piedi dei primi crinali e nuovamente dentro in direzione SE verso l'ultima boa in quota, ma questa davvero tanto in quota, il cilindro infatti cade a circa 2400m e su una cresta in sottovento rispetto ad una più a valle in prossimità della quale c'è termica forte. Il primo gruppo riesce a sfruttala fino a base cumulo intono ai 2750m e parte per la boa che dista meno di 1km. 
Io mi trovo con Tiziano Trambaioli e Valerio Marchetti 200m più in basso del gruppo e quando questi partono, la termica diventa più debole perché io cumulo di sta dissolvendo e in pochissimo tempo ci troviamo a girare nel blu una termica molto scarrocciata dal vento che ci allontana dal punto migliore per smarcare il turn point.
Il primo gruppo intanto sta smarcando la boa e si avvia a torna indietro sul percorso dell'andata. Una volta raggiunto il sopravvento, trova una linea portante che gli consente di planare per circa 16km senza doversi fermare a girare null'altro. Joachim in super forma chiude per primo in 2h 49' 32''.
Io ed i miei compagni di sventura, lasciano la termica a 2700m e facciamo gli 800m che ci separano dalla boa con una planata discreta, ma non appena ci giriamo per tornare indietro in sopravvento, iniziamo a sprofondare nel vento, provo a forzare ma niente, abbiamo efficienza 3 tanto da non riuscire più a scavallare la cresta che si trova a N rispetto a noi e siamo costretti a girare verso est imboccando una valletta che scende verso NE, allontanandoci dalla rotta per il goal. Proviamo a sfruttare la dinamica di pendio ma non funziona perché il vento è pressoché parallelo alla cresta.
Scendendo la valle fa una piega verso NO, in quel punto il pendio ben esposto al sole pomeridiano ed è anche protetto dal vento, ci sono quindi tutti gli ingredienti per una termica di sottovento. Ci provo e mi va bene, così riesco a rimontare in sopravvento e trovare termica che mi consente di fare la quota necessaria per andare verso il goal con una efficenza richiesta di 6,5 col senno di poi troppo consentiva considerato che sono arrivato in goal con 600m da smaltire chiudendo in 20° posizione ma con un netto ritardo di 25 min dal primo.
Valerio continua lungo la valle trovata termica appena davanti al costone, fa la quota necessaria per arrivare in goal in 26° posizione.
Tiziano invece non riuscendo a superare una cresta è costretto a deviare ancora di più a NE  allontanandosi ulteriormente dal percorso ottimizzato e chiudendo 48°.
 Paolino Verratti e Marco Littamé, che si erano attardati al rientro dalla prima boa, chiudono rispettivamente 35° e 38°.
La classifica generale dopo due task vede Joachim Oberhauser primo seguito dal brasiliano Rafael Barros e dal coreano Jungman Choi.
Per l'Italia seguo io 15°, Paolo Veratti 22°, Valerio Marchetti 28°, Tiziano Trambaioli 35°, Tommaso Carlini 66°, Federico Brown Manzone 75°, Federico Nevastro 108° Luca Mammucari 120°.
Purtroppo ha dovuto lasciare la competizione e rientrare a casa Silvia Buzzi Ferraris per uno strappo alla schiena che non le consentiva di volare, in bocca al lupo!
Il task setting di oggi e stato giudicato da molti non appropriato alle condizioni con una grossa difficoltà all'inizio che ha messo per terra il 30% dei piloti dopo pochi chilometri e una boa in sottovento in montagna.
Sicuramente l'organizzazione farà tesoro dei commenti dei piloti.

domenica 15 settembre 2019

PWC Brazil 2019 - Conclusione

Marco Valentini:
Eccoci arrivati alla fine di questo evento PWC ad Andradas. 
Incredibili 7 giorni di volo, con valori fino a 7 m/s, per totale di 650 Km di task. Si doveva stare attenti a non superare il limite di quota. Il migliore degli italiani Michele Boschi con un fenomenale 5° posto (purtroppo sfortunato nella ultima task stoppata per pioggia, era secondo fino alla penultima task). Federico Nevastro in grande spolvero in 15° posizione, qualificato direttamente per la super finale. Completano la squadra italiana Bruno Brugnolo, Antonio Golfari, Alfio Ragaglia, Alberto Vitale e Marco  Valentini
Evento organizzato molto bene, decollo favoloso, trasporti in decollo puntuali, recuperi efficaci, comunicazioni organizzative (meteo, classifiche, premiazioni, cena sociale...) gestite tramite applicazione, insomma un grande evento. Sarebbe da emulare anche a livello nazionale. 
Andradas si dimostra un ottimo posto in cui andare a gareggiare. È il secondo evento di Coppa del Mondo che viene disputato nell'area di volo del Pico do Gaviao negli ultimi anni, e si è sempre potuto disputare il massimo di prove possibili, in ottime condizioni.

Trovate le classifiche dell'evento sul sito della PWCA.

giovedì 12 settembre 2019

PWC Brazil 2019 - Day 4

Federico Nevastro:
Quarto giorno, Andradas la solita minestra, arrivi in decollo strepitoso tra l'altro. Esposto su tre venti come tutte le mattine lo troviamo con 15kmh di nordest... tutti li x le 10.20 circa si gioca un po con la slak e poi briefing 11.20 circa consegna tracher e si apre la vela... si... ma dove... il vento in 15min cala e gira, come negli ultimi 3 giorni, cosi abbiamo usato il decollo a sudovest che ha come particolarità più dislivello ma meno termica... lo start è previsto x le 12.40 i primi che escono a rischio buco, cosa che poi non succede mai... però... poi le termiche si formano e devi stare attento a non sforare i 3048m di quota max... Parto allo start in buona posizione ovviamente fuori dal gruppo e questo mi paga x i primi 7km poi nell'avvicinarmi a loro ho trovato una brutta linea che mi ha fatto ritardare di quasi una termica... Allora ho dovuto inventarmi il modo x recuperare e dopo 35km li ho presi sotto una convergenza da panico... Qualcuno ha anche sforato io orecchie e speed riesco a fare 2995m che con 5/6/7ms..... Panico... Da li rimango in controllo fino al 65°km dove mi sono trovato a girare una termica con un'altra vela il gruppo si era spostato in dietro sopra la città io e questo pilota decidiamo di provarci ed andiamo verso montagne dove pensavamo di trovare termica facile, invece c'era solo discendenza. Arriviamo dopo 4km a 1300m sopra delle micro collinetta e li sgancia un 2 metri,  poco cerchiamo il core ma arriva il gruppo 1000m sopra che ci svernicia mi vien da piangere che m..a poi questa termica si trasforma in un 3 ms poi 4 poi 5 poi 6 caxxxo dove il gruppo non lo vedo più non ho speranze 2850 parto fullgas tengo la linea x il goal che tangeva le montagne, perdiamo parecchio ed in lontananza vedo il gruppo che sale a palla sopra la citta ma si è spostato di almeno 1,5km dalla rotta e viene scarrocciato in dietro, li ho preso la giusta decisione continua x la tua strada se segui il gruppo e fai quello che fanno loro non recuperai mai... 4km difronte a me 3 vele salgono da bassissimo ottimo full full devo arrivarci sopra, così ho fatto. Il valore era ottimo 5/7m fantastico, solo occhio a non sforare... 2920 full full prendo la linea che mi sembrava più giusta, sopra un laghetto verso la città il gruppo è affianco alla mia rotta poco più avanti, il mio Cpilot mi dice -500m ma a 2750 continua a tenere chi è andato più verso le montagne ha perso più di me... bravo... vai vai Fede... spingi... il groppo non può arrivarci al goal con quella quota, nemmeno io ma ero più alto. Il gruppo prende una bomba ed io che ci stavo posando a 200m decido di allargare e lasciare andare quello che avevo davanti a sinistra, poi si rivelò  sprofondare. Passo sopra il gruppo e il mio fiato CP mi dice -300m... collinette... costoncino... e dietro il goal... vento laterale dietro, sopra a tutti vai vai... chi provo vado vado... man mano che vado salgo bene ma lo fanno anche gli altri porta tutto ultimi 6km a full full e sono davanti grazie alla quota gestita prima... sono a full non me ho più ma CP mi dice +70 poco ma mancano solo 3km alla ESS provaci  a tutta a tutta non mollare gli altri mi hanno quasi preso all'Ess arrivo a + 30 forse sono 1 ho altri 2km mollo la speed e salgo + 120 con vento a favore... fatta... sono primo ma le sorprese... primo stesso tempo 2.30.01 ore x fare 100km niente male... alla fine quei pochi ritardi mi fanno arrivare   11° ma la soddisfazione del primo tempo...

martedì 10 settembre 2019

PWC Brazil 2019 - Task 2

Oggi condizioni ventose, la previsione dava oltre 20 Km/h da Nord Est.
Ci viene assegnata una task di 80 km sempre sviluppata nelle pianure prima verso W, quindi al traverso del vento, poi una andata a meta verso sud.
I primi 25 Km con il vento a traverso risultano lenti e difficoltosi, ma appena iniziamo a volare con vento a favore le medie salgono spaventosamente. Gli ultimi 25km sono un unica planata a full speed in una convergenza blu. Arrivo in goal primo di noi Italiani anche se rimango troppo conservativo nel finale... Questa cosa del controllare, ancora non ho ben capito come funziona.
Michele

Trovate i risultati a questo link.

PWC Brazil 2019 - Task 1

Oggi task veloce di 70 km scarsi sviluppata nelle pianure verso Ovest, con il vento prevalente da Nord Est circa 10 Km/h.
107 piloti in goal il primo 1:58:50. In basso s'incontrava stabilità ma appena superato lo strato, l'attività era buona con termiche tra i 2 e i 3 metri e basi fino oltre il limite di quota a 3048 metri.
Michele Boschi si piazza in un ottimo quarto posto, seguito da Federico Nevastro settimo e Alberto Vitale undicesimo. Tutti gli italiani a meta.

lunedì 25 marzo 2019

Task 4. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

A differenza degli altri giorni, oggi il decollo del Monjiolo ci attende con una pioggerellina che dopo mezz'ora lascia spazio ad una nebbia fitta che non permette di ammirare il tipico paesaggio del jurassico che si può ammirare dalla cima del monte guardando in direzione N verso Pancas.
Finalmente la nebbia inizia a distrarsi e lascia spazio per vedere uno strato spesso di cumuli che fanno filtrare pochissima luce.
Il decollo è pieno di visi sorridenti ed incuriositi di gente locale che è venuta ad assistere ai decolli dell'evento sportivo dell'anno. Non mancano ovviamente brasiliani di origini italiane che quando ci sentono parlare, si avvicinano a raccontarci le loro storie e a testimoniare l'amore per il nostro paese dove molti di loro hanno vissuto per qualche anno.
Sembra peggio di ieri in cui si è deciso di anticipare il rest day per non buttar via un'altra giornata.
Gli organizzatori sono fiduciosi e assegnano una task di 64 km con start gate con raggio di 18 km su P28 che da la possibilità di scelte diverse, poi di nuovo P28 con raggio 5km che è praticamente sul letto del fiume Rio Doce, per poi fare un dritto verso la End of Speed Section in direzione Ne a con vento in coda.
In attesa dell'apertura dello start ci si divide in due gruppi, che rimontano in direzione SO il cilindro dello start. Un gruppo si ferma sui rilievi più alti dove le basi sono intorno ai 1450m, l'altro va più vicino al cilindro ma su una zona collinare dove le basi sono più basse di almeno 200m.
Io (Gianni) mi trovo con Denis e Marco L. e altri 30 piloti sulle montagne, gli altri si trovano invece con il secondo gruppo.
La scelta delle montagne sembra aver pagato infatti nel traverso in direzione del fiume per la boa siamo sempre alti e a parte un po di pioggia rinfrescante caduta lungo il percorso, riusciamo ad arrivare all'ultimo rilievo prima del letto del fiume prima e più alti. Fatta massima quota partiamo per attraversare il fiume e dirigersi verso la zona dell'ormai famigerato cratere, sempre avaro di ascendenza.
A guidare il mio gruppo c'è Michael Sigel, sempre più alto di tutti. Sembra che il suo nuovo B11 abbia qualcosa in più sia degli altri B11 che degli E3.
La zona che si estende tra il letto del fiume ed le pendici meridionali del cratere si conferma essere la più generosa di termiche con valori decenti considerando i valori medi che si registrano di 1,5m/s, quindi cerchiamo di sfruttare al massimo le ascendenza zigzagando sotto le basi.
Il cielo si mantiene costantemente coperto con solo qualche timido raggio di sole che riesce a fare capolino fra i cumuli.
In direzione del cratere ci si apre a ventaglio per aumentare le potenzialità di trovare linee migliori ma così favoriamo gli inseguitori che così hanno tutto "apparecchiato" e possono seguire le traiettorie più efficienti.
La linea ottimizzata passa a E ma il mio gruppo si tiene al centro per passare sotto un cumulo che si trova quasi al centro.
Arrivati al bordo S del cratere facciamo massima quota e partiamo in apnea cercando di massimizzare l'efficienza a scapito della velocità per arrivare al bordo N con maggior quota. Qui troviamo una termica ma molto debole che lasciamo per avventurarci in una zona collinare che costeggia la riva est del Rio Doce.
Andando avanti ci sono solo valori debolissimi per via della copertura che non fa innescare termiche neanche nei punti più favorevoli.
Un gruppetto di 4-5 piloti comunque partono in direzione della ESS che dista ancora circa  20km ma non trovano niente e si abbassano sotto i 200AGL. Vedendo questa situazione io decido di passare un modalità XCountry -sopravvivenza e viro di 90° a O verso il letto del fiume dove inizia ad essere più illuminato e si vede una striscia di cumuli probabilmente generata dalla confluenza di brezza da O e E.
Prima di arrivarci trovo termica e mi fermo a girare per non allontanarmi troppo dalla rotta ottimizzata.
Mi giro e vedo il primo gruppo che si è fermato un po più indietro di me a girare un valore debole. Per un momento mi viene in mente di tornare indietro per raggiungere il gruppo ma poi vedo un paesino di poche case in mezzo a delle alture con un antenna sul rilievo più alto, ci sono tutti gli elementi per un buon thermal spot. Mente mi dirigo verso il "paese della salvezza" trovo termica e mi fermo. Intanto vengono verso di me lo svizzero Sigel ed il francese Poulain. Girano sotto di me che gli segnalo la termica. Poi .i sposto sul paese che avevo battezzato come termica certa ed effettivamente trovo un buon valore di 2m/s che ci permette di arrivare a quota sufficientemente per andare in goal con efficienza 10. La brezza è intanto girata da ONO e non sono confidente di arrivare pertanto cerco di avvicinarmi alla ESS senza spingere. I miei compagni di volo sono più fiduciosi e partono. Nonostante tutto sembra portare. Il francese si tiene a sinistra, Sigel al centro ed io a destra. Quasi arrivati sulla ESS c'è un valore che senza girare ci mette in sicurezza per l'arrivo in goal.
Alla fine sarà primo Sigel, io secondo e Poulain terzo.
Chiudiamo con un distacco di 8' sul quarto e 18' sul primo gruppo tra cui ci sono anche Nicola ed Aaron 11° pari merito, ed Alberto 26°. Gli altri italiani non riescono a completare il percorso che nella parte finale è stato molto selettivo.
Come squadra siamo risaliti al secondo posto ma la gara è ancora lunga e secondo le previsioni da domani dovremmo iniziare a vedere finalmente il sole.
Risultati completi qui.
Ai prossimi aggiornamenti.




domenica 24 marzo 2019

Task 3. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Come ogni mattina saliamo in decollo presto, alle 9.30 siamo già sul Monjolo, nome del maestoso rilievo di granito attorniato da dita anch'esse di granito che si stagliano verticali verso il cielo che, ormai come tutti i giorni dall'inizio della gara eccetto il primo, è completamente coperto da uno strato di cumuli.
Dopo aver assegnato una mini task verso la città, la giornata viene cancellata perché in decollo la brezza è da dietro e genera numerosi dust devil che gironzolano sul tappeto erboso della "rampa".
Ai prossimi aggiornamenti.

venerdì 22 marzo 2019

Task 2. PWCA Superfinal 2019 - Baixo Gandu - Brasile.

Oggi è tutto coperto ma sembra che qualcosina ci sia di attività termica appena fuori dal decollo.
Viene decisa una task di 56km e lo start viene posticipato per due volte perché le condizioni in decollo non sono ottimali e la brezza è spesso da dietro ed in alcuni momenti si riusciva a decollare.
Fuori ė debole ma pian piano si sale.

Appena fatto lo start si va verso nord e si distinguono già due traiettorie una verso la città e una più a sinistra sulle colline ovest della città. Alla fine chi va sopra la città non sale o per lo meno riesce a fare poco. Mentre solo alcuni dell altro gruppo riescono a salire pian piano tra cui Denis e io (Christian Biasi, ndr). Riusciamo a fare la prima boa e la seconda... poi andando alla terza sembra spegnersi tutto. Riusciamo in qualche modo ad attraversare il lago e man mano rimaniamo sempre meno. Siamo Honorin, Francisco, Chars,Felix, Denis e io e qualche altro pilota. Arriviamo sopra il fiume ma non termica e ci rendiamo conto che ormai ce la si giova a chi plana più lontano. Atterriamo lungo il letto del fiume prosciugato.
Dopo 20 minuti che abbiamo i piedi a terra sbuca il sole e ritardatari trovano termica sopra le nostre teste. Alcuni atterreranno vicino alla 3 boa in mezzo alle colline e solo 5 piloti riescono a chiudere tutto il percorso.
Vince la task la grande Petra che con grande determinazione e costanza è stata ripagata dei suoi sforzi.

Risultati qui
Ai prossimi aggiornamenti.

giovedì 21 marzo 2019

Task 1. PWCA Superfinal - Baixo Gandu .

Oggi in decollo la brezza appena arrivati è finalmente frontale, ma per stemperare l'ottimismo dopo il briefing in cui viene assegnata una prova di 57 km viene a piovere.


Passata la pioggia la brezza è ovviamente da dietro e quindi i decolli iniziano con difficoltà e lo start viene spostato in avanti di mezz'ora alle 1230.
Il percorso di gara prevede start in ingresso con boa con cilindro di 6km a N del decollo, poi si va a SO su boa con raggio 6km, poi si tira dritti verso S oltrepassando il Rio Doce e dirigendosi verso il famoso cratere dove si trova l'ultima boa prima della End of Speed Section sul paese di Baixo Gandu con Goal line all'aeroporto di Aimorės.
Prima task a due velocità con meteo in evoluzione verso condizioni stabili nell'area a nord di Baixo. Una volta in volo troviamo condizioni deboli da suolo bagnato e discendenza.
Mezz'ora prima dello start migliora con la formazione di un discreto cumulo, con ascendenze capaci di spingere dentro. Nella prima metà del percorso mi (Marco Busetta ndr) trovo a fianco di Marco Littamé e siamo noi due a tirare le fila. Un altro rovescio lambisce la traiettoria ottimizzata verso la terza boa. Ci troviamo a girare qualche termica innescata dal fronte. Affacciandosi verso il letto del fiume finalmente le.condizioni migliorano, c'è più sole e si sale con termiche anche forti.
Dopo il terzo turnpoint Marco Littamé molla il gruppo e prosegue per un percorso diretto verso la boa del temutissimo pianoro del "cratere", a nord di Baixo. Il gruppo invece si sposta verso il più alto rilievo della caldera dove si sale bene quasi fino in base. Da li si va dritti verso la boa e si cerca di rientrare verso la End of Speed Section.
Tuttavia la pianura al suo interno risulta avara di ascendenze, deboli e rare, per cui alcuni provano, anche bassi, a raggiungere una collina sul bordo in attesa di un ciclo buono. Dopo 15 minuti di volo in "termodinamica", innesca una termica discreta ad ovest dello stessa e chi si trovava dal lato giusto ha preso un vantaggio irrecuperabile. Chi era rimasto in piana a tirarsi su pian piano, è arrivato tardi alla collina, perdendo così il ciclo. Tanti gli italiani. Dopo il cilindro di fine tempo, piazzato in maniera discutibile sulla città, ci aspettava una planata controvento verso la linea posta sulla pista di un aeroporto. Molti gli arrivi corti dovuti anche a cicli discendenti, con atterraggi non sempre semplici. Il terreno di gara risulta quindi complicato, con condizioni molto variabili, che possono mettere in difficoltà anche i piloti più forti.

mercoledì 20 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 19 marzo.

Il programma per oggi prevede: salita in decollo di buon ora, breve task intorno alla citta con tutti a terra entro le 1330 per poi completare le registrazioni, safety briefing obbligatorio e cerimonia di apertura ufficiale della gara.
Arrivati in decollo già dalla mattina dei dust devil spazzano il tappeto d'erbetta della "rampa do Monjolo" perché il vento meteo dominante è da NO mentre il decollo è esposto a SE.
Viene assegnata una task con atterraggio sulla pista d'asfalto di un piccolo aeroporto che si trova tra le città di Baixo Gandu e Aimorės.
A causa della brezza da dietro che non permette di decollare in sicurezza viene annunciato che la task è cancellata e si inizia a scendere con dei poderosi scuolabus che non temono la strada sterrata a tratti in forte pendenza che porta in decollo.
Qualcuno tenta il decollo nei pochi momenti in cui la brezza gira a 90° invece che venire da dietro gonfiando e correndo all'impazzata a 60° rispetto alla direzione di decollo  normale, saltando giù dallo sperone di nero granito sul quale si stende il decollo.
Dei nostri riescono ad andare in volo Christian, Nicola, Denis, Marco ed il sottoscritto che non aveva potuto scegliere giornata migliore per provare il nuovo Spectra della Flow Paragliders.
Appena in volo ovviamente approfondiamo nel sottovento e quando ci si inizia ad allontanare dalla zona d'ombra generata dalla conca del decollo si iniziano a sentire i primi rotori che complice l'attività termica è generosi cumuli rendono il tutti un bel divertimento. A tratti mi è sembrato di vedere Lucifero col fordone pronto a traffiggere il povero parapendista.
Superata la zona della morte tutto diventa gestibile con bellissime termiche fino a 6m/s e basi intorno ai 1300m.
Completare le formalità delle registrazioni e del safety briefing inizia la cerimonia di apertura con la classica parata per le vie della città che è molto apprezzata in tutto il sud america, conclusa con uno spettacolo pirotecnico e ovviamente accompagnata da fiumi su caipirinha.
Domani si comincia sul serio.
Ai prossimi aggiornamenti.




martedì 19 marzo 2019

PWC Superfinal - Training day. Baixo Gandu 18 marzo.

Domenica sera Alberto e Marco, recuperate finalmente le attrezzature, raggiungono il team Italia a Baixo Gandu. All'appello manca solo l'attrezzatura di Nicola che, per fortuna, arriverà in albergo lunedì sera per la felicità di Donini jr.
Il trasferimento dalla città al decollo dura circa un'ora quindi alle 900 si parte anche perché qui il sole già alle 800 è ben alto nel cielo.
Denis propone una task di circa 56 km con start gate in uscita, prima boa a nord sul bordo in uno spettacolare cratere, poi a sudovest su un altro bordo del cratere  con  con la possibilità di scelte diverse che alla fine faranno la differenza, e per finire uno zig zag per tornare verso la città.
La task piace anche ad altre squadre e quindi diventa la task ufficiale della giornata con start alle 1200. Qualcuno a fine giornata si pentirà amaramente della scelta fatta perché mente ci si troverà a lottare in mezzo al cratere a 400m per non bucare, intorno il cielo di copre di cumuli bellissimo con basi intorno ai 1900m.
In sintesi fatta la prima boa a nord, un gruppo tenterà un dritto in mezzo al cratere che assicura la distanza minore alla boa, un altro gruppo continuerà a costeggiare il cratere verso sud ovest fino in boa facendo un semicerchio, un terzo gruppo percorrerà il cratere in direzione est percorrendo l'altro semicerchio.
Alla fine andrà meglio per chi avrà scelto i percorsi più lunghi ma sicuri. Chi è atterrato in mezzo al cratere, senza copertura telefonica e con 41°C alle 1400, ricorderà questa esperienza.
Chi si è divertito più di tutti è stato il nostro Giuliano che dopo un buco subito dopo lo start si è fiondato nuovamente in decollo con l'inseparabile Rubinho, tassista ufficiale del team Italia, per godersi un bellissimo volo in confluenza sotto i cumuli mentre qualcun'altro mandava invettive contro il cielo.
Dopo due giorni di volo il pericolo più concreto resta quello del caldo e della disidratazione se si atterra in posti isolati.
Ai prossimi aggiornamenti.

lunedì 18 marzo 2019

PWC 2018 Superfinal - Baixo Gandu.

Non inizia sotto i migliori auspici la 10° finale di coppa del mondo.
Dei 12 piloti (Aaron Durogati, Alberto Vitale, Alessio Voltan, Christian Biasi, Denis Soverini, Isidor Fink, Gianni Profiti, Joachim Oberhauser, Marco Busetta, Marco Littamé, Paolo Veratti, Silvia Buzzi Ferraris), più  1 accompagnatore (Giuliano Minutella) che compongono la squadra in 4 non ricevono l'attrezzatura all'aeroporto di Vitoria dopo il volo interno da San Paolo.
La cosa più assurda è che nonostante uno scalo sufficientemente lungo se non eterno di 10 ore a San Paolo, sono stati capaci di non imbarcare le attrezzature di Alberto Vitale, Marco Littamè e Isidor Fink mentre quella di Nicola Domini è addirittura rimasta a Parigi.
Se ciò non bastasse, Joachim Oberhauser e Christian Biasi sono anche riusciti ad imbarcarsi sul volo sbagliato ma per fortuna verso la giusta destinazione superando con tranquillità sia i controlli del check-in sia quelli alla porta dell'aereo....
Dopo uno stop forzato a Vitoria in attesa dell'arrivo dei bagagli, tutti tranne Nicola sono riusciti a tornare in possesso delle attrezzature. Iniziamo a pensare che AirFrance stia cercando di favorire la squadra francese per mettere fuori gioco uno dei favoriti per il podio e vice campione in carica, il nostro Nicola.
Ieri prima giornata di volo di acclimatamento e familiarizzazione con il campo di gara.
La sintesi di ieri è: fortissime discendenze tra le termiche, pochi cumuli, fastidioso vento da NO è soprattutto un caldo mortale. Atterrare in luoghi lontani dalle vie di comunicazione principale senza una buona riserva d'acqua può essere molto rischioso.
A parte ciò i panorami in volo sono da restare senza parole per la bellezza, roccioni neri ei granito che si stagliano verso l'alto in verticale attorniati da vegetazione rigogliosissima di un verde che più verde non si può e terra di un rosso che solo in sud america si può vedere.
Baixo Gandú è un piccolo paese sulla riva del Rio Doce nulla a che vedere con la più nota Governador Valadares, non offre molto ma c'è il necessario per sopravvivere due settimane a 35°C.
Ai prossimi aggiornamenti.